RADIO.BLOG.AUT

Prendiamo spunto dalle proposte dei Bloggers di Menfi Vive per creare uno spazio libero. Tutto il nostro sito è libero per definizione, ma in questo luogo potrete confrontarvi senza un tema specifico, consentendoci anche di prendere spunto dalle vostre idee.

Il nome radio.blog.aut lo avete praticamente creato voi ispirandovi a Peppino Impastato che prendeva in giro il potere con la sua radio libera, per fare in modo che siamo tutti in primalinea acombattere per la libertà di pensiero.

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248 Risposte a “RADIO.BLOG.AUT”

  1. Alla vigilia della presentazione del nuovo governo regionale in Sicilia, che nasce dopo la frattura tra il governatore Raffaele Lombardo e il gruppo dei “ribelli” del Pdl legati a Gianfranco Micciché, il sindaco di Menfi (Ag) Michele Botta (Pdl) ha azzerato la sua giunta e non esclude di mandare all”opposizione gli uomini del partito che lo ha eletto, per aprire al Pd.
    “Troppa instabilità politica, occorre ripartire con una nuova maggioranza”, ha detto Botta, che adesso non esclude l’ingresso nella sua amministrazione di assessori tecnici, anche di area Pd, proprio come sta accadendo alla Regione siciliana. Quasi certamente il Pdl passerà all’opposizione. Botta è stato eletto nel 2008 a capo di una coalizione di centro destra.
    Sento aria di inciucio…………………..

  2. ieri ho ascoltato il servizio su trs, su menfi, debbo dire che ancora c’è gente capace di pensare e di esprimere giudizi, mancano amministratori all’altezza della situazione, ma per quello ci stiamo attrezzando.
    Non c’era uno che parlava bene del sindaco, una bocciatura senza appello.
    Assessori tecnici? perchè no!!
    il petroliere, l’autista del petroliere,l’autista del cappotto, l’idraulico, il meccanico l’elettricista, e il pompiere, più tecnici di così!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    …………………………. a mancava il tabaccaio

  3. Enrico
    informati che fine ha fatto la “gente capace di pensare e di esprimere giudizi” prova ad intervistarli ora.

  4. il problema vero è che non si mette in primo piano l’interesse del territorio e del paese che poi, ad essere lungimiranti è l’interesse di tutti ,anche il loro,intendo di questi “politici” di quattro soldi, ottusi e piccini. Litigano tutto il tempo per decidere di chi è il potere anzicchè rimboccarsi le maniche e lavorare . Vergognatevi!!!!!!
    Siete stati eletti per servire il paese, non per riscaldare le poltrone del potere dove state seduti e litigare come galli nel pollaio . Mi sembrate assolutamente patetici.
    Non vi è rimasto neanche un briciolo di dignità, se ne avevate! Povera Menfi e povero paese Italia!!!!
    Sono finiti i tempi degli ideali quando i padri della costituzione sognavano di costruire un paese libero e maturo per un vivere democratico.

  5. Cara cittadina, visto che tanto sono tutti uguali, perché non ti presenti così uniamo tutti quelli che la pensano diversamente.
    E’ troppo facile criticare una simile massa di incapaci, cosa più difficile è coinvolgere i concittadini un un progetto diverso.
    Io ci credo e se ci crediamo in tanti si può realizzare.
    Il Sistema è al collasso e LORO non sono in grado di dare risposte.
    Segui il Blog di Grillo e vedrai che un’altefrnativa possibile c’è.

  6. Parlare di socialisti a Menfi significa non conoscere completamente la storia della nostra nazione dal dopoguerra o, peggior ancora, rinnegarla completamente. Lo scrivo per quel buontempone che si firma “elettore di centro dx” che, con orgoglio, rivendica la sua amicizia e, in certo qual modo, anche la sua stima nei confronti del così detto Rag. Bassi. Molto più corretto sarebbe usare il termine “craxiani”, versione edulcorata della parola “affaristi”, cosa ben diversa da “imprenditori”. L’imprenditore infatti, per definizione (art. 1255 C.C.), è un soggetto che ha un’idea per produrre beni o servizi con la vendita dei quali realizza gli introiti della sua azienda. L’affarismo cui invece faccio riferimento, è quello di persone che avendo lecitamente ottenuto una carica politica, utilizzano le prerogative provenienti dalla stessa per i propri personali tornaconto. Tanto per essere chiari, un tornaconto può essere l’installazione di un’antenna di telefonia mobile, in una proprietà appositamente comprata in contrada Fiori: ovviamente mi riferisco al consigliere Nino Corsentino e all’ex consigliere ed ex assessore Nino Mistretta (almeno loro per fortuna non si definiscono Socialiasti); oppure l’installazione di una stazione di rifornimento carburanti in una proprietà appositamente comprata in un punto nevralgico della circolazione stradale menfitana o del futuro porto turistico: ovviamente mi riferisco al consigliere Giuseppe Errante. Un altro tornaconto, questa volta però solo indirettamente correlato a logiche affaristiche, è la nomina di personaggi assolutamente privi di requisiti, a cariche di stampo amministrativo. Ovviamente questa volta mi riferisco al così detto Rag. Bassi e all’ex sindaco Nino Buscemi che lo ha scelto per un posto al CdA della SoGeIR. Si badi bene che il fatto che il personaggio in questione sia privo dei requisiti,non è una mia personale opinione: esiste infatti una sentenza del Tribunale di Sciacca con la quale lo stesso viene esautorato dalla carica “perché dal suo personale cv non si evincono particolari elementi che denotano esperienze nel ramo amministrativo”. Cosa, e questa volta lo aggiungo io, così scontata che lo stesso per avere compatibilità con la carica ha dovuto velocemente “prendere” il diploma da Ragioniere privatamente a Salaparuta. Per queste, sicuramente non esaustive, motivazioni ritengo sia più corretto definirli craxiani e non socialisti.

  7. Finalmente qualcuno che conosce la storia e i personaggi locali, li descrive in un racconto puntuale e preciso.
    Condivido la tua analisi, a questo punto ci sarebbe da chiedersi che c’azzecca un craxiano con IDV?
    Perchè un craxiano vorrebbe far credere ai creduloni che se convertito all’IDV?
    Vorrebbe far credere che rinnega il suo passato da craxsiano?
    oppure se butatto li per puro tornaconto politico e non solo?
    L’elemento in quesione nell’IDV non può che alimentare solo il sentire comune, …………….tanto tutti li stessi sono!!!!!!!!!!!!!!
    Qui ci nonosciamo tutti e tutti sappiamo il livello di moralità di ognuno.
    Singolare è che gli altri simpatizzanti dell’IDV locali, con ruoli provinciali e regionali,fanno finta di non vedere e non sentire.
    Rischiate di fare la fine dell’IDV di sciacca, intervenite prima che sia proppo tardi.

  8. L’analisi che ha fatto traco marvaglio, mi sembra un discorso di enzo lotà, ma vuoi vedere che è lui ?
    Da una analisi discorsiva penso proprio che si lui o già lo sognamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. ………come se a menfi l’unico capace di pensare sia lotà.
    …………..finiamola!!!!
    l’analisi è una fotografia indelebile della realtà, che solo chi non vuole vedere non vede.

  10. Credo che difficilmente Traco Marvaglio sia riconducibile a Lotà, non tanto per l’eleganza e la ricercatezza nella scrittura, quanto soprattutto per il fatto che l’area dove si sta realizzando la pompa di Errante, è stata destinata a quell’uso proprio da lui. Non avrebbe certo fatto riferimento a questo il Lotà

  11. VI INFORMIAMO CHE LE VOSTRE REGISTRAZIONI NON SONO PIU’ IN ARCHIVIO.
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  12. Il senatore sindaco del Pdl Raffaele Stancanelli apre la Festa Democratica catanese. E’ la prima uscita pubblica del fronte dell’inciucio interno al Pd, che si organizza aspettando l’arrivo del presidente della regione Raffaele Lombardo e del “compare” senatore Anna Finocchiaro.
    Il momento più basso della politica siciliana è stato toccato al centro fieristico “Ciminiere” di Catania sabato pomeriggio alla festa del Movimento per l’Autonomia. In questo posto, nel 2008, il senatore Anna Finocchiaro parlava al fianco di Walter Veltroni contro Lombardo, metteva in guardia i giovani del Pd dal sistema “clientelare” del “lombardocuffarismo”, un “enorme biscione”. “Non ci sono vie di mezzo -diceva la Finocchiaro- o si sta da una parte o si sta dall’altra”. Alla fine anche lei ha scelto, dopo essere scappata nel 2008 con un disastroso risultato elettorale, è tornata a Catania sulla carrozza del vincitore.
    E così c’è poco da festeggiare nel Pd, che abbandona la dicitura “Festa dell’Unità” e imbastisce la “Festa democratica”, che ha poco di “festa” ma molto di “democratico” nel senso caro alla vecchia democrazia cristiana.
    E’ la normalizzazione del “passare all’incasso”, dei sottogoverni facili e dell’assenza di proposte concrete, ma anche assenza di opposizione al centrodestra. Ovunque si amministra con gli amici o “ex” di Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri è questo il futuro del Pd?

  13. io pur essendo ultracritico nei confronti del pd… in realtà vedo che Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri sono fuori dai Palazzi istituzionali siciliani… e questo se me lo avessero detto fino a qualche giorno fà, mi sarebbe sembrato un pesce d’aprile…

  14. Mauro, capisco che non siamo nel migliore dei mondi… ma se si è riusciti a stoppare una simile vergogna, non credi che comunque sia qualcosa di positivo???
    Leggi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/08/termovalorizzatori-in-sicilia-lultima-affare-di-cosa-nostra-una-torta-da-sei-miliardi-di-denaro-pubblico/70174/

  15. “El simenza” pronto a cambiare casacca?

    Il partito dell’Italia dei Valori in Sicilia vive giorni difficili. Da settimane circolava con insistenza la voce di una possibile candidatura di Sonia Alfano alla segreteria regionale del partito. Al congresso di domani, però, l’On.le Fabio Giambrone, commissario regionale in carica, sarà sfidato da Orazio Rinelli (assessore gelese). Sembra che lo stop alla candidatura dell’Alfano sia arrivato direttamente dalla dirigenza nazionale del partito: niente tessera, niente candidatura.

    Il clima surriscaldato che sta precedendo l’inizio del Congresso Regionale si arricchisce di un ulteriore elemento di tensione. Sul tavolo del Presidente Antonio Di Pietro e del Responsabile Organizzativo Nazionale Ivan Rota è giunta una istanza di annullamento dei congressi provinciali siciliani e di sospensione del congresso regionale. Un gruppo (sembra nutrito) di delegati e tesserati dell’ Idv siciliano ha deciso di formalizzare le proprie rimostranze chiedendo il rispetto delle regole e dello statuto nella gestione del Partito. Il tutto motivato sia a livello sostanziale che a livello formale.

    Il Caso Agrigento
    Al Congresso provinciale di Agrigento il 20 giugno 2010 è stato eletto Nicolò Hamel, unico candidato, in un clima surreale e con pochi aventi diritto al voto in sala. Su 560 tesserati in provincia, al congresso sono state presenti poche decine di aventi diritto al voto. In tale occasione il garante provinciale non ha provveduto a raccogliere le candidature per le deleghe regionali come previsto dal regolamento a pena di decadenza. Posto che le deleghe regionali per la provincia di Agrigento sono state previste nel numero di 120, la distribuzione delle stesse è stata operata, successivamente, secondo criteri non ammessi dai regolamenti del partito e da persona non legittimata. Nicolò Hamel, nel frattempo nominato segretario provinciale, ha distribuito mesi dopo parte delle 120 deleghe sulla base della propria capacità di mediazione con i territori, secondo una logica di lottizzazione delle deleghe congressuali regionali. (Sic!)

    Questo uso improprio delle deleghe consentirà la presenza di oltre 100 delegati scelti con criteri spartitori e correntizi e reverbera un modus agendi di lottizzazione del partito a livello regionale, quanto più che in altri contesti provinciali si raccolgono testimonianze di analoghi episodi di continuate irregolarità formali e sostanziali finalizzate alla costruzione di una maggioranza a tavolino.

    L’uso improprio delle deleghe è di per sé invalidante di ciascun congresso provinciale perché la funzione del garante di presa in consegna delle candidature è di garantire una reale presenza dei candidati durante i lavori congressuali secondo forme che legittimino e garantiscano la sostanza degli atti compiuti, con lo scopo di inibire le tendenze e devianze di imberlusconimento del partito.

  16. Un plauso al consigliere Romano per avere pubblicamente parlato delle gravi infiltrazioni massoniche nella politica menfitana.
    Spero si possa dare il via ad un pubblico dibattito dove finalmente vengano a galla le posizioni dei diversi protagonisti politici al fine di fare finalmente chiarezza.

  17. Ullallaaaaa!!!!!
    Ma il consigliere Romano non si è sprecato a parlare delle gravi e ormai palesi connivenze MAFIOSE dei più importanti esponenti politici del suo partito di appartenenza (UDC o Popolari per l’Italia di Domani-ManninoCuffaroS.RomanoAntinoroCascio e tutta l’allegra compagnia)
    Evidentemente questo passa in secondo piano!!!
    Evidentemente sono problemi diversi e la massoneria è mooolllttto più pericolosa!!!
    Evidentemente………….
    aah, ma lui è del partito della difesa della famiglia (fondata sul matrimonio-si intende-secondo i dettami cattolici).
    Bebbamà…….ma pi ffauri!!!
    Forse qualcuno è già in campagna elettorale e dice sempre le solite cose……ma a differenza di altri le dice senza crederci, solo per raccogliere consensi.
    Di demagoghi non ce n’è di bisogno più.
    Grazie

  18. Un plauso al consigliere Romano per avere pubblicamente parlato delle gravi infiltrazioni massoniche nella politica menfitana.
    Spero si possa dare il via ad un pubblico dibattito dove finalmente vengano a galla le posizioni dei diversi protagonisti politici al fine di fare finalmente chiarezza!

  19. avete sentito cosa ha detto il rag. romano, perchè non ci dice invece che lui fa parte della lobby dei supermercati, che è molto più schifosa e affarista di qualsiasi Loggia Massonica, quelli che fanno (facevano) cartello e non permettevano l’apertura dei grandi gruppi, solo per poter lucrare di più sui beni di prima necessità, questo si che è immorale.
    Caro ragioniere passati la mano sulla coscienza (se ne hai) e vedi se tutto questo non è meschino.

  20. Ecco un altro che di afferma che qui regna indisturbata la massoneria, meglio nota come p2, e p3.
    Poco tempo fa avevamo ascoltato ex assessore dicarlo dichiarare pubblicamente la presenza nauseante della massoneria nella gestione affaristico-mafiose, poi ex vicesindaco riccardo ha rincarato la dose, ora il consigliere romano, senza peli sulla lingua hs ribadito il cancro della società affossa il paese, niente di nuovo
    Per la verita’ sulle pagine di questo blog, in non pochi, ma soprattutto chi è libero dalla tirannia massonica, in diverse occasioni ha scritto contro taluni che vogliono asservire il bne comune al proprio tornaconto.
    A questo punto ormai non è più derogabile la realizzazione degli adesivi, in modo di sputtanarli e che tutti sanno che personaggi schifosi circolano.
    Il vero probblema è che chi dovrebbe vigilare dorme, chi dovrebbe indagare riposa, chi dovrebbe inquisire sogna, chi crede nella giustizia, ……………………………

  21. Arrè con gli adesivi e con la stupida convinzione che la massoneria sia un reato!!! La p 3 e la p 2 sono cose diverse ( e illecite) rispetto alla vera massoneria.

    Comunque, ricapitolando, tanto per fare chiarezza nella mia testa:

    1) l’ex aassessore Di Carlo fece queste affermazioni solo quando lo segarono da assessore e restò fuori dalla giunta, ma mai prima (quando amministrava), proferì parola sulla cosa, nenanche agli albori della sua breve carriera politica, quando scelse di stare a fianco del sig. Nino Mistretta (come se non lo sapesse che lo era), e credo che questo lo ricordiamo tutti. Poi, chi sa perchè, quando fu messo fuori, sputo nel piatto dove aveva mangiato.
    2) L’ex vice sindaco Viviani (nota persona perbene, galantuomo e individuo dalle indubbie qualità morali), urlò contro queste cose solo quando gli levarono la poltrona di vicesindaco da sotto le chiappette, e non prima, (quando trascorreva il suo tempo con qualche noto cappuccio di vecchia scuola in via della vittoria). Come mai anche lui sbraitò quando gli tolsero l’osso? Non riuscì nemmeno a farsi tutelare da qualche massone a lui vicino, se non proprio in famiglia?.
    3) Il consigliere Romano infine, anche lui individuo di grossa levatura morale (che se si fa scrupoli nella vita politica così come se li fa nella vita sentimentale siamo apposto), ex comunista, messo sul palcoscenico da Lotà, fatto poi assessore provinciale per le sue riscoperte qualità democristiane dall’On. Ruvolo e individuo capace di fare la vera politica lobbystica a tutti nota, si accorge della massoneria solo oggi (e non prima), solo quando rimane a piedi tra una ex maggioranza che non ha più i numeri e a cui lui non basterebbe comunque, e una nuova possibile maggioranza che vorrebbe amministrare, avendo i numeri e a cui lui non serve. Perchè purtroppo per la sua buona abitudine di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, resta fuori dai giochi e deve trovare il modo per mettersi in luce, anche schiacciando l’occhio a l’onorevole del PDL, a alla sua allegra brigata, nonchè all’amico Nino Mistretta, mai considerato avversario, ma alleato.

    Del resto, riflettendo, come mai Romano non ha mai parlato di massoneria fino all’altro giorno, nemmeno quando c’era come assessore il noto Nino Mistretta (che a detta di tutti è massone). Giusto giusto oggi, che certi personaggi davvero ingombranti sono stati tolti dalle loro poltrone e fatti fuori politicamente e che l’Onorevole non ha più nessuno in giunta, salta fuori tutto sto casino?

    Ma davvero non ci rendiamo conto che forse piano piano si stanno alleando le vere forze buone del nostro paese (sia di destra che di centro e di sinistra) per togliere finalmente certi signori (massoni e non massoni, ma certamente affaristi) dalla scena.

    E giusto giusto ora che qualche massone o comunque affarista che proprio su questo blog veniva accusato e si insisteva per cacciarlo via, proprio oggi che qualche soggetto non è più in giunta, sparano a zero sulla massoneria?

    La cosa mi puzza, mi puzza tanto!!!

    La storia non è sempre come si vuol far credere che sia.

    A voi le riflessioni e i giudizi.

  22. riflessioni, ma!!!!!!!!!
    Intando chi parla che qui c’èe la massonria nauseante, non può e non deve essere crimanilizzato.
    Punto due, meno male che ne parlano loro, confermano quello che noi abbiamo scritto in questo blogg. da mesi
    punto tre, chi lo denuncia pubblicamente, tutti, dimostrano che hanno gli attribbuti
    punto 4 visto che c’è la p2 e p3 e p4, che vuole fare affari illeciti, come mai nessuno li persegue?

    p2 e p3 + pmenfi si è no sono quattro gatti, il problemaè come mai hanno tutto questo potere?
    connivenze, complicità e ignoranza fanno il resto.
    gli adesivi, vanno intesi nel senso virtuale………………………

    qui servirebbe un p.m. tipo antonio di pietro farebbe piazza pulita, senza eccezioni……………………
    sarebbe la fine di “el simenser” “il pezzo di…..” & C.

  23. SANTORO, SEI UN GRANDE
    ALTRE PARAOLE SAREBBERO SPRECATE

  24. OK, caro saverio, se dalla massoneria ti fai difendere da Riccardo, Romano e company, sei sulla strada giusta per salvare Menfi. A me sembra che sta massoneria sta diventando la “calunia” per certuni e lo diventa solo quando gli fa comodo. E a te sta proprio antipatica, anzi è proprio un odio che ti rode il fegato……..calma ci appizzi la salute!
    Sicuramente ci sono politici che fanno parte della massoneria, come altri che non ne fanno parte. Credo che sia più importante non generalizzare e guardare le cose con le dovute distinzioni, cioè giudicando l’onestà.
    A me è bastato vedere in diretta sta sera certe facce assenti dal consiglio (come assessori) e altre facce fredde fredde, tra i consiglieri, che si sentivano padroni del paese prima e forse da sta sera lo sono un po’ di meno. Poi se la gente li vota di nuovo vuol dire che ci vogliamo proprio male e non è questione di logge. Forse qualcosa si muove e se ai cambiamenti di questi giorni ahanno contribuito alcuni massoni per bene, meglio così.
    Comunque complimenti a te, visti i tuoi apprezzamenti per i soggetti che parlano contro la massoneria ultimamente, hai trovato chi votare alle prossime elezioni, i tuoi paladini della giustizia: Viviani e Romano……..già che ci sei.

  25. meglio tanti riccardi e romano e dicarlo, che taluni massoni, anzi pare che ora si chiamano quelli con le antenne come i crasti.

  26. Signor Carlo
    il sistema ha bloccato l’ultimo suo commento classificandolo come spam.
    Riteniamo che un link di collegamento crei problemi al sistema.
    Invito tutti a limitare l’uso di link di colegamento e in sostituzione indicare semplicemente il sito cui si rimanda.
    Per esempoi invece di http://www.menfivive.it si può scrivere collegati a menfivive.it.

  27. da leggere con attenzione, grazie:
    http://bennycalasanzio.blogspot.com/2010/10/ignazio-cutro-e-lo-zio-che-non-ho-piu.html

  28. fuochi si accendono un po’ ovunque. L’ultimo è stato ieri a Cagliari con il Movimento dei Pastori Sardi di fronte alla Regione Sardegna con i consueti scontri con gli agenti antisommossa. In questo caso, purtroppo, un manifestante rischia di perdere la vista per un candelotto lacrimogeno, mentre un altro candelotto ha colpito un fotoreporter ricoverato in ospedale. Ma i candelotti si sparano in aria o ad altezza d’uomo? Continuano le proteste a Boscoreale in Campania per le discariche con due rimorchi di rifiuti incendiati, prima di essere sversati, dai manifestanti. Non è pensabile che ogni protesta si trasformi in un problema di ordine pubblico anche perché i focolai si stanno diffondendo. Quanti agenti servono per il Ponte di Messina, la Tav in Val di Susa, le fabbriche che continuano a chiudere, le centrali nucleari, la base americana di Vicenza? 50.000? 100.000? Guidati in prima fila da Maroni e La Russa? La gente si rivolta quando è esasperata o non ha più niente da perdere. Quando si salderanno i fuochi chi riuscirà a spegnere l’incendio? beppegrillo.it

  29. IO STO CON :

    ANNOZERO
    REPORT
    CHETEMPOCHEFA’
    BALLARO’
    OTTOEMEZZO

    NO SEMINZER’OS

  30. Mauro, perfetto quanto dice Grillo ma c’è un problemino…
    i fuocherelli isolati si spengono subito, basta metterci un piede sopra…
    un grande incendio non è per niente facile da spegnere!
    …allora mi chiedo… perchè Grillo vuole rimanere un fuocherello isolato?

  31. Ma secondo te, questo grande incendio, con chi lo dovrebbe fare se non con i cittadini. I partiti sono morti.

  32. …visto?
    questo si chiama isolamento!

  33. Quindi per te per non essere isolati bisogna allearsi con i partiti, per me con la gente. Punti di vista.

  34. i partiti oltre ai dirigenti… la stragrande maggioranza sgraditi a me non meno di quanto lo siano a te… sono formati da cittadini… per dire… pensi si possa realmente formare un grande movimento di protesta senza coinvolgere magari una parte dei milioni di cittadini che votano per il pd? se pensi questo…come lo pensa Grillo… questo è isolamento! …non sono punti di vista, sono numeri democratici.
    (parlo di pd non perchè ne abbia una qualche simpatia ma perchè ha dietro milioni di persone… non credo sia giusto definirle tutte cadaveri!)

  35. I partiti servono solo per fare gli interessi di 4 dirigenti pronti a ricattare e sfruttare le problematiche della gente, ma solo in campagna elettorale, questi più che partiti sono assocazioni mafise.

  36. I partiti hanno solo interesse a spegnere l’incendio e la gente che lo accende, no le assemblee degli iscritti…….

  37. pare che el’ semenser’oss stià acendendo il fuoco……………. per caliare la simenza!!!!!!!!!!!!!!!
    gli asessori si sono dismessi, questo perche nn si dismette, il partito di dipietro stà divndando un ricovero di rottami

  38. Mauro, io parlo di cittadini e tu mi rispondi di partiti…

  39. ieri sera su trs c’è stato un servizio su idv di sciacca
    indovinate un po chi c’era?
    el”" siminser”"ss accanto amessina.
    forse studiano come farfare a menfi la fine che ha fatto a sciacca IDV?
    ma dott. Buscemi Lei assieme ell”" siminseri”ss che ci fà?
    Lei non deve riciclarsi, non deve rinnegare il suo passato, non ha schelitri nell’armadio, non è infiltrato, non è stato exsocialista craxxsista, e allora che ci fà?
    L’unico che ci perde è Lei perchè passa il messaggio che tutti gli stessi sono!!!!!
    ……di sicuro non ci guadagna||||||||||

  40. Questo a conferma di uno dei post che è stato scritto qualche giorno fa. E cioè che il Presidente del Consiglio Antonino Buscemi (ricordo a tutti che è stato eletto con i voti di una maggioranza che non c’è più e che lui stesso adesso dice di essere all’opposizione) ha avuto la promessa di una candidatura alle prossime regionali da parte dell’asse Orlando-Giambrone-Messina (non a caso OGM!) con la non belligeranza (ovvero non ci sarà nessun candidato realmente competivo) del PdL che si prodigherà per raccogliere voti allo stesso Buscemi. Inoltre, anche se in maniera ufficiosa (chissà perchè si vergognano!) della stessa partita fanno parte il consigliere Errante ed il fedele Bassi, l’ex assessore Antonino Mistretta e, solo se ci trova convenienza, il consigliere Romano. Altro che Valori. I Valori sono stati Geneticamente Modificati, rendendoli non so bene cosa. Chiedo al consigliere Enzo Buscemi di sfruttare tutti i contatti in suo possesso per evitare che questo embrione di speranza da poco venuto alla luce a Menfi, proprio per queste Modificazioni Genetiche, possa diventare l’ennesima delusione per tutti noi (e assicuro che siamo tanti) che ai Valori siamo realmente legati.

  41. …facciamo venire Sonia Alfano a Menfi e spieghiamole la situazione del semenzere!

  42. E’ vero che da quando si è reso conto che di fatto per lui e per l’altro craxiano non c’era più posto nella maggioranza ha detto stava all’opposizione, ma è anche vero che fino a quel momento ha usato la neolingua dicendo che il suo gruppo avrebbe garantito solamente l’Appoggio esterno. Ma nell’epoca di internet non sono contemplati quelli che hanno la memoria corta

  43. già è berlusca che oggi dice una cosa e domani il contrario, figuriamocci questo quà.
    la cosa curiosa è a chi voleva prendere in giro questa volta?
    i craxiani a braccetto con il giustizialista dipietro, semmai dipietro ai craxiani una volta ci metteva i braccialetti! ma che possono militare nella stessa corrente di pensiero è veramente improvabile, non ci credono neanche i scemi.
    poi i craxiani non pentiti odiano a dipietro perchè li ha perseguitati, i craxiani falsi pentiti mentre fanno finta di non percepire il problema.
    di pietro farebbe bene a selezionare personalmente la classe dirigente, altrimenti con questi pupazzi l’affossano.
    d’altronde uno come fà a votare il partito di dipietro se poi si ritrova rapprensentato da un infiltrato della concorrenza?
    a questo punto meglio farne due partiti dell’idv, uno della trasparenza e della legalità e della partecipazione, che fa riferimento a sonia alfano, l’altro dei craxiani, degli infiltrati, dei corrotti, degli inciuci, di quelli con la memoria corta, che fa riferimento a quello lì

  44. APPELLO AI CIRBENAUTI LIBERI DI MENFI
    PERCHE’ NON ORGANIZZAIAMO UN “ NO M. DAY”
    DOVE NO STA PER NEGAZIONE CONVINTA E PARTECIPATA
    M. STA’ PER MAFIA
    M. STA’ ANCHE PER MASSONERIA
    M. STA’ PER MALAFFARE
    M. STA’ PER…………………………
    CON LA PARTECIPAZIONE DI , SONIA ALFANO,BEPPE GRILLO MARCO TRAVAGLIO, BENNY CALASANZIO, SALVATORE BORSELLINO, TONINO DI PIETRO, DEMAGISTRIS …
    INVITATI D’ECCEZIONE ANNOZERO, LE IENE, REPORT, L’INFEDELE.

  45. Salve, premesso che non vivo a Menfi, ma per mia fortuna ho dovuto emigrare in Piemonte, dove vivo e lavoro.
    Di tanto in tanto cerco quando mi è possibile di rimanere informato, e il blog in questo è un ottimo strumento .
    Complimenti per il senso critico che anche in un piccolo comune del sud sta venendo fuori, il che significa che la nuova generazione ha tanta voglia di prendere a pedate il vecchi amministratori che hanno affossato questa terra.
    Sono venuto giù in occasione di queste feste, ho trovato un paese spento, la sera poi sembra in alcuni quartieri un paese fantasma.
    Ho notato anche, che mentre dalle mie parti i sindaci conducono una vera battaglia contro gli spazi pubblicitari nei centri storici, che offendono il decoro, oltre che il buon senso, deturpano la bellezza storico-culturale dei luoghi, qui cosa si fa nella via della vittoria? Lo si tappezza di pannelli pubblicitari di pessimo gusto, trasformandolo in un luogo che somiglia tanto a uno spazio prossimo ad un centro commerciale, o nelle prossimità di una stazione per bus, semplicemente orrendo.
    Ma scusate con tutta la superficie urbana che c’è a Menfi, altro spazio più idoneo non c’è n’era?
    Mi auguro che qualcuno si faccia carico di far capire a chi ha consentito un tale scempio che il centro storico và valorizzato con piante e fiori, trasformandolo in un isola pedonale, non certo con orrendi pannelli pubblicitari, peraltro forse anche abusivi.

    Un menfitano contento di vivere in piemonte

  46. (da La Repubblica) Lupo, “Spero di poter incontrare nei prossimi giorni il segretario di Idv in Sicilia, Fabio Giambrone, per aprire un confronto”. “Nessun incontro con il Pd accanto a Lombardo”, ribatte Giambrone.

    Certo che Giambrone ha un bel coraggio! Di Lombardo ne possiamo discutere quanto vogliamo, anch’io ho seri dubbi sull’appoggio del PD… anche se vanno sempre valutati i pro e i contro…
    Però, ripeto, Giambrone ha un bel coraggio a parlare, proprio nel mentre in cui riempie il partito di figure poco gradevoli, solo per tornaconto elettoralistico… vedi Nino Buscemi…

  47. Hai proprio ragione, Si può o non, condividere il leader di IDV, ma in periferia la gente che pretende di rappresentare IDV è molto scarsa, chiaccherata, e poco credibile, spesso anche truffaldina.
    Prendete ad esempio sciacca, messina ha lavorato tanto per portare idv a un semplice prefisso telefonico, proprio grazie a lui ci è riuscito alla grande.
    Ma gli elettori mica sono scemi, lui ha amministrato cinque anni con turturici, è sono stati trombati tutti e due.
    Prendiamo menfi, sempra che il copione sia stato già scritto, ma voi lo votereste a uno come quello lì, quel……..? penso proprio di no!!!
    Meno male che il Dott. Buscemi l’ha capito, e anche i cittadini elettori l’hanno capito, perchè quel pezzo di …………. pretendeva che il Dott buscemi ( persona credibile e senza schelitri nell’armadio) si adoperava per costruire il partito, lui mentre avendo già infinocchiato anche i vertici di IDV, era il candidato prescelto, nel frattempo gioca a fare la mattina IDV, il pomeriggio uniti con tutti, la sera……………………..

    che schifo, semplicemente schifoso

  48. rottamiamoli prima che fanno altro scempio

  49. Questa sera ho visto il consiglio comunale, il presidente era il dott clemente, finalmente uno non abusivo a quel ruolo, visto che era stato il più votato e meritava quel ruolo.

  50. Potete caricare sul blogg la replica del sindaco e le affermazioni orribili degli ultimi 20 secondi della specie di presidente del consiglio

  51. l’altro idv… quello del Consigliere Nino Buscemi… un bel racconto di Sonia Alfano, che chiarisce come dentro l’idv ci siano due anime diverse…
    serve a capire come sia possibile che due persone così diverse come i due Consiglieri Buscemi, siano finiti dentro lo stesso partito.
    Il problema è che persone come Nono Buscemi saranno sempre pronte a seguire le orme dei vari Sergio De Gregorio… mi chiedo perchè Di Pietro non ci pensi prima!
    http://www.soniaalfano.it/blog/2010/11/17/borghesi-e-i-candidati-istituzionali/

  52. questa mattina riunione dei socialisti sul da farsi presso il petroliere

    ………………………..vedremo le trame e le tragdie del siminseri!!!!!!!!!!!!!!!

    poveracci…………………

  53. Enrico le ipotesi sono due:
    o sei stato invitao a questa riunione
    o abiti di fronte il luogo dell’incontro
    In ogni caso stai perdendo tempo a parlare di un gruppo di cadaveri politici.
    Questo sono abituati al potere e senza non possono sopravvivere.
    Ora si vede se il Sindaco ha il coraggio di passare dalle parole ai fatti, anche perché per lui questa è l’ultima possibilità.
    Mi fa piacere notare che non solo i consiglieri comunali vigilano, ma anche gli utenti di questo blog.
    Grazie a tutti

  54. ………no non faccio parte degli compagni di merenda, ne abito li di fronte, semplicemnete stavo facendo benzina.
    il siminseri era serioso, fose ha capito che il vento è cambiato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    nel passato è rieuscito a essere IDV-socialisti-uniti con tutti nello stesso tempo, nel fututo mi sa che sarà difficile, molto difficile!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  55. Ma comu finiu cu lu consigliu comunali.
    Nessuno ne parla, nessuno chioede notizie, nessuno esprime giudizi, insomma sembra che non sia successo nulla.
    Effettivamente tutto sembra fermo come prima e qualche sciacallo continua a girare per le vie del paese a millantare credito.
    Cari amministratori non si può seminare il grano n un camo infestato, per cui se non volete sprecare il vostro grano dovete prima pulire il terreno.
    Minchia con questa metafora ho superato me stesso ed il maestro delle metafore (dott. Ardizzone).
    Insomma in conclusine tutti a zappare dovete andare.

  56. Il consiglio comunale ha sancito delle verità e delle mezze verità
    Per esempio finalmente il sindaco ha dimostrato oltre che essere una persona per bene, e anche uno che non li manda a dire, ha fatto un intervento impeccabile, e a replicato non risparmiando nessuno.
    Ora deve avviare la nuova fase, stando attendo ai falsi compagni di viaggio, (vedasi ex progettista atomico-nucleare) che sottobanco tentano di garantire gli esclusi, per esempio le promesse della zona B, a garanzia dei millantatori
    Certo se in consiglio c’è una nuova maggioranza vuol dire che quella precedente ha fallito, non si capisce perché chi è stato eletto da una maggioranza in consiglio che non c’è più, non rassegni le dimissioni
    Visto il nuovo scenario politico se non vuole essere etichettato come quello che fa finta di non capire, se ha un pizzico di attaccamento alla città, se possiede un minimo di altruismo politico, dovrebbe dimettersi, fermo restando che potrebbe essere rieletto dalla nuova maggioranza del consiglio comunale questa volta all’unanimità.
    Cosi la nuova fase è viziata da un fatto sostanziale, e se volete anche morale, in quanto nella nuova maggioranza è un abusivo, ma queste sono sottigliezze.
    Il sindaco e gli assessori hanno rinunciato all’indennità di carica, a dimostrazione che alle belle parole seguono i fatti, nelle persone per bene, altri fanno finta di non capire. Dubito che il personaggio in questione capisca le sottigliezze, anche perché rinunciare all’indennità di 3-4 mila euro non mi pare proprio il tipo
    Anche se và detto anche, che per esempio se si dovrebbe costruire una centrale nucleare, di certo il progettista non può essere l’assessore, per ovvie incompatibilità, quindi si troverebbe penalizzato due volte una perche non può fare il progettista, uno perché il tempo che perde per fare l’assessore non gli viene remunerato, e questo è lodevole fin quando non si pretende di aggirare l’ostacolo, pensando che sia lo scienziato della situazione.

  57. ma perchè il presidente del consiglio non pubblica gli atti della presidenza del consiglio così come fanno sindaco, assessori, segretario e capisettore?
    è lui immune dalla trasparenza così come e’ immune dalla dal rinunciare allo stipendio?
    il presidente del consiglio, sappiamo quanto prende ancora dalla casse comunali e quindi dai soldi dei contribuenti?
    perchè il presidente del consiglio deve prendere più soldi rispetto agli altri consiglieri comunali? nel resto d’italia non esiste la figura del presidente.. fa tutto il sindaco!!!
    perchè questo spreco?
    non si potrebbero tagliare questi privilegi del presidente del consiglio che, di fatto, è un consigliere come gli altri?
    poi, noi cittadini vorremmo sapere quello che si decide nelle riunioni dei capigruppo e delle commissioni perchè altrimenti continueranno a rimanere SEGRETE STANZE…
    sono sicuro che vigilerà e controllerà anche sul suo compagno di partito e presidente del consiglio in nome della legalità e della trasparenza!

  58. il tempo passa… ma continuo a non capire cosa ci faccia il Consigliere Antonino Buscemi nell’IdV… qualcuno direbbe ‘checiazzecca’!

  59. L’ingegnere atomico si è fatto promotore ieri sera di una riunione segreta, nella qual ha affermato, garantisco io per le promesse degli amici, al piano della zona B.
    Ora voglio porre una domanda al cantiere, come fa un impiegato a garantire?
    Perché se non ho capito male gli assessori sono impiegati del cantiere, come fa a allargarsi così tanto?
    Forse non ha capito bene, le cose che ha detto in consiglio il consigliere ardizzone e altri?
    O forse a finta di non capire che è semplicemente un impiegato del consiglio ?

    qualcuno del cantiere ne sa qualcosa?

  60. caro Carlino (che non so se è un vezzeggiativo o il nome di una razza di cane), mi chiedo, come tante altre volte, se la riunione era segreta, come mai tu ne sei a conoscenza, non solo del fatto che si è svolta, ma anche addirittura sui contenuti e sulle dichiarazioni di taluni? Questa segretezza della riunione giova forse più a te che non potrai essere smentito se le cose che dici sono vere o frutto di tue illazioni. Comunque, nei peggiori periodi della storia dell’umanità, persone come te hanno fatto giustiziare sommariamente persone scomode, sulla base di “ho sentito dire”. Il paragone è forse esagerato, comunque ti ricordo che qualche ex assessore, ora trombato e con residenza a casa sua, ma domicilio in corso dei mille, senza bisogno di segretezza, faceva promesse ad amici per zona B, appaltucci, appaltini, cimiteri ecc.
    Comunque, sempre occhio vivo.

  61. Il tuo mentre sembra per l’appunto una difesa del segugio del giura, o comunque di un fedele segugio, vedi te. Nell’uno e nell’altro caso, evidentemente la soffiata ha colpito nel segno. L’incontro era segreto,si, ma anche nelle segrete stanze ci sono gli uccellini, e dei cretini, comunque, il fatto che te hai reagito così energicamente, fa pensare che gli uccellini e i c. siete in tanti, non per niente si dice che la mamma dei cretini è sempre incita
    Si dice!!
    Niente di personale, sono fatti!!

  62. Ci manca il capo dei c.
    Vuoi candidarti tu? Ne hai le doti.
    Segretamente, si intende.

  63. Perché questo blog non si fa promotore di una raccolta di fondi straordinari per l’OGM siminseri, in modo che anche lui si adegua alle indicazioni del consiglio, della giunta e della città, in merito alla rinuncia dell’indennità di carica per poter far fronte alle necessità del sociale.
    Infondo se non ricoordo male, è uno di voi (IdV) anche se dei valori OGM.
    …….e lo so, ognuno ha la sua croce! l’avete voluto, e ora ve l’annacati

  64. Ieri è successo questo: quando Bruno Tabacci e Marco Calgaro di Alleanza per l’Italia hanno proposto di dirottare all’università una parte delle risorse destinate al finanziamento pubblico ai partiti, 25 deputati del PD (menoelle, ndr) hanno votato contro e altri 17 si sono astenuti. Capito? Il principale partito della sinistra italiana, che non manca di criticare -giustamente- gli altri quando penalizzano l’istruzione e la ricerca scientifica, si spacca al momento di sostenere le medesime finalità attraverso una parte dei quattrini pubblici che si accaparra -insieme agli altri partiti- ogni anno, tra l’altro in barba ai risultati del referendum del 1993, con cui i cittadini avevano detto chiaro e tondo che non volevano più darglieli. A questo punto, amici democratici, la domanda è d’obbligo: vi è chiaro il motivo per cui la gente finisce per non credervi più, oppure devo spiegarvelo io?
    (www.beppegrillo.it)

  65. Perchè non comincia a farlo il padrone del tuo partito il quale si accaparra puntualmente il denaro pubblico per gestirlo insieme a moglie e familiari per comprare terreni edificabili, palazzi e quote societarie in Bulgaria dove a quanto pare sia di casa stando a quanto è stato riportato recentemente su alcuni giornali

  66. Condivido le osservazioni del sig. Mauro Buscemi, ma non mi meraviglio affatto della posizione del PD.
    Infatti, anche quando si chiamava PDS (o in altro modo), da una parte fomentava le proteste studentesche che puntualmente riscaldavano gli autunni, specialmente negli anni novanta.
    Dall’altra parte, quando ha governato (seppur per poco tempo in due fasi – con Berlinguer e con la Jervolino ministri dell’istruzione), non ha perso occasione per provare a fare sulla scuola i provvedimenti di privatizzazione che la destra non era riuscita a fare, con enorme coerenza (si fa per dire) e alla faccia degli studenti che allora, come oggi, la sinistra strumentalizza cinicamente e ipocritamente. Il tutto con il placet di una ormai vergognosamente delegittimata classe sindacale spregiudicatamente connivente e lontana, se non a parole, dalle esigenze del paese.
    Ho seri dubbi circa la positività della riforma Gelmini, che credo vada corretta notevolmente e fornita di serie risorse economiche. Sono però altrettanto convinto che la situazione odierna della scuola e dell’Università (specialmente) non può andare così com’è. Il problema non si risolverà se i soldi dati alla scuola, anzichè destinarli a puttanate tipo corsi universitari fantasma creati ad hoc per baronie, non verranno seriamente impiegati per la crescita culturale e la formazione intesa come investimento principe per il paese, e non come ammortizzatore sociale.
    L’università va riformata una volta per tutte. Nessuno sino ad ora ha avuto il coraggio di farlo. Se ci sono troppi precari nel mondo universitario non è certo colpa della riforma, ma di uno scellerato metodo nepotistico di gestione del settore da parte di alcuni professoroni senza scrupoli.
    Non sto difendendo la riforma attuale, sia chiaro, ma non posso tollerare chi urla che l’università non va toccata, sapendo che invece va definitivamente e per il bene di tutti bonoficata e ripulita.
    Infine, caro sig.Mauro Buscemi, non posso non trovare stuzzicanti le osservazioni di Junio Valerio Borghese, perchè ritengo che il sig. Di Pietro quattro bagni con il finanziamento pubblico ai partiti se li è fatti e continua a farseli, noncurante della buona fede di persone motivate che lo seguono. E questo lei lo sa.

  67. ho letto un’articolo su internet, ben scritto, a proposito del diniego di un tale……………. ….. come Scajola: “non me ne sono accorto”
    Scritto da Geronimo
    Nella seduta di lunedì scorso, il Consiglio comunale ha approvato le variazioni di bilancio in assestamento, il conto consuntivo dell’istituzione culturale “Federico II” e due debiti fuori bilancio.
    Durante il dibattito sulle variazioni, in consiglio è stata sollevata dal consigliere comunale Vito Clemente un’eccezione importante. Di quelle che non passano certo inosservate agli occhi e alle orecchie dell’opinione pubblica. Specie in tempi di crisi economica. Clemente, rivolgendosi direttamente al Presidente del Consiglio comunale Nino Buscemi, ha detto che se anche lui, come il sindaco e gli assessori, avesse rinunciato alla sua indennità di carica, avrebbe potuto garantire al Comune di Menfi ulteriori fondi per il sociale, visti i numerosi tagli dal governo nazionale e regionale.
    L’ex sindaco socialista, sollecitato da Clemente e dal Sindaco Botta anche sulla base di dati forniti dalla Corte dei conti, ha risposto candidamente dicendo che non sapeva niente, che non si era accorto di quello che avevano deciso in giunta e che nessuno lo aveva avvisato della decurtazione.
    Questa storia ci riporta con la memoria a quello che successe nel maggio scorso con l’ex Ministro Scajola, quando affermò pubblicamente di non essersi accorto di aver ricevuto una casa in pieno centro a Roma.
    Cosa accadde? Calderoli, da ministro a ministro, un’ipotesi l’aveva avanzata, non fosse altro che per giudicarla inverosimile: nessuno è così “fesso” da pagare in nero con assegni circolari e nessuno è così “fesso” da evadere il fisco davanti a un reggimento di testimoni. E, siccome Scajola non è fesso…
    Una seconda ipotesi, più drastica e sconsolata, l’aveva esposta il vice direttore de Il Giornale, Nicola Porro. Raccontava alla radio del Sole 24Ore: “Ho intervistato Scajola e l’impressione è che prendesse me e tutti per i fondelli. Ma come si fa a giurare che quella casa costava 610mila euro? Che a Roma, di fronte al Colosseo, si comprasse casa a poco più di tremila euro al metro quadro? Gli ho offerto aiuto, appiglio: i 200mila in contanti versati come anticipo…Gli ho suggerito: 610mila più 200mila fanno 800 e passa, sempre meno del valore reale di mercato, ma insomma…Niente, Scajola giurava 610mila e basta…Mi sono sentito preso per i fondelli insieme a tutta la pubblica opinione”.
    Due ipotesi, entrambe avanzate da alleati e amici, un ministro del governo e un giornalista di destra. Avanzate prima che Scajola si dimettesse: quella del fesso improbabile e quella di uno che improbabilmente vuol farci fessi. La realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione, Scajola in carne, ossa e parole ha superato ogni ipotesi. Scajola ha detto davanti ai giornalisti scandendo le sillabe: “Un ministro non può sospettare di abitare in una abitazione pagata da altri, se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata in parte pagata da altri, senza saperne il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciteranno le azioni necessarie per annullare il contratto di compravendita. E’ questo il motivo più forte per cui mi dimetto”. Dunque, letteralmente e senza ombra di dubbio e fraintendimento Scajola dice che forse la casa gli è stata pagata e regalata e lui non lo sapeva allora e non lo sa adesso.
    Il che rimanda alle due precedenti ipotesi, aggravandole al limite dell’incredibile. Ipotesi numero uno, fondata sulle parole di Scajola, sorella siamese dell’ipotesi che sia sincero. L’ipotesi numero uno, quella di Scajola assolutamente sincero, dice che era ministro un “fesso assoluto”, uno che gli pagano la casa e lui non se ne accorge fino a che non lo scrivono i giornali.
    Seconda ipotesi, anch’essa drammaticamente rafforzata dalle parole del ministro: Scajola prova a prendere tutti per i fondelli. Ipotesi che si fonda sulla improbabilità che qualcuno regali a chiunque una casa ad insaputa del beneficiario. Quale preferire delle due ipotesi? Senza dubbio la seconda, la prima sarebbe devastante e inquietante. Un ministro preso, la defizione è sua, con “il sorcio in bocca” che tenta di prendere per i fondelli non è buona cosa, anzi è cosa pessima.
    Di ipotesi ce n’è anche una terza, sta a metà tra le prime due. Ha il vantaggio della maggiore plausibilità, ma lo svantaggio di sommare i “difetti”, della storia non dell’ipotesi, delle prime due. Eccola l’ipotesi: Scajola non è indagato e tale vuole restare. Si è consigliato con i suoi legali e questi gli hanno detto di “staccare”, separare la sua storia da quella di Anemone e Zampolini. Meglio tuffarsi nel ridicolo che in un’incriminazione. Quindi Scajola, a suo tempo “fesso” quando pensò che l’omaggio ricevuto era cosa tanto naturale ed ovvia quanto destinata a non essere mai reso pubblico, adesso prova una strategia difensiva che prende per i fondelli le ipotesi di reato. Strategia che dice: se la casa me l’hanno regalata, io non sapevo, se quegli assegni ci sono, li hanno emessi ed incassati a mia insaputa. Soprattutto, se i soldi di cui erano fatti quegli assegni erano soldi di imprenditori che “ungevano” i potenti per acquisire benevolenza in forma di appalti, allora è stata un’iniziativa del “corruttore” senza che il “corrotto” ne sapesse nulla. Quindi non c’è “corrotto”.
    Prima che si dimettesse, l’’Idv – partito di nuova appartenenza del Buscemi – presentava una mozione di sfiducia per Scajola. «Usciamo dal ridicolo e dalla ipocrisia. Mi pare che ci siano elementi tali per cui ci sia una responsabilità politica grossa come una casa», diceva il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. «Politicamente parlando è stato preso con il sorcio in bocca: vai a casa Scajola».
    E proprio alla politica dell’Italia dei Valori (monetari?) che il Presidente Nino Buscemi ha fatto riferimento durante il dibattito in consiglio per difendere la sua scelta di non diminuirsi lo stipendio. Buscemi ha affermato che un deputato idv aveva presentato una proposta di legge per abolire tutti i privilegi della politica: “E’ questa la politica a cui faccio riferimento”. Peccato, però, che dal “far riferimento” al “mettere in pratica” ci sia un oceano!

    Geronimo

  68. E di massoneria a menfi, su questo blog, non se ne parla più?

  69. Sono scomparsi dalla scena, tutti, gli avvoltoi, i traffichini, i millantatori e i loro fans. Tra i fans del millantatore pure un tale mediocre “giurista” azzecca-garbugli, noto e conosciuto soprattutto per essere figlio di un omaccio, che adoperava l’arte delle mani come elemento di persuasione nei confronti della povera moglie.
    Pare che ora aspira anche ad un cappuccio.

  70. ma picchi un parli chiaaru, fallo stu nomi apposto d’ammucciariti comu sempri

  71. Perchè ne dobbiamo parlare? Ormai non ci hanno accontentati, stiamo ottenendo quello che abbiamo sempre voluto veramente e che non siamo riusciti ad avere qualche anno fà in ………………

  72. Ma chi è il Millantatore?No perchè ce ne sono tanti (troppi) e vorrei capire di chi stiamo parlando in particolare.

  73. Abominevole
    Ieri sera mi hanno raccontato che un tale và raccontando in giro che
    lui ha raccolto le firme,
    lui era presidente delle raccolte firme,
    lui ha spedito le firme
    lui ha presentato le firme,
    lui a contato le firme,
    lui ha elaborato la proposta di legge,
    lui ha seguito l’iter del referendum
    Ci sarebbe da chiedersi ma gli altri che hanno fatto? ……………………….insomma per chi aveva qualche dubbio, ora non ne ha più………..
    Sarebbe bene precisare mentre, che la privatizzazione d’acqua era una proposta del psi, ………………..ma questo è meglio non raccontarlo in giro
    Addirittura va dicendo che il governo del Presidente Lombardo non ha fatto niente, (questo è falso il presidente lombardo è stato sempre contro la privatizzazione)
    Così ora anzicchè cantare menomale che silvio c’è, ora canteranno menomale che il ……………. c’è!!!!!!
    Se non ci fosse bisognerebbe inventare un……………………. OGM

  74. ……sembra più un inno di un megalomane-millantatore, che un racconto!!!

  75. perché non pubblicate il ridicolo e dispendioso programma di Natale, magari con a fianco la delibera per la spesa complessiva, che si dice ammonti a circa 25.000 euro?

  76. Vittorio, 25 mila euro per un programma natalizio ( se sono 25 mila, io non lo so) non mi sembrano assolutamente una esagerazione. Oppure, al di la dell’essere città turistica o no, dobbiamo per forza ogni sera andare via da Menfi?

  77. Certo che è strano che la trasparenza è finita improvvisamente.
    Se vi collegate al sito del Comune di Menfi notate che gli ultimi atti pubblicati risalgono al 3 dicembre.
    Ora due sono le ipotesi o hanno dormito dal 4 ad oggi oppure è finita la trasparenza per evitare che i cittadini sappiano troppe cose.
    Ora siccome c’è chi vigila e controlla sulloperato dell’ammistrazione io posso dormire sonni tranquilli. O no!

  78. Filippo 25 mila euro per un programma così a me sembrano un esagerazione. Ma questi soldi chi li ha messi? Non si era detto che questo entro commerciale naturale doveva prendere i soldi della Comunità Europea?…………………………………………….a me non sembra sia così

  79. Chi è l’azzecca-garbugli e il millantatore-megalomane?
    Provo ad indovinare
    Il megalomane-millentatore è quel tale, già apostrofato ….pezzo di m …….. da.
    Per l’azzecca-garbugli mi serve qualche altro indizio, anche se l’ho già individuato.

  80. L’Idv tra Andreotti e Togliatti

    Non ho trovato, tra gli stracci natalizi che volano dalle parti di Di Pietro, nessuno che abbia accennato all’ipotesi che l’Italia dei Valori si doti di qualche nuovo strumento di robusta democrazia interna – mai sentito parlare di primarie? – e che inizi togliendo dal simbolo il nome che ne fa di fatto un “one man party”.
    Ho visto e sentito invece reazioni degli attuali vertici piuttosto nervose – altro che “pacatezza”.
    Di Pietro ad esempio sostiene che chi lo critica «vuole solo prenderne il posto». E’ un tipo di risposta logicamente vuota, che qualsiasi potere può dare a qualunque contestazione, ovunque. Se ad esempio, un leader dell’opposizione accusa un capo del governo di essere un piduista mafioso, quest’ultimo può serenamente rispondergli con la stessa non-argomentazione – “vuole solo prendere il mio posto” – e siamo al punto di partenza.
    Assai inelegante, inoltre, è non fare i nomi: nell’era della trasparenza sa molto di antistorico, se non di messaggio trasversale. Se Di Pietro pensa che sia Luigi De Magistris a volergli soffiare la poltrona da sotto il sedere, lo dica con nome e cognome. Di Andreotti ne abbiamo già avuto uno e non lo rimpiangiamo.
    Ma se Di Pietro usa un linguaggio un po’ da vecchi democristiani, Massimo Donadi preferisce quello del vecchio Pci togliattiano: la questione morale nell’Idv «è una bufala», De Magistris e Alfano sono accostati ai traditori Razzi e Scilipoti, tirano «pugnalate alle spalle» e oltretutto sono ingrati perché per loro «il partito ha costruito ponti d’oro» (e scusate ma a me, quando sento entrare la categoria della “gratitudine” in politica, viene da mettere mano alla pistola).
    Curioso poi che Donadi consideri risolutivo, per evitare nuovi casi Razzi e Scilipoti, «candidare dirigenti che abbiano un percorso nel partito di almeno due anni», dal momento che i due gentiluomini or ora fuoriusciti stavano nell’Idv da oltre un lustro.
    Ma più che il merito della questione – è da tempo evidente che nella seconda linea nell’Idv sono arrivati cani e porci – è la reazione pavloviana del vertice del partito che mi ha colpito: l’accusa di lesa maestà, di cospirazione e appunto di ingratitudine.
    Come se il problema fossero i destini e le ambizioni personali di De Magistris e Alfano (scusate, ma chissenefrega) e non l’ipotesi che il secondo partito del centrosinistra – decisamente il più combattivo degli ultimi due anni – abbia un sistema di democrazia interno e di selezione della sua classe dirigente non coerente con la sua ispirazione e con il suo mandato.

    Alessandro Gilioli

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/12/26/lidv-tra-andreotti-e-togliatti/

  81. On. D’Agostino, “Marinello ci racconta favolette”
    “Esalta Berlusconi, che ci priva dei Fondi Fas e finanzia il nord”

    16/12/2010 (tratto dal sito MPA)

    (Palermo) – L’on. Nicola D’Agostino, vicepresidente dei deputati del Mpa all’Ars, commentando gli attacchi al governo Lombardo dell’on. Giuseppe Marinello (Pdl), ha detto: “Se si vuole comprendere cosa sia l’ascarismo, basta leggere la difesa di Berlusconi da parte dell’on. Marinello: ci racconta favolette esortandoci a baciare le mani all’uomo che continua a negare i fondi Fas alla Sicilia, che destina a nord e centro 22 miliardi del Cipe a eccezione di 50 milioni, briciole, alla Puglia”.
    “Per il resto – ha aggiunto D’Agostino – Marinello, chiamando in causa a sproposito quel grande agrigentino che era Pirandello, non fa che sparare sul governo regionale con accuse confuse e prive di fondamento. Un consiglio: d’ora in poi, prima di parlare, legga e approfondisca, senza fermarsi ai titoli”.

  82. Filippo, io sto con alfano e de magistris, per il semplice fatto che lavorano per evitare qualche altro caso scipilioto, tipo il ………………sminseri scipilioto locale(chi ha tradito una vola tradirà sempre………………….)
    exsocialista,exlotaniano, ex-ex!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  83. Stefano, sono completamente d’accordo con te!

  84. Un partito considerato “one man partit”, componenti storici che tradiscono al momento opportuno, certa feccia anche locale (a menfi), così come in ogni piccola realtà locale, moltiplicata per tutta l’italia, che viene imbarcata senza prestare attenzione al pedigree, la gestione poco trasparente dei capitali del partito da parte di Di Pietro, l’estrema demagogia a cui non corrisponde nella realtà un concreto attivismo (se non la raccolta firme fatta dai menfitani e diventata proprietà personale e merce di scambio per mostrare i suoi consensi da parte del semens- se sapevo non firmavo!!!), correnti interne come nella vecchia DC……non basta essere con Sonia Alfano o con De Magistris. L’unico modo per protestare è non votare IDV, perchè qualsiasi voto sul simbolo di DI Pietro a menfi, con la faccia tosta che ha, se lo intesterà l’ex socialista. Una sola Alfano, un solo De Magistris, cento, mille Semens e Scilipoti……..Ma quali valori mi rappresenta sto partito???Che delusione. Io non voto IDV, se non si fa pulizia. Ma vera pulizia….e senza scuse. Mi astengo!!!!

  85. Veramente buon Natale.
    Spettacolare il presepe morente in piazza, ops scusate il presepe vivente, manca solo simenza che vende salsiccia.
    E hanno speso veramente poco!!!! appena più di 25.000 euro.
    Che povero natale a Menfi, povera Menfi, povera piazza.
    E la cosa che più rattrista e la mncanza di Ns. commenti, a già forse li avete tutti consumati per cappotto e company.
    Ma sono sicuro che in virtù della Vs trasparenza pubblicherete il rendiconto natale 2010, e non solo la deliberetta di giunta bensì le fatture, le determine, ed anche i mandati bancari dei soldi dati a tutte le associazioni che “contribuiranno” alla “buona” riuscita di questo povero natale ed i NOMI dei componenti di queste associazioni che saranno sicuramente “ONLUS”.
    Oppure questa è “Un’altra Storia”?
    Ah!, quasi dimenticavo, per l’anno del Signore 2011 fatemi un favore, ANDATE TUTTI A CASA.

  86. CARO FILIPPO, HO SCRITTO A DE MAìGISTARS, E SONIA ALFANO E ANCHE A DI PIETRO. PROVA A SCIVERE ANCHE TU, ALTRIMENTI ANCHE NOI SAREMMO COMPLICI DEL TRADITORE SIMINSERI SILIPOTI.
    QUALCUNO HA INTERESSI DI SCREDITARE IDV, PER UN PROPRIO TORNACONTO., TRADITORE,
    IO E TU MENTRE ABBIAMO L’OBBLIGO DI FARGLI SALTARE IL BANCO…………………………………….

    HO INVITATO I MIE AMICI DI PRESENTARE IL SIMENSERI PER QUELLO CHE E’ ……..UN PEZZO DI M……………………………………………DA, FALLO ANHE TU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    SE NON VOGLIAMO UN’ALTRO caso DI ALTO TRADIMENTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    siminseri è un infiltrato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    lo sanno pure le pecore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    tranne quelle di MESSINA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  87. Stefano, l’ho fatto anch’io… ha anche raccontato la situazione di Menfi su vari siti e blog.

  88. E’ inutile, siete illusi che nell’IDV ci siaano poche pecore nere e tanti agnellini? Sbagliate……..Di Pietro fa solo finta di non sapere. A lui, come ad altri, interessa solo vincere. Volete che non sappia chi è il “semenz”? State scherzando? Volete che Di Pietro non sappia chi sia uno dei dirigenti regionali (e dico regionali, non di un paesino) della Sicilia del partito che porta il suo nome? Un grande “polizziotto” come lui, che legge la vita a mezza classe dirigente italiana degli ultimi trentanni, non sa chi si mette accanto? A me sembra assurdo che non lo sappia. Comunque, delle due una: o Di Pietro lo sa, e gli sta bene così, oppure, peggio, non lo sa, il che significa che non ha potere di controllo sul suo partito, quindi c’è da aspettarsi che possano entrarvi altre fanghiglie.
    Quindi, non illudetevi. Diciamoci la verità: Di Pietro non sta apprezzando tantissimo Sonia Alfano e il suo modo puro di fare politica. Ormai è chiaro. Questo è l’IDV. Se credete che dicendo ciò io voglia screditare l’IDV, accomodatevi. Ma mantenete lo spazio per il dubbio, minuscolo, che forse non va difeso l’IDV, per partito preso o per tifoseria. Va difesa la verità……
    Aggiungo che l’IDV, avendo presentato la proposta di ridurre lo stipendio ai parlamentari, visto l’esito negativo del voto (ma guarda un po’, che si aspettavano!!!), dovrebbe essere conseguenziale e rinunciare ogni singolo parlamentare del partito a parte del suo stipendio, sennò rimane solo un gesto ipocrita ed esteriore. E Di Pietro…..mentre i giovani in Italia sanno che si possono sognarela pensione di vecchiaia tra qualche anno, lui si prende, oltre all’emolumento parlamentare, anche quello di magistrato e la pensione di polizziotto (è in pensione dall’età di 45 anni……e qui ci sono uomini che a 45 anni sono ancora precari). Ma mi faccianio il piacere. Ho bisogno di avere dimostrazioni concrete che l’IDV vuole la giustizia sociale. La Alfano farebbe bene ad uscire dall’IDV, prima di rimanere schiacciata e soffocata dai “farisei” che si trova intorno.

  89. Lupo Alberto… dai la sensazione di voler fare la volpe!
    Noi stiamo discutendo di IdV per migliorarlo… non per distruggerlo!
    Sonia Alfano esca dall’IdV? … si, e dove va? Hai qualche idea da suggerire?

  90. Scusa Filippo, ma forse questo è il blog dell’IDV? Questo è il blog di chi vuole esprimere opinioni e discussioni in libertà. Dell’IDV, francamente, non me ne frega un fico secco, se sono rappresentato da certi demagoghi e se la situazione è poco chiara (ma che partito mi rappresenta con Messina, Orlando Cascio e N. Buscemi). Credo che sia il caso che tu ti tolga le fette di prosciutto dagli occhi e capisca che nell’IDV, le persone come Sonia Alfano, così come Enzo Buscemi, sono scomode come sarebbero scomode in ogni altro partito prettamente inserito nello squallido sistema politico italiano.
    Su Di Petro mi sono espresso già sopra, e non solo io, anche qualche emerito giornalista tutt’altro che berlusconiano.
    Sul fatto che se Sonia Alfano, andando via dall’IDV non ha dove andare……beh, credo che così tu esprima un classico del pensiero qualunquista: meglio all’IDV che è meno peggio di altri. Ma non meglio di altri. Accontentiamoci,??? accontentiamoci??? Allora possiamo giustificare anche chi vota Berlusconi o Marinello, perchè se non vota loro (ti direbbero) chi devo votare?
    Ogni voto all’IDV, nella nostra zona, è un voto anche a messina, anche a N. Buscemi. Contento tu, contenti tutti. E lancio una scommessa sin da ora (sperando di essere smentito). L’attuale presidente del consiglio, statene certi, non verrà espulso dall’IDV e ci rimarrà finchè vorrà o finchè non troverà un’opportunità migliore. Ma l’IDV non lo espellerà………………SCOMMESSA???
    C’è una piccola questione morale anche nel partito di DI PIetro.
    Io faccio la volpe….caro filippo, e tu lo struzzo, con la testa sotto la sabbia. Ragiona con la tua testa. Buon anno.

  91. Oh cavolo! non te ne frega un fico secco???
    Sembrava tutt’altro leggendo quello che scrivevi prima!
    Visto che volevi fare il furbetto!
    Il contenti tutti non regge perchè nei pareri che abbiamo esposto stavamo facendo una profonda critica all’idv… così come la fanno Sonia Alfano e De Magistris… onde per cui, lo struzzo sta allo zoo, caro furbetto!

  92. Ma è possibile che chi manifesta altri pensieri è “FURBETTO”?
    Vota IDV…vota Semens (che comunque vada è nell’IDV), vota Orlando, vota Messina……..Bravo. Tu si che hai dei valori. Fai critiche al partito che ami, ma che attribuisce potere alla gente che tu stesso critichi nel tuo partito. O il partito sta con la gente onesta, o sta con il semens, o vuole stare con entrambi (cosa che di fatto si verifica) solo per prendere voti e VINCERE. Ma chi vince davvero? La Alfano, quindi la gente onesta, o al contrario Messina e N. Buscemi? I conti non tornano. E’ il paradosso, caro Filippo. Io sono “FURBETTO”, ma tu sei SSSSPPPEEEERRRRTTTTO???!!!
    Rispondi con contenuti, se ce li hai, visto che ho scritto molto da criticare. Fino ad ora mi hai contestao, preso per “furbetto”, ma non ho visto da parte tua disponibilità al confronto.
    Grazie comunque e scusami se io penso e dico.

  93. O non vuoi capire… o non ce la fai!

  94. io concordo con lupo alberto, perchè dobbiamo far finta che il problema non ‘è?

    Mica qui siamo a roma, ci conosciamo tutti, e tutti sappiamo distinguere un potenziale silipoti, da una persona per bene e siccome tutti vogliamo che non ci sia un’altro caso silipoti e giusto prevenirlo, che ritorni da dove e venuto, ormai è stato smascherato……………………..
    proprio come suggerise sonia alfano e demagistris, ma anche dipietro vedrete che non darà credito ai vari si mi n se ri silipoti & soci

  95. Caro Filippo, invece ho capito, anche se continui a fuggire le spiegazioni che ancora aspetto da parte tua. Ho capito benissimo. Sei disposto a turarti il naso e votare IDV, anche se ti mantiene certi soggetti. Conzala come vuoi, significa che ti accontenti, e basta. Non offendere la mia intelligenza, che fino ad ora non ho ancora sentito da parte tua cosa ci sarebbe da capire e che io non capisco. Hai forse spiegato……non mi sembra. Comunque, io ho fatto una scommessa sul futuro del semens nell’IDV e sul fatto che non verrà cacciato (vedi sopra). Tu, se almeno sei serio e intelligente come vorresti far credere, con onestà intellettuale, ti prego, almeno fai una promessa alla tua coscienza……..che se alla fine della storia il semens rimane all’idv, manifesterai il tuo disappunto non votando Di Pietro, altrimenti vorra dire che avrai accettato lo sporco partitismo in cui ormai da tempo, a mio avviso, l’IDV si è smarrito, perchè si predica bene, ma si razzola male. Aspetto di conoscere il tuo pensiero eccelso. Grazie.

  96. La mia risposta… direttamente da Sonia Alfano!

    Un impegno per l’Italia e per il partito

    Sapevo già che Antonio Di Pietro, correttamente, non aveva interpretato come un attacco alla sua persona il documento sullo stato di salute del partito che ho sottoscritto con Luigi de Magistris e Giulio Cavalli. Solo i mistificatori per necessità, che avevano bisogno di nascondersi dietro le spalle larghe di Di Pietro, potevano farlo. Di Pietro, invece, conosce bene la nostra e la mia lealtà e sa che delle idee professate con la schiena dritta non si deve avere paura anche quando ci si deve fare i conti, perché amico Platus sed magis amica veritas. Così Di Pietro sa che tutte le (non poche) critiche che, da quando sono stata candidata al Parlamento europeo con Italia dei Valori, ho mosso nei confronti di esponenti o scelte del partito sono anche segno di stima per lui e per il partito. Ritenessi Italia dei Valori un malato incurabile me ne sarei già allontanata da un pezzo.

    Ma, poiché credo nella funzione che il partito ha nel liberare l’Italia dal regime berlusconiano, sarei solo un’ipocrita o una sprovveduta a sostenere che tutto va bene. Così come sono ipocriti o sprovveduti quelli che negano le avvisaglie di alcuni malesseri che a Roma o in periferia nel corpo del partito si palesano. Per questo motivo sono ben contenta di aver lanciato, con Luigi e Giulio, quel documento, senza il quale nessuna riflessione sulla necessità di messa a punto del partito sarebbe venuta, né la decisione di convocare con urgenza una riunione straordinaria dell’esecutivo nazionale. Nel mio piccolo, ne rivendico orgogliosamente una parte del merito. Così come rivendico il merito della scelta di valorizzare nel partito personalità importanti come Lorenzo Diana (per il cui ingresso nel partito mi sono spesa per prima), scelta che certo segna la discontinuità rispetto a quanto spesso accaduto nelle realtà locali. Potrei citare tanti accadimenti, basti il più noto: oggi Di Pietro per primo sa che errore sia stata la candidatura di De Luca alla Presidenza della Campania; io sono orgogliosa di essermi opposta fin da subito.

    Certo, ho letto anche reazioni scomposte o dissennate, che naturalmente non meritano risposta né attenzione, qualificandosi da sole le persone che le hanno pronunciate. Ho letto anche – con sorpresa, ammetto – l’intervento leguleio di Bruno Tinti su una questione politica grande quanto una casa.

    La questione è questa e la ripropongo: Carrara, De Gregorio, Porfidia, Scilipoti, Razzi e altri (serie non infinita ma certo significativa di voltagabbana che hanno usato il nostro partito per portare il consenso di Italia dei Valori al servizio di Berlusconi) sono singoli, eccezionali casi di antropologia mastelliana oppure la spia che qualcosa non è andata nella selezione della classe dirigente del partito? Io – che, oltre ad essere una dei più attivi parlamentari europei e a guidare il dipartimento antimafia del partito, incontro settimanalmente migliaia di militanti e sostenitori del partito in ogni zona d’Italia, raccogliendone spesso ansie e difficoltà – penso che la risposta giusta sia la seconda. E, poiché la più grossa risorsa di Italia dei Valori deve essere la sua credibilità nella lotta per un paese più giusto, avverto l’obbligo di impegnarmi perché quotidianamente si operi nel partito con spirito critico e prima di tutto autocritico. Spiriti liberi servono al partito, non servi sciocchi. Quelli, tutti, è bene che seguano le orme di Scilipoti. Non è solo una mia idea: è la risposta data dall’elettorato, che più di sempre ha premiato Italia dei Valori quando ha mostrato, attraverso le candidature giuste, quello spirito. E allora quella deve essere la strada.

    Il presidente Di Pietro sa bene come i politicanti alla Scilipoti (ma non solo Scilipoti) mal digerissero il mio impegno intransigente nel rispetto dei valori che il partito rappresenta nelle aspettative della parte sana del paese. Feci una promessa quando accettai la candidatura alle ultime europee: dimostrare che l’assunzione di un ruolo istituzionale non sminuisse nemmeno un po’ il mio rigore etico. Sono grata a Di Pietro e a tanti appassionati combattenti che ho incontrato nel partito e che hanno appoggiato il mio impegno.

    Un impegno che sarà sempre più intransigente.

  97. Giustamente, chi manca di contenuti propri, si affida al copia-incolla di discorsi altrui. Belle parole, peccato non siano tue. Spero solo che tu le abbia capite (visto che metti in dubbio l’intelligenza altrui). Bravo Filippo! Tu si che ce la fai. Intanto Messina, Orlando e N. Buscemi rimangono al’IDV, certo, con te e Sonia Alfano. Vedremo chi la spunterà. Auguri e pensa con la tua testa.

  98. ma che fine ha fatto l’intitolazione di una strada a peppino impastato?

  99. Il Grande Nino Buscemi afferma a giornale Grandangolo: “Ieri la Corte Costituzionale ha dato il via libera ai tre referendum proposti da Idv sul ritorno all’acqua pubblica, il no al nucleare e contro il legittimo impedimento”
    FALSO: il quesito IDV sull’acqua pubblica è stato bocciato.
    Continua il piccolo Nino Buscemi: “E che dire del referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua? Nella nostra provincia, tra l’altro, così come in Sicilia è un problema molto sentito e discusso. Anche il Governo Regionale, incalzato dai comitati e da tanti cittadini si era impegnato entro il 2010 a varare una legge di ripubblicizzazione ma ad oggi non se ne hanno notizie .…, e così ci ha pensato Idv a raccogliere le firme e stavolta per abrogare la legge nazionale. Ogni giorno con il suo lavoro quotidiano – prosegue Nino Buscemi di Italia dei Valori – questo partito dimostra di fare fatti, e non le chiacchiere che soprattutto in questi ultimi tempi i politici di ogni parte ci stanno abituando a sentire”
    FALSO: i fatti sono che ha chiesto le firme per l’acqua ed ha fatto firmare pure per gli altri quesiti.
    Il Falso Buscemi ha cavalcato la buona fede dei cittadini per appropriarsi di firme che non gli appartengono.
    Signor N. Buscemi lei per l’acqua pubblica non ha fatto nulla, abbia l’umiltà di riconoscere i meriti altrui.
    GRAZIE PAOLO CAMPO E GRAZIE AL FORUM NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA.

  100. se io avessi saputo che la mia firma per l’acqua pubblica sarebbe servita al siminseri-scipiloti-ogn per accrescere la sua megalomania di certo ci avrei pensato due volte prima di firmare.
    Ma coloro i quali sono stati i veri VERI promotori dell’iniziativa perchè tacciono e acconsentono a tutto quello che và dicendo il megalomane?

  101. Evviva evviva il cantiere degli inciuci!!!!!
    Cons. Buscemi quanti soldi avete bruciato ieri sera per un consiglio comunale inesistente?
    Ci dica ci dica!!!!
    E se lei “Pensabene” perchè il Suo Sindaco non “Pensabene” e non voleva ritirare il punto??
    Ci dica ci dica!!!
    Ci dica ci dica!!!
    Ci dica ci dica!!!

  102. Scrive Sonia Alfano sul suo blog: “Non appena Cuffaro è stato definitivamente condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra i detrattori professionisti, nonostante abbiano sicuramente appreso del mio entusiasmo a seguito della carcerazione dell’ex senatore (fa uno strano effetto, direi inebriante, poterlo scrivere), hanno prontamente ripreso a far circolare sul web un video (che tra l’altro si trova in rete già da un po’) in cui l’ex Presidente della Regione Sicilia si lancia per salutarmi, con due baci sulle guance. Ovviamente non eravamo ad un festino né ad un’audizione privata a Palazzo d’Orleans. Quel video è infatti l’estratto ritoccato di un servizio di Annozero, i cui giornalisti erano venuti a Palermo per intervistare i familiari delle vittime di mafia incatenati ai cancelli della Prefettura per protestare contro le disparità tra vittime della mafia e vittime del terrorismo”. E poi una serie di “giustificazioni” che chi vuole potrà leggere sul blog dell’europarlamentare di Idv. Il video ha creato qualche beffardo risolino tra i frequentatori della rete. Come, quoque tu, la pasionaria dell’antimafia, a contatto di epidermide col nemico oggi vinto e sbeffeggiato? E Sonia si è adirata. Da qui la fervida replica.

    Non ci interessa il video con il contorno. Non è questo il motivo per cui siamo oggi a distanza siderale da Sonia Alfano, a cui pure vogliamo bene, per il dolore che ha sopportato e per come ha tentato di trasformarlo in riscatto. Ma se la rivoluzione è sacra, il terrore è sempre una bestialità. E’ che proprio non riusciamo a condividere l’allegria. Non tentiamo nemmeno di inebriarci per il destino di un uomo in carcere, si chiami Cuffaro o Anonimo. C’è un aspetto generale di umanità, che diventa particolare e che ci impedisce di brindare a cannoli levati, dentro una gazzarra che consideriamo crudele indecente. E non ci attirano i salti di gioia davanti allo schiocco di un timbro che incide sulla pergamena una sentenza terribile per tutti. Il presidente più amato dai siciliani è un amico della mafia. Ovviamente, è colpa sua, però sarà anche un po’ colpa della Sicilia. Se Cuffaro è il diavolo, com’è la terra che non ha smesso di amarlo a dispetto dell’evidenza? E’ un’isola, purtroppo. E’ impastata con la creta del sentimento personale che trascende le ragioni del diritto e della convivenza civile. E’ una Sicilia che somiglia al suo luogo comune. Cos’è la mafia se non la supremazia dell’interesse e del legame egoistico a dispetto delle sentenze e di Dio?

    Dispiace che Sonia Alfano non colga il punto. E dispiace che sia così indurita dalla rabbia da avere dimenticato la sua dolcezza. Da avere dimenticato, per esempio, l’angoscia di una ragazza che aspettava suo padre, alzata fino a tardi, per paura che glielo portassero via, come in effetti accadde. Cara Sonia, ora c’è un’altra ragazza che aspetterà invano suo padre per molte sere. Lui è colpevole. Ma lei è una figlia innocente.

    http://www.youtube.com/watch?v=g0hxm-Qx0Jc&feature=player_embedded

  103. Io non so chi siete “voi”, presumo che siete tanti, ma io sono d’accordo con Sonia.

  104. Si, sicuro! è colpa di tanti siciliani disonesto o comunque affascinati dalla disonestà… se per tanti anni un mafioso come Cuffaro ha potuto comandare la nostra regione… svergognandola, deridendola, sfruttandola, svendendola alla mafia e ai mafiosi come lui!
    Per tanti anni abbiamo avuto un presidente della regione mafioso… si, è colpa dei siciliani… almeno di tutti quelli che l’hanno votato!
    Pietà per un mafioso? …ma vi rendete conto?

  105. Ma a Menfi oltre a Riccardo Viviani, chi lo portava?

  106. (tratto da Il Fatto Quotidiano) Da quando sono stata eletta al Parlamento europeo ho subito iniziato a visitare i reparti 41bis dei più importanti penitenziari italiani. Non per curiosità, ma perchè sapevo bene che le carceri italiane sono molto popolate e che tanti detenuti si trovano reclusi in precarie condizioni di salute. Volevo rendermi conto di persona di come stavano le cose, specialmente nei raparti di cosiddetto isolamento. La legge ovviamente prevede che i detenuti vengano curati, giustamente, anche in cella. Per questo mi auguro che, nel rispetto delle regole e della dignità umana cui hanno diritto tutti e perfino i più feroci mafiosi, Bernardo Provenzano riceva in carcere tutte le cure di cui necessita.

    Ho letto le dichiarazioni di Angelo Provenzano, primogenito del boss, cui la cronaca palermitana di Repubblica ha dedicato ampio spazio: “Se l’esistenza di mio padre dà fastidio, qualcuno abbia il coraggio di chiedere la pena di morte, anche ad personam”. Dimentica, Provenzano junior, che le condanne a morte non fanno parte della nostra cultura, specialmente dei familiari delle vittime innocenti di mafia, neanche di quelle uccise dal suo genitore. Noi non sappiamo augurare la morte ad alcuno, pensi, nemmeno ai nostri carnefici; tanto meno sapremmo provocarla, volutamente o meno. Spero sia almeno cosciente di non poter dire lo stesso del padre.

    Ad Angelo Provenzano vorrei dire che se ha contezza del fatto che suo padre non stia ricevendo le cure necessarie, è giusto e doveroso denunciarlo nelle sedi più appropriate e con i toni più giusti. Non su un giornale. Sparare nel mucchio non serve a nulla. Come non serve a nulla irritarsi e lasciarsi andare a ragionamenti autoreferenziali e autoassolutori come quelli letti oggi sulle pagine di Repubblica. Lui non deve immedesimarsi nei familiari vittime di mafia, per favore; lui deve pensare solo a far si che suo padre, negli ultimi anni di vita, possa riscattare in parte una vita trascorsa nella violenza e nella morte.

    Sono certa che Angelo Provenzano abbia a cuore la salute e la vita del padre, ma lui sa altrettanto bene che dovrebbe limitarsi ad un unico, accorato appello: chiedere al padre di collaborare con la giustizia, pentirsi di tutte le azioni criminali che hanno costellato la sua intera vita e raccontare ai magistrati tutto quello che sa e che vuole portare con sè in una tomba, convinto così di salvare un onore che non ha mai avuto. Perchè il silenzio che porta avanti dal giorno del suo arresto è la testimonianza più chiara e lampante della sua convinzione di non avere nulla da farsi perdonare. Come fa il figlio a chiedere pietà, e con quei toni, mentre lo stesso superboss con il suo silenzio continua ad uccidere innocenti?

    Presentare un’istanza di scarcerazione dopo soli cinque anni di carcere equivale a dare uno schiaffo alle vittime: cinque anni di reclusione valgono le vite che Provenzano ha stroncato in oltre cinquant’anni di “carriera”? Quando mi sono recata al carcere di Novara ho voluto incontrare Provenzano di persona. Speravo, forse ingenuamente, che mi dicesse qualcosa, che mi lanciasse un segnale, che svelasse un minimo di volontà di parlare. L’ho guardato dritto negli occhi, senza mai abbassare lo sguardo, alla ricerca di una traccia di pentimento. Gli ho chiesto se stesse bene e se avesse bisogno di qualcosa. Lui, con gli occhi fieri e per niente afflitti, mi ha risposto di no, che stava bene così.

    A “pretendere”, ancora una volta, è il figlio di un uomo che in questo momento è ancora convinto che ammazzare magistrati, giornalisti, esponenti delle forze dell’ordine, imprenditori, contadini e innumerevoli cittadini innocenti fu cosa buona e giusta, mentre i figli delle vittime con grande dignità vivono il proprio calvario (giudiziario, sociale, personale) senza urlare, senza sbraitare, con la consapevolezza che sarà difficile poter dare un senso a questo incredibile massacro finchè i figli dei carnefici passeranno per figli di vittime attraverso le colonne dei giornali. Dignità e compostezza sono cose che ci differenzieranno sempre.

    Angelo Provenzano convinca suo padre a parlare, a collaborare con la giustizia negli ultimi tre anni che, pare, gli rimangano; solo allora, forse, sarò disponibile a rivedere la mia posizione.

  107. SEMU IN MANU A NUDDU!

  108. Benny come darti torto
    http://www.bennycalasanzio.blogspot.com/

    ………………….e a pensare che qualche anno fà in un piccolo e omertoso comune terremotato, per far vedere a tutti che comandava i paese, era stata proclamata in consiglio comunale una beby-sindaco figlia di un 14 anni e sei mesi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    ma questo non ditelo in giro è sconveniente, sopratutto per “el simensa ogm scipiloti”

  109. aldo mi dispiace ma il tuo commento e’ alquanto offensivo.le colpe dei genitori non devono ricadere sui proprio figli..in modo tale di essere liberi da non commettere gli stessi errori.

  110. ……..infatti, non ditelo in giro, appunto !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  111. Condivido il principio che le colpe dei padri non ricadono sui figli, ma questo non vale per chi sa e fa finta di non vedere.
    Aldo non contestava il baby sindaco, oggetto credo inconsapevole di un atto di sottomissione, ma contestava chi consapevolmente si sottomette ad un presunto potere.
    Come di cattivo gusto è stata la sfilata ed i vasa vasa ai fratelli Campo al momento della scarcerazione.
    ma ogniuno si assume òla responsabilità dei propri comportamenti.

  112. FRANCO, GRAZIE OSSERVO CHE NON TUTTI CONDIVIDONO IL silenzio omertoso, connivente e complice aggiungerei!!!!!!!!!!!!!!!!!

    fanno finta che non vivono a menfi, e poi perchè solidarizzare con gli sbirri? come li chiamano loro

    Bella ondata di rinnovamento del cantiere & soci

    ……………forse hanno paura?

    forse sono ispirati dal detto popolare “la megnu palora eni chidda chi un si dici”
    IL SEGNALE è CHIARISSIMO

    COMPLIMENTI

  113. a questo punto, il consiglio comunale aperto ha tanto il sapore di una beffa!
    non sento,non vedo, non parlo!
    BRAVO? è POCO

  114. Con questa sentenza e principalmente dagli atti del processo emerge che la bufala che a Menfi non c’è la mafia grazie alla massoneria viene smentita.
    Leggiamo infatti che qualche mafioso voleva entrare in massoneria e in politica per gestire meglio gli affari.
    Per cui l’unica differenza tra mafia, massoneria e politica è che i mafiosi sono tutti delinquenti, in massoneria ed in politica forse c’è ancora qualcuno che non è delinquente.

  115. Pippo, non ci voleva mica questa sentenza per capire che la mafia non è assolutamente antitetica alla massoneria… e viceversa.
    La storia, l’attualità, e tantissimi fatti e tantissime sentenze precedenti dimostrano l’esatto contrario!
    Nella nostra zona, soprattutto nella Sicilia occidentale, mafia e massoneria da sempre camminano unite… ci saranno certo delle eccezioni (almeno spero!)… ma la regola è quella!

  116. Mi sembra evidente che se c’è qualche mafioso che voleva entrare in massoneria nella nostra zona e non lo hanno voluto fare entrare, forse i massoni non sono così criminali come qualcuno si ostina a far credere. Del resto ci sono stati e ci sarano preti mafiosi o vicini alla mafia, politici di destra e (dalle ultime notizie) di sinistra, oltre che di centro. Così come qualche mafioso si potrebbe essere insinuato anche nella massoneria, ma delle generalizzazioni le persone intelligenti non sanno che farsene. Comunque tutti noi, me compreso, siamo bravi a pretendere da altri prese di posizione mettendoci la faccia……noi che ci nascondiamo dietro l’anonimato……perchè anche noi abbiamo paura. E questa è la verità!

  117. Dimenticavo……l’unica cosa antitetica alla Mafia dovrebbe essere lo Stato…….beh!!! Chiedetelo al signor Cutrò…….!!!

  118. Volevo proporre su questo blog, una riflessione che un magistrato amava ripetere quando incontrava la gente, sopratutto i giovani, dal titolo di grade attualità, anche per il territorio in cui viviamo.
    Secondo voi qui esiste la mafia dei colletti bianchi?
    …e in che modo è legata alla mafia del tipo scacco-matto?
    perchè mai non c’è stata nessuna presa di distanze, ad esempio a smb franco scupetta, ha pubblicamente eloggiato il lavoro dello stato contro il crimine, perchè qui tutti, dico proprio tutti, tacciono?

    Un silenzio tanto assordante quanto omertoso e collaborativo, quasi a dimostrare che sono dispiaiuti del lavoro che tutti i giorni svolgono le forze di polizia contro il crimine.

  119. enrico, hai assolutamente ragione!

  120. La statistica è quella cosa che tutti mangiano un pollo a testa, ma in realtà c’è chi ne mangia due e chi nessuno. Talvolta però la conoscenza delle statistiche può allungare la vita. E’ stato reso noto l’identikit del morto tipico da incidente stradale. E’ un uomo (72%), ha tra i 20 e i 24 anni ed è il guidatore (69,2%). L’incidente mortale avviene in una strada urbana (76%), preferibilmente nel mese di luglio e tra l’una e le cinque del mattino. I giorni con più incidenti, anche non mortali, sono il giovedì e il venerdì nell’orario di ritorno a casa, tra le 18 e le 19. Ti riconosci nell’identikit? Muoviti se puoi con i mezzi . Nel 2009 sono morte 4.237 persone sulle strade italiane. Questa strage è un’emergenza nazionale da affrontare subito e con misure straordinarie. /Beppe Grillo)

  121. Guarda guarda da non crederci , proprio lui!!!!!
    http://www.albo-pretorio.biz/menfi/images/allegati_10/936_20110221101038_ord%20n2.pdf

  122. ma a voi queste cose non interessano vero?
    http://www.albo-pretorio.biz/menfi/images/allegati_10/936_20110221101038_ord%20n2.pdf

  123. questa mattina ascoltando radio futura, ho appreso che il dott buscemi, ha licenziato il cantiere della conservazione, più che del cambiamento.
    ……era ora, evidentemente la classe non è ne simenza, ne acqua fresca!!!!

    e il dott. buscemi si vede che ha classe.
    complimenti.

    ora se ci riesce deve licenziare anche “el siminseri” che c’hazzecca con IDV?

  124. Bravo Enzo, vai tranquillamente avanti sarai il Nostro Sindaco.Bravooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  125. …a proposito di sperperi, di soldi che mancano ecc.
    chiedo agli elettori del centrodestra se non sia il caso di dire una parolina ai loro “eletti”, visto che stanno votando un vergognoso “federalismo” che in realtà è un immenso favore ai leghisti e una terribile mazzata sulle ginocchia per i Comuni del sud!
    …altro che Bit… ci sarà da dichiarare fallimento!!!

  126. A volte ritornano!!!!
    Ho ascoltato alla radio, il nostro presidente del consiglio on. Berlusconi ha affermato che nel Nord Africa (Tunisia, Egitto adesso anche la Libia) i “governanti” sono stati spazzati via (manca l’ultimo Gheddafi ma ci vuole poco) dal popolo che grazie ad Internet si è ribellato alla dittatura che comandava quei paesi da circa 40 anni!!!
    Allora cosa si aspetta ad organizzarci nel piccolo e “tranquillo” paesino di fratellopoli??????
    Cosa si aspetta a buttar fuori questi signori che appartengono a società segrete e che ci rubano ogni giorno anche l’aria che respiriamo?
    Ci hanno rubato in tanti anni tutto: i diritti e i doveri;perchè dobbiamo ancora sopportare la loro spavalderia e sicurezza?
    Se ci sono riusciti grazie ad Internet a spazzare Ben Alì, Mubarak e adesso anche Gheddafi perchè noi no?
    Grazie e cordiali saluti
    PS: Frà felice è quello di sempre è rimasto al suo posto osservando attentamente questa desolante realtà fatta di nani, di vallette (per non usare un altro termine come invece direbbe il compianto Faber) e di prepotenza e sopraffazione!

  127. …e intanto anche oggi il buon Marinello si è prodigato nel votare provvedimenti che portano tanti bei soldini al nord esdicente padano!
    Quate latte ancore inevase per i produttori delinquenti padani… soldi solo per i teatri di Milano e Verona (la cultura è solo per i padani!)… tante belle misure a vantaggio dei leghisti ma votate dai meridionali!
    Grazie ancora On, Marinello, lei è sempre presente e puntuale!!!
    …e grazie ai suoi elettori che sono tanti piccoli Tafazzi… maziati e contenti!

  128. Bentornato fra felice. pensavamo che ti avessero eliminato o che ti fossi convertito al cappuccio.
    Quindi……concretamente…….che dobbiamo fare?……..ammazzarli?…………impugnare le armi?……..o continuare a scrivere che i massoni sono il male della società e trallalleru trallallà…..e sempre le solite cose per dire dire e non fare niente?

  129. ciao Lupo Alberto,
    bentrovato………
    vigilare e parlare già non mi sembra poco….il resto viene da sè!!!!
    saluti

  130. bravo frà felice bravo lupo alberto ritorniamo a dire e non dire quello che succede a fratelllopoli sperando che prima o dopo arriveremo anche noi all’uva

  131. Alessandro, quelli come te, quelli che vogliono per scelta personale essere servi e restarci per sempre… sono le persone che rendono così negativa questa che altrimenti sarebbe una terra bellissima!

  132. Il vero danno a questa terra e a qualunque altra lo fanno gli imbecilli e i presuntuosi che prendono posizioni di pregiudizio nei confronti di ciò che non conoscono, processando sommariamente le idee degli altri uomini.
    Grazie a dio non la si pensa tutti in modo uguale e omologato. Questa è la libertà.

  133. caro giovanni credo che sei tu il vero servo, perchè sei servo del pregiudizio, schiavo dell’arroganza e dell’ignoranza, infatti voi che scrivete sotto mentite spoglie non fate altro che criticare e giudicare ma sempre nascosti dietro ad un dito e quando nel paese incontrate le persone che in questo blog definite il male della città li riverite e non disdegnati anche di chiedere qualche favoruccio.
    Quindi sono quelli come te che sono il vero marcio del paese.

  134. Un tempo non tanto lontano un tizio scrisse:
    Il male della società siciliana non è la mafia o la massoneria, il vero male è gente come danilo dolce, e giuseppe tomasi di lampedusa con “il gattopardo”

    Questa di certo è storia di libertà,che non ha niente a che spartire con la libertà dei servi!!!!!!!!!!

  135. Alessandro, hai sentenziato che chi critica affinchè le cose possano cambiare, in realtà lo fà solo perchè è invidioso.
    Questa affermazione la ritengo offensiva e degradante in primo luogo per chi la pone in essere!
    Del resto hai chiarito quali sono le tue idee con quello che hai scritto dopo.
    Mi ricordi uno di quelli che urlano in tv: “vorrei vedere voi con il telefono sotto controllo per un anno, se non vengono fuori dei reati!”
    L’idea è: siamo tutti delinquenti!
    Ebbene no, caro Alessandro… se mettono il mio telefono sotto controllo per un anno (anche per dieci!) non viene fuori alcun reato… e conosco tantissima gente come me!
    Così come, non riverisco nessuno che ritenga persona dannosa per la società, e tantomeno chiederei mai loro favori!
    No Alessandro, non siamo tutti delinquenti, non siamo tutti servi, non siamo tutti calati calati!
    Capisco che per quelli come te questa è una delusione perchè vedono infrangersi la loro idea di egualitarsmo, ma quello tuo e di quelli che urlano in tv “siamo tutti uguali”, è un egualitarismo malato perchè si basa sull’asserzione che tutti abbiamo la rogna!
    No caro Alessandro, esistono anche persone oneste e perbene che non intendono in alcun modo avvicinarsi a chi ha la rogna o chiedere loro favori.
    …purtroppo per questo Paese (inteso sia come Menfi che come Italia), parte della società è realmente come la dipingono… parte, non certo tutta!

  136. La settimana scorsa sono stato a Ribera alla manifestazione contro le mafie e i poteri occulti delle massonerie .
    Iniziativa ben organizzata, con qualificati relatori di indiscussa dedizione per lo stato.
    Sapete come fanno gli investigatori per capire chi “comanda” in un territorio? Basta vedere dove sono montate le antenne della telefonia, le antenne della morte.
    Pare che questo “privilegio” sia riservato solo agli amici degli amici, di fratellopoli mai direttamente ai fratelli, per evitare di sputtanarli ai quattro venti.
    Una prova del 9, una regola non scritta, che fino ad oggi non ha mai fallito.
    Un ultima cosa, come mai qui non si organizzano mai iniziative come quelle di Ribera?
    Evidentemente qualcuno non vuole, insomma il problema delle mafie e della massoneria deviata, qui non c’è e se c’è, non deve destare interesse!

  137. Anche a Menfi si svolgono delle manifestazioni interessanti. Sabato al Centro Civico si è parlato di Unità d’Italia e non solo.
    Infatti è stata fatta una domanda pilotata sui rapporti tra mafia e massoneria ed i tanti massoni presenti sul palco e tra i soci delle due associazioni organizzatrici saranno stati felici di sentire che:
    La massoneria è una organizzazione meritoria e di grandi valori morali,non a caso si chiamano fratelli, che solo i cattivi massoni costituiscono loggie deviate e che non hano nulla a che fare con i bravi massoni.
    Visto che anche a Menfi si parla dei rapporti Mafia Massoneria, fosse anc<e solo per negare l'evidenza dei fatti giudizari.
    Questa falsa verità avrebbe un senso sela massoneria avesse il coraggio di buttare fuori i cattivi massoni, ma come ben vediamo a Menfi, se ne guardano bene.
    Allora cari massoni non vi lamentate se poi si fa di tutta l'erba un fascio, forse è pure colpa vostra che non riuscite a fare pulizia la vostro interno.
    Firmato: Il mancato bravo massone

  138. Non li buttano fuori…..Forse per lo stesso motivo per cui l’IDV non butta fuori dal suo partito acuni soggetti di dubbia moralità di nostra conoscenza (locali, regionali e nazionali). Se il cons. Buscemi Enzo è uscito fuori dal cantiere perchè non si è realizzato il cambiamento, mi chiedo perchè non esce dall’IDV, visto che come compagni di partito ha certi elementi e di defenestrarli non se ne parla, quindi non cambia nulla. Coerenza, ci vuole coerenza, ma quella vera. Il resto è solo politicantismo, ma da quattro soldi.
    Ormai nni canuscemu tutti, o sbaglio!

  139. Dimenticavo di dire che il consigliere buscemi enzo, che tanto parla di scelte del popolo e di partecipazione, alle elezioni non era stato eletto al consiglio comunale, ma è entrato dalla finestra col tracchigio dell’apparentamento, smentendo se stesso che aveva dichiarato qualche ora prima di non essere con nessuno e di non allearsi con nessuno. Se questa non è politica da quattro soldi, vecchia maniera…….Purtroppo abbiamo tutti la memoria corta e ogni tanto serve un ripasso.

  140. anonimo, visto che chiedi se sbagli… ti rispondo che sbagli!

  141. Ti ringrazio, invece tu sei sempre nel giusto. Non sbagli mai. Ma tu non lo chiedi perchè sai di avere sempre ragione. Sempre.

  142. Dagli autorevoli interventi nel Kaos di Futura network, interpretando il politichese di Romano si capisce che è già sostitutivo di enzo buscemi e se non ho capito male anche dal potichese di saverione risulta che è pure dentro.
    Del resto ci sono ancora TRE ASSESSORATI.
    Voi che dite??
    Opinioni a libero confronto. Grazie.

  143. Grazie anonimo!

  144. Interessanti e riconoscibili le osservazioni di “Anonimo”
    In merito ad IDV nel momento in cui dovessi verificare che i Valori di riferimento non coincidono con i miei, non esiterei ad uscire dal partito.
    In merito alla famosa questione dell’apparentamento, questo è stato fatto alla luce del sole e nessuno dei commenti negativi inseriti su questo Bog è stato mai cancellato.
    Ho cambaito idea e solo gli stipidi non cambiano mai idea.
    Non sono entrato in consiglio comunale per interessi personali ed ogni giorno lo devo dimostrare.
    Vi sfido a trovare un amico mio o un amico degli amici che ha avuto un qualche vantaggio dalle mie scelte politiche.
    Sarebbe stato più comodo fare finta di niente, fare finta di fare opposizione ed accordarsi sotto banco per qualche misero posto di sottogoverno, per poi smentire ufficialmente, ma moralmente sarebbe stato un accettare la politica clientelare.
    Condivido la scelta di un professionista o di un consulente purché avvengaalla luce del sole.
    Enzo Buscemi

  145. Sul Federalismo, il governo porrà la fiducia alla Camera. “Meglio essere sicuri”, ha detto il leader della Lega Umberto Bossi. Una scelta che trova conferma nell’annuncio del ministro per i rapporti con il parlamento, Elio Vito. La fiducia verrà posta sulla risoluzione di maggioranza che recepisce in tutto la relazione che sarà svolta dal ministro Roberto Calderoli.

    Così l’On. Marinello, gli altri siciliani e meridionali del PdL voteranno allineati e compatti… facondo un bel favore ai padani e mandando in fallimento il sud Italia!

    Grazie!!!

  146. Caro Enzo, non avevo dubbi sul fatto che l’anonimato su questo blog sia una farsa. Hai ragione, solo gli stupidi non cambiano idea…..ma non si può cambiare idea quando fa comodo. Infatti allo stesso modo potrebbe rispondere Scilipoti.
    Chi si erge a moralizzatore ha un onere di responsabilità maggiore.
    Comunque grazie per avermi risposto e per avermi “riconosciuto”.
    Un abbraccio affettuoso.

  147. http://www.albo-pretorio.biz/menfi/images/allegati_10/990_20110224133336_Det.15%20del23-02-2011.pdf

    Se vi collegate a questo Link potrete leggere la spesa inutile per un consulente della comunicazione.
    Per comunicare i fallimenti non c’era bisogno di spendere 1.500 euro.
    Ora si capisce l’interesse di RMK per il Sindaco di Menfi, altro che comunicazione.
    Cerco che siete ridotti male se per essere ospite in una trasmissione dovete pagare 1500 euro, ma forse è solo una coincidenza.
    Oppure avevate bisogno del Comunicatore per fare dire tutte quelle fandonie all’ass. Napoli.
    Caro assessore le cose si fanno non si annunciano e basta, questa è comunicazione di bassalega

  148. Credo sia giusto che tutti espimiamo grande solidarietà al pm Vella, che tanto ha fatto anche per il bene del nostro Comune.

    Bivona: minacce di morte al Pm Vella

    di Franco Castaldo – 6 marzo 2011
    Agrigento. Un episodio davvero inquietante, sfacciato, dai significati intimidatori e di sfida allo Stato.

    Una minaccia palese e in sprezzo ad ogni regola civile e di cautela è stata lanciata nei confronti di uno dei pubblici ministeri più impegnati in provincia di Agrigento, Salvatore Vella, in servizio alla Procura della Repubblica di Sciacca, delegato Dda, coordinatore di tutte le inchieste antimafia della zona del Belice e della montagna (Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana, Cammarata). Venerdì sera, a Bivona nell´aula magna del Liceo classico “L. Pirandello”, alla fine di una tavola rotonda sul tema “Presunzione di innocenza e diritto di cronaca”, organizzata dal Rotary international distretto 2010 Sicilia – Malta, alla quale ha preso parte tra gli altri proprio Salvatore Vella, ignoti approfittando della temporanea assenza del pubblico ministero dal tavolo dei relatori, hanno inserito un foglio di carta contenente minacce, all’interno dell’agenda del magistrato. Un’azione plateale, compiuta davanti a molte persone che sa di sfida palese. Salvatore Vella che già è sottoposto a misure di protezione, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri e ai colleghi magistrati. Indagini sono in corso. Ulteriori particolari nelle prossime ore.

  149. Un foglio di carta contenente minacce è stato inserito nell’agenda del pm della procura di Sciacca (AG), Salvatore Vella, mentre il magistrato partecipava a un convegno sulla giustizia nel liceo ”Pirandello” di Bivona, sempre nell’Agrigentino, organizzato dal Rotary. Vella, che era tra i relatori, si era alzato per rispondere al telefono e quando è tornato al tavolo ha trovato il foglio tra le pagine della sua agenda. L’episodio, accaduto venerdì scorso, è stato denunciato ai carabinieri che stanno anche interrogando gli altri relatori.

    ………………………….. sembrerebbe uno scherzo Rotary !

  150. Da molto tempo non leggevo questo blog, ma vedo che non e’ cambiato nulla, sempre la solita minestra, gente che non ha gli attributi per cominciare a scendere in piazza a manifestare, solo commenti seduti dietro una scrivania o al bar.
    Solo lamenti inutili e caccia alle streghe.
    Menfi paisi di calati calati……………

  151. “Concussione”, arrestato il deputato Pd Vitrano
    Il parlamentare regionale sarebbe stato colto in flagranza di reato mentre intascava una tangente da un imprenditore del settore fotovoltaico

    PALERMO. Il deputato regionale del Pd Gaspare Vitrano, 49 anni, avvocato, è stato arrestato a Palermo con l’accusa di concussione.

    Vitrano sarebbe stato arrestato in flagranza di reato mentre intascava una mazzetta da un’imprenditore del settore fotovoltaico. Sarebbe stata la vittima a denunciare il tentativo di concussione. Vitrano è stato funzionario regionale. Nel 2001 era stato eletto deputato regionale all’Ars per la Margherita ed è stato componente della commissione Lavoro. E’ stato rieletto nelle successive legislature nelle fila del Partito democratico e ora é deputato segretario e componente della commissione Attività Produttive.

    Vitrano sarebbe stato bloccato dagli investigatori in pieno centro a Palermo, vicino a un bar, intorno alle 19. E’ quanto trapela da ambienti del Pd. La notizia dell’arresto del deputato, che ieri aveva svolto il suo ruolo di segretario durante la seduta dell’Assemblea regionale, ha colto di sorpresa i dirigenti del partito.
    Punto di domanda con chi era amico a Menfi questo onorevole?
    a voi la riflessione!!!!!!!!!!!!!!!

  152. Cittadino… sarebbe una bella riflessione… però ci sarebbe bisogno di sapere con chi era amico!

  153. in questo blog come sempre si lancia la pietra e poi si nasconde la mano.
    Poveri noi

  154. un estratto dall’articolo di “La Repubblica” sugli affari che hanno portato all’arresto del deputato regionale Gaspare Vitrano:

    L’ imprenditore provò a rilanciare: «Ci tiene in considerazione anche per i prossimi lavori?». Il deputato rassicurò: «Ah, sicuramente». E citò un lavoro: «Quello di 7 megawatt di Nino Mistretta.. questo è pronto, già liquidato». L’ imprenditore consegnò la busta: «Qua ci sono i soldi, se li deve contare?». Vitrano sentenziò: «No, non c’ è di bisogno, se poi c’ è un problema lunedì quando ci vediamo lo troviamo subito». Pochi minuti dopo, arrivò la polizia.

  155. Visto che ci sono ancora più di due mesi di tempo… mi chiedo se non sia il caso di organizzare a Menfi delle iniziative che informino la popolazione degli importantissimi referendum del 12 giugno.

  156. http://62.149.216.232/menfi/mc/mc_attachment.php?x=37ae33d96e123c6ca8dbd5a4a4b43115&mc=115

  157. Legittimo impedimento, De Magistris ci ricasca: immunità da Strasburgo

    Dopo la vicenda Why not, ancora una volta l’ex pm Luigi De Magistris si sarebbe avvalso dell’immunità parlamentare per non presentarsi all’udienza della causa per diffamazione intentatagli dalla società Bagnolifutura. L’ex pm: “Mi vogliono intimidire”
    Strumenti utili
    Sul legittimo impedimento Luigi De Magistris raddoppia. Nel senso che nel giro di poco tempo si avvale dell’immunità che il suo status di europarlamentare gli concede. Solo tre mesi fa, l’ex pm considerava il legittimo impedimento “una legge incostituzionale, ignobile e inaccettabile”. Ma da quando se ne avvale lui stesso queste stesse parole non si sentono più. Così è successo che ieri, nella prima udienza della causa per diffamazione intentatagli dalla società Bagnolifutura, il difensore dell’ex pm ha preliminarmente reso noto che è stata presentata dall’eurodeputato richiesta di immunitàal presidente del Parlamento europeo”. A scriverlo in una nota è la stessa società querelante. E così, il giudice Renata Palmieri dell’ ottava sezione civile del tribunale di Napoli, ha preso atto di tale richiesta e ha “sospeso la causa fissando la nuova udienza per il 20 febbraio 2012″.
    La causa ha origine da una dichiarazione rilasciata da De Magistris il 3 giugno 2010: “Bagnoli è una pagina vergognosa di commistione tra politica e crimine attorno al denaro pubblico”. In seguito a tali accuse, il 14 giugno dell’anno scorso, il Cda della società Bagnolifutura – impegnata nelle iniziative di rilancio dell’area ex industriale – diede mandato al presidente Riccardo Marone e al direttore generale Mario Hubler di intentare causa a De Magistris per risarcimento danni conseguente alla diffamazione a mezzo stampa.
    La risposta di De Magistris “Mi hanno chiesto qualche milione di euro come risarcimento, ma ci difenderemo alla grande”. Così Luigi de Magistris ha risposto ai cronisti, aggiungendo che “nei processi civili si presentano gli avvocati e non le persone”. “Ancora una volta, arriva la risposta intimidatoria. Nel caso specifico da Bagnolifutura Spa e dal potere politico che le sta dietro”, afferma De Magistris in una nota, aggiungengo poi: “Ribadisco quanto ho sempre sostenuto in merito al comportamento della società in questione e non cesserò di denunciare la malapolitica, gli intrecci finanziari con le amministrazioni pubbliche, lo sperpero di denaro pubblico. Mi vogliono intimidire, in quanto voce libera, per mezzo di cause civili. Ma questo tentativo non sortirà effetto. Al contrario, nella mia campagna elettorale sarà centrale la questione di Bagnoli, il cui sviluppo potrà essere da esempio per tutto il Sud. Mi difenderò ovviamente nei processi, senza scudi immunitari ad hoc. Ricordo alla Bagnolifutura Spa che, da Matteotti in poi, le opinioni di un parlamentare sono insindacabili”.

    L’attacco di Mastella “Prima la demonizza e poi, in silenzio, se ne serve. De Magistris predica bene e razzola male. Ancora una volta, per la seconda volta, l’ex Pm si è avvalso dell’immunità parlamentare. Proprio lui, il grande fustigatore, l’uomo sempre pronto a puntare l’indice, ad accusare gli altri di sfuggire ai processi, cosa fa? Si avvale di nuovo dell’immunità di parlamentare europeo per farsi scudo. Che vergogna!”. Lo afferma Clemente Mastella, leader dei Popolari per il Sud e, come De Magistris, candidato sindaco di Napoli. “È la seconda volta che De Magistris utilizza l’ immunità parlamentare, sperando che nessuno se ne accorga. Lo ha già fatto una prima volta per sfuggire a una mia querela. E si può essere certi che continuerà a farlo. Noi continueremo a denunciare questa sua doppia morale”, conclude Mastella, che fa riferimento alla vicenda che vede De Magistris accusato di abuso d’ufficio assieme al consulente Gioacchino Genchi per aver acquisito, nell’ambito dell’inchiesta Why Not, i tabulati telefonici di alcuni parlamentari senza avere richiesto prima l’autorizzazione.

  158. Scusate ma ho sentito dire che il comune di menfi deve pagare 700 mila euro di luce ad una società che si chiama Edison.
    Se qualcuno sa qualche cosa ci informi.

  159. IN UN PAESE TRANQUILLO E SERENO ,VERSO L’ESTATE, IL LAVORO NON MANCA ;PEGGIO DI NIENTE.VI PREGO DI NON GIOCARE CON I CITTADINI GRAZIE

  160. Rispondo a “predicare bene, ecc.”

    De Magistris vs. Bagnoli, c’è immunità e immunità
    De Magistris si avvale dell’immunità europarlamentare. Cori di insulti, schiamazzi scomposti, offese. D’accordo, detta così riecheggia nell’inconscio collettivo intessendo sinistre assonanze di mastelliana memoria. A beneficio di chi avesse ancora le vesti integre e potesse aspettare una decina di minuti prima di stracciarsele, proviamo a fare un ragionamento insieme.

    Luigi De Magistris si avvale dello strumento dell’immunità così come è declinato al Parlamento Europeo, ma poiché siamo italiani, ragioniamone dal nostro punto di vista. Cosa dice l’art. 68 della Costituzione italiana? «I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza»

    L’Italia tutela dunque il parlamentare, anche dopo la riforma del 1993, sotto due profili sostanziali: quello del diritto di espressione nell’esercizio delle sue funzioni e quello della tutela rispetto al sovvertimento del potere politico ottenuto mediante quello giudiziario. Perlomeno a grandi linee questa vorrebbe essere l’intenzione. Ma di buone intenzioni, si sa, sono lastricate le vie dell’inferno.

    La prima parte è certamente condivisibile. L’attività di un politico, che dovrebbe essere la più nobile – tanto da conferire a chi la esercita il titolo di onorevole – impone di non omettere informazioni essenziali che possano evitare ai cittadini di compiere scelte elettorali sbagliate. L’ottica è quella del bene comune: se ad esempio io venissi a sapere che una cordata imprenditoriale ha infiltrazioni nella classe dirigente tali per cui ne può derivare un danno alla comunità, il mio compito sarebbe certamente quello di denunciarlo pubblicamente, sottraendo consenso alla cricca. Lo scontro politico è preminentemente verbale, aspro, polemico, o così almeno dovrebbe essere in una democrazia vitale, dove le spinte opposte sono bilanciate in un gioco di poteri istituzionali che deve agevolare il conflitto ma anche dargli un solco costituzionale entro il quale scorrere. Tanto che si dice da tempo che l’opposizione in Italia non esista, proprio perché fare opposizione, e quindi fare politica, presuppone un livello di scontro manifesto che scongiuri il rischio di accordi e accordicchi perpetrati in segreto.

    Da qui l’esigenza di uno strumento che tuteli il politico dalla sua esposizione giudiziaria, proprio nell’interesse della comunità che egli rappresenta: imbavagliare un deputato minacciandolo di ritorsioni legali equivale a togliere libertà di espressione ai cittadini che lo hanno eletto.

    Di natura diversa è il secondo ordine di tutele, quello che impedisce a un parlamentare di essere arrestato senza il consenso della Giunta per le autorizzazioni, salvo rare eccezioni. Se nel primo caso parliamo più che altro di querele per diffamazione, ovvero di strumenti giudiziari che, essendo alla portata di tutti, costituiscono facili leve per intimidire il parlamentare e inibire la sua vis politica, nel secondo caso si entra già in un quadro più complesso, perché generalmente si vuole creare uno scudo immunitario che difenda il politico da un contesto accusatorio circostanziato e ricco di elementi probatori, solitamente di rilevanza penale, tanto da essere oggetto di richiesta di autorizzazione a procedere da parte della magistratura, emessa dopo un iter di valutazioni preliminari che ne accertano la consistenza e la pertinenza.

    In questo contesto, da cosa si vuole realmente difendere il parlamentare? Essendo solitamente le accuse gravi e circostanziate, o si ritiene che l’accusato sia potenzialmente colpevole, e dunque nulla giustificherebbe la negazione di tale autorizzazione, oppure si ritiene che la tesi sia politica, e dunque che vi sia il cosiddetto fumus persecutionis, ovvero la «parvenza di persecuzione»: le azioni compiute dalla magistratura, cioè, non sembrano giustificate dalla mera applicazione della legge o dalla ricerca della verità, ma sembrano nascondere l’intenzione di nuocere a una persona in particolare. Con la seconda parte dell’art. 68, insomma, in linea di massima ci si tutela dalla possibilità del sovvertimento del potere politico ad opera di quello giudiziario.

    Che uso di quest’ultima facoltà si faccia in Italia, alla fine, lo sappiamo tutti. L’immunità parlamentare non viene quasi mai usata per difendere la libertà di espressione politica, ma viene quasi sempre invocata per sottrarsi all’arresto e ai procedimenti penali.

    Quale uso ha fatto De Magistris dell’immunità europarlamentare? Non vi è nessun dubbio che parliamo della tutela della libertà di critica. Una volta se ne è avvalso per una querela depositata da Clemente Mastella, mentre in questi giorni se ne avvale per difendersi dalla causa civile che Bagnoli Futura SpA ha intentato contro di lui dopo la sua affermazione, datata 3 giugno 2010: “Bagnoli è una pagina vergognosa di commistione tra politica e crimine attorno al denaro pubblico”. E’ evidente che non si tratta di accuse di rilevanza penale che possano alimentare l’infamante sospetto che l’eurodeputato abbia commesso un reato, se non l’eventuale diffamazione (in questo caso tutta da provare), che però, come abbiamo visto, rientra nei rischi del mestiere di chi fa politica e, se è commessa nell’esercizio del ruolo istituzionale, deve essere tutelata e lo è quasi ovunque. In Spagna, in Germania, in Belgio e in Francia, per esempio, i parlamentari non sono responsabili né civilmente né penalmente, né possono essere soggetti a un’inchiesta a causa di qualsiasi dichiarazione o opinione fatta in Parlamento, o nell’esercizio della loro funzione di rappresentante (anche se in Germania la calunnia è esclusa da questa forma di libertà di espressione). Lo stesso accade nei Paesi Bassi, in Svezia, in Belgio, nel Regno Unito e in tanti altri paesi del mondo.

    E’ giusto dunque rinunciare all’immunità parlamentare in nome di un principio, di un’ideologia tranchant, che non fa distinguo, rischiando di spuntare i (pochi) e preziosi strumenti di critica che la Costituzione ci assegna? Possiamo permetterci il lusso di mettere il bavaglio ai parlamentari eletti, proprio quando questi, puntando il dito, si rendono più utili alla collettività?

    In virtù di questa riflessione, se De Magistris si sottrae alle querele di Mastella sfruttando le prerogative che gli derivano dalle funzioni cui è stato preposto dopo una delle poche competizioni elettorali che ancora prevedono la preferenza diretta, confesso che non agita più di tanto i miei sonni, pur già molto inquieti. Diverso se De Magistris fosse invece stato indagato per crimini che esulano dal quadro della libertà di espressione politica. In questo secondo ipotetico caso, avvalersi dell’immunità europarlamentare sarebbe certamente un gesto incoerente e condannabile.

    Se invece lo stesso abbandona il Parlamento Europeo, dove i cittadini l’hanno espressamente mandato con un compito ben preciso, per cambiare in corso d’opera la sua “destinazione d’uso” e candidarsi con un coup de théâtre a sindaco di Napoli, ecco… questo invece confesso che desta in me qualche perplessità di ordine deontologico.

  161. ahahahahahahah… anche per l’On. Giuseppe Francesco Maria Marinello, Ruby è la nipote di Mubarak! …lo credono (o fanno finta di crederlo…) solo in 314 in tutta Italia!

    http://www.unita.it/italia/ecco-i-314-deputati-che-credono-alla-balla-su-ruby-1.281150

  162. Giovanni ci vuole coerenza e De Magistris non l’ha dimostrata, anche lui un’altra grande delusione………………..

  163. Mi associo a quanto detto sinteticamente da Mauro Buscemi. Dobbiamo iniziare noi cittadini a diffidare dei predicatori e dei moralizzatori che poi si comportano, al momento opportuno, in modo difforme da quanto predicano. Avrei apprezzato che, indipendentemente dal suo diritto di avvalersi giustamente del legittimo impedimento, De Magistris non se ne fosse avvalso, anche per lavare la faccia a chi abusa di questo strumento di tutela. Ha perso l’occasione buona, senza se e senza ma. Se fosse stato convinto delle sue ragioni, coerentemente non si sarebbe dovuto avvalere di questo strumento. Dobbiamo cominciare a ragionare con la nostra testa noi cittadini, senza mitizzare uomini (nella fattispecie politici), che prima o poi cadono negli errori e sfruttano privilegi, legittimi o meno, ma pur sempre privilegi.

  164. Mauro, coerenza tipo quella di Beppe Grillo?

    Predicare ecc. , il tuo commento è evidentemente strumentale… non ho altro da aggiungere!

  165. Ma che vuol dire strumentale? E’ strumentale pensarla diversamente da te? Chi ti credi di essere? Non trovo niente di costruttivo nei tuoi commenti, ma li rispetto e cerco di confutarli, se posso, con i miei pensieri, senza posizioni precostituite, come credo facciano gli altri. A questo punto, se permetti, devo dirti che il tuo modo di ragionare lascia trapelare nient’altro che prese di posizione sempre mirate ad attaccare e denigrare la fazione politica contrapposta la tua. Stavolta sì, in modo strumentale. E lo dimostra il fatto che, pur di difendere il tuo pensiero e De Magistris (incoerente e deludente, che ti piaccia o no), non contento di attaccare sempre berlusconi e la sua fazione, tiri in ballo pure Grillo, innescando il solito e basso gioco del “tu guardati il tuo….”
    Il mio commento di partenza, libero fino alla morte, aveva solo l’intento di voler attirare l’attenzione su una notizia (che ti piaccia o no, VERA), nella quale a mio avviso sono calate alcune ombre deludenti, in primo luogo per me, sul tuo IDOLO, ex magistrato. Se credi che la libera informazione sia segno di democrazia, acchiappati questa notizia!!!
    Ho pensato che STRUMENTALE fosse il fatto di chi attacca il legittimo impedimento, e poi se ne serve quando ne ha bisigno lui, …(del resto anche DI PIetro ha usufruito in passato dell’immunità parlamentare europea del sottrarsi ad un processo, ma questo credo che tu lo sappia bene, ma ti guarderai dall’ammetterlo, oppure dirai che è cosa diversa e bla bla bla). Intendiamoci: E’ un diritto di de Magistris avvalersi del Legittimo impedimento, UN DIRITTO, ma non lo obbligava nessuno, eppure l’ha sfruttato. Se a detta di chi fa parte dell’IDV “è un dovere presentarsi ai giudici”, perchè non si mette in pratica coerentemente questo principio?
    Caro Giovanni, non puoi pensare con due pesi e due misure, altrimenti sei tu che fai discorsi strumentali. Non puoi ritenerti al di sopra di tutti e pensare di essere dalla parte sempre del giusto. Non puoi uscirtene nemmeno con frasi fatte, prive di contenuto e sostanza, in cui accusi gli altri di essere strumentali, così, tanto per metterli a tacere. Devi imparare a confrontarti. Più passa il tempo e più mi convinco che sono gli atteggiamenti delle persone presuntuose come te che paradossalmente, anzichè danneggiare l’indegna figura di Berlusconi, gli fanno solo l’effetto di farlo crescere in popolarità. Più lo mandi giù, e più si tira su.
    Mi permetto, per concludere, di fare un paragone che può sembrarti offensivo, ma prendilo come una battuta: il tuo modo di difendere il tuo LEADER (De magistris), le risposte ben costruite e articolate e il tentativo di denigrare il pensiero di Mauro Buscemi tirando in ballo Grillo, il modo in cui hai liquidato i miei post, il tuo doppiopesismo….tutto ciò mi ha fatto pensare alla tecnica utilizzata dall’illustre GHEDINI. Si, proprio lui, proprio lo stesso metodo……Bastava soltanto che usassi, come intercalare, l’espressione “MA va là!!!”
    Stai attento a non inciampare anche tu, negli errori che additi ai tuoi avversari e cerca di essere autonomo nei pensieri, ma soprattutto nelle opere.
    Senza rancore. Ciao.
    Firmato:
    Un cretino che pensa con la sua testa.

  166. ti spiego perchè strumentale allora… il tuo discorso, era palesemente mirato a portare acqua ad un altro mulino… diverso da quello dell’Idv. Però, il tuo discorso non è completo… manca l’indicazione del tuo mulino! (e questa politicamente è una scorrettezza!)

    Riguardo al fatto che DeMagistris sarebbe “il mio idolo”, posso solo dirti che sei in gravissimo errore e che personalmente, ahime, non ho alcun idolo…
    …ma capisco che dovresti credermi sulla parola…quindi sei libero di non farlo!

    Riguardo all’autonomia di pensiero… personalmente lo ritengo l’insulto più grave che si possa fare… quindi non replico assolutamente!

  167. Continui a sputare sentenze sugli altri, ma fai il permaloso con chi ti tocca nel vivo.
    Innanzi tutto, la tua presunzione di sapere che volevo portare acqua ad un altro mulino, si commenta da se, visto e considerato che non mi conosci e non sai quel che dici. Se sei abituato ad etichettare le persone in modo così immediato, è un problema tuo, della tua capacità di vivere in contesti in cui bisogna confrontarsi, accettare il pensiero degli altri, insomma dipende dalla tua maturità e dal tuo saper vivere in una socità civile e democratica.
    Non occorre specificarti a quale mulino voglio portare acqua, perchè credo che dal contenuto dei miei discorsi si possa evincere. Sì, il mio mulino è diverso dal tuo, se il tuo è quello di chi passa la vita a vedere del marcio ovunque e non ha l’onestà intellettuale di sottoporre a critiche il suo stesso mulino. Ma ripeto, è questione di maturità civile. Se ti stai sentendo offeso, o se ti sei sentito offeso prima, o continui a sentirti insultato dalle mie affermazioni presenti, future e passate, mi dispiace….ma penso quel che ho detto non di te, perchè non ho la presunzione di giudicare la tua persona che immagino armata da buona fede, ma delle tue risposte. Sicuramente le tue risposte mettono sulla buona strada chi le legge per pensare che parli per partito preso e (non sei il solo) pensi che il male sia ovunque tranne che dove stai tu.
    Non credo di essere scorretto assolutamente, nè tantomeno scorretto politicamente….soprattutto perchè sono un libero cittadino e (sempre che ti piaccia o no) sono libero di pensare, esprimere le mie opinioni (giuste o sbagliate per te) e assumere posizioni che credo siano abbastanza nette. Ti spiego…per pensarla in un modo o in un altro, non necessariamente occorre essere di una fazione o di un’altra. Occorre però avere la capacità di osservare, criticare (anche se stessi se ci si riesce), mettere in discussione gli eventi e formare la propria coscienza. Io provo a farlo e…….senza tessere di partito. Soprattutto perchè le mie scelte politiche le faccio premiando gli uomini per bene.
    Non siamo al livello di tifoserie calcistiche, ma comunque si può essere esperti critici di calcio, pur non tifando accanitamente per alcuna squadra.
    Ma questa, e tu dovresti saperlo, è questione di onestà intellettuale e obbiettività.
    Ma ho capito che tu sei talmente ad un livello alto che riesci pure a sapere quali sono le mie scelte, riesci a capire quali sono le mie intenzioni (e le processi). Riesci a capire che il mio discorso era “palesemente mirato a portare acqua ad un altro mulino… diverso da quello dell’Idv”. Aggiungo io…non è così,………..ma se anche fosse? Qual’è il tuo problema? Non siamo su un blog di partito e per fortuna qui ciascuno può esprimersi liberamente.
    Se vuoi un blog dove possa scrivere solo chi è delle tue idee……FATTELO, magari con un bel logo dell’IDV.
    Ma se anche lo facessi, e non dessi spazio a chi la pensa in modo diverso o comunque manifesta perplessità su forme di pensiero unico, avrai perso una buona occasione per confrontarti e per far confrontare gli altri, avrai perso un’ occasione per crescere civilmente e democraticamente…….avrai perso un’occasione per “PARTECIPARE” a rendere questa società migliore.

  168. se non ti rispondo sembrerebbe ti dessi ragione… se ti rispondo scadrei al tuo livello… che errore madornale ho commesso!

  169. Giovanni, forse non rispondi e te ne esci con questa frase che dice e non dice niente, ma puntualmente offende, solo perchè non sei abituato a confrontarti e vinci perchè giochi sempre in casa. Le tue risposte continuano a dimostrare la tua presunzione, arroganza e soprattutto la tua immaturità civile.
    Mi dispiace, ma mi costringi ad arrivare a queste conclusioni mio malgrado. Ma credimi, mi dispiace soprattutto per te.
    Dovresti cominciare dall’educazione civica che impartiscono alle elementari.
    Per fortuna in questo paese c’è ancora un po’ di democrazia (anche se un po’ malata) anche per te.

  170. Aggiungo un’altra tua peculiarità: sei un intollerante matricolato. ma la tolleranza e sempre questione di civiltà.
    Impara a vivere, caro il mio SPUTASENTENZE!!!!

  171. Io ripeto che per me De Magistris è incorente e si sta comportando esattamante come Silvio, tra l’altro se non ha scheletri nell’armadio perchè non si fà processare????
    Altra questione secondo il codice etico dell’IdV gli indagati dovrebbero essere cacciati dal partito cosa che non è stata fatta Luigi.

  172. Mauro, De Magistris esattamente come Berlusconi?
    Sò bene che per come la pensiamo noi, per fortuna, c’è una totale intolleranza verso chi viola la legge… personalmente vorrei vedere il Sen. Tedesco (e chi come lui…) marcire in carcere per un pò di anni!
    …e magari, nonostante i chiarimenti nell’articolo che prima ho messo, DeMagistris poteva davvero fare a meno di tutelarsi…
    però il paragone che hai fatto…dai Mauro!

  173. Per De Magistris è anche peggio…………..

  174. E ALLORA!!!
    Non posso che apprezzare Mauro Buscemi per la sua onestà intellettuale, che credo abbia dimostrato anche in altre occasioni.
    Ciò che intendevo dire con le mie forse eccessive parole è proprio quello che ha sottolineato Mauro, cioè che per De Magistris, per come lo si considerava, è anche peggio. E’ peggio di Berlusconi, paradossalmente, quantomeno nel principio. Berlusconi elude la legge, è paraculo e si vanta di esserlo. De magistris ha fino ad un momento prima portato avanti delle lotte e poi, quando tocca a lui, mi cade sul legittimo impedimento. Delusione e nient’altro. Habbiamo bisogno di punti di riferimento, non di predicatori opportunisti.
    Infine, tanto per chiudere definitivamente la partita con il sig. Giovanni, mi viene da sorridere a rileggere le sue diverse modalità di rispondere a seconda dell’interlocutore col quale si confronta.
    Se prima avevo dubbi sul fatto che il sig. Giovanni è persona con pregiudizi e che parla solo per partito preso, e soprattutto adotta due pesi e due misure, adesso c’è la prova certa….prova sciacciante ed imbarazzante.
    Infatti, caro il mio Giovanni, pur avendo sostenuto io e Mauro Buscemi entrambi più o meno gli stessi concetti di principio, l’atteggiamento che hai utilizzato per rispondere a me è stato molto aggressivo ed insinuante, se non offensivo, rispetto a quello con cui ai risposto ( con dolcezza quasi) a Mauro Buscemi.
    E già, perchè ti ha imbarazzato il fatto che una testa pensante come Mauro Buscemi (che immaginavi la dovesse pensare sicuramente come te) possa a sorpresa non essere d’accordo con te, caro Giovanni, esprimendo disapprovazione per De Magistris.
    Sei rimasto spiazzato dal giudizio espresso da Mauro su De Magistris.
    E tu allora, tanto per salvarti in calcio d’angolo, te ne esci con frasi volte a cercare il consenso di Mauro, del tipo:”Sò bene che per come la pensiamo noi, per fortuna, c’è una totale intolleranza verso chi viola la legge”. Spero tu non l’abbia mai violata la legge, nemmeno facendoti una cannetta o guidando in stato d’ebrezza, perchè violare la legge è anche questo e finiresti per sputarti in faccia.
    Ma andiamo avanti: caro Giovanni, fai di più!!!
    Addirittura arrivi a dare ragione a Mauro, su quelle stesse cose per le quali al contrario hai insultato il sottoscritto. E dichiari “… DeMagistris poteva davvero fare a meno di tutelarsi…”. Insomma, alla fine risulta che la pensi come Mauro, quindi indirettamente come me? E mi denigrato per niente? Tutto il casino che hai fatto? La pensi in un modo, oppure in un’altro? Oppure usi due pesi e due misure anche in questo?
    Indossare per forza casacche per sentirsi dal lato del giusto e non avere il coraggio di essere critici……o peggio non accettare di aver commesso un errore di giudizio o di aver mancato di rispetto all’opinione altrui….
    Il tuo comportamento è chiaro a tutti, hai strumentalizzato tu il mio intervento, solo per fare propaganda ad una causa che non è nemmeno tua, perchè non ne hai i contenuti.
    Questo fa riflettere me, fa riflettere i visitatori del blog e dovrebbe far riflettere anche te. Non serve che vada oltre…..ho detto anche troppo.
    E non serve davvero che tu mi risponda. Lasciami marcire nel mio livello basso e stai attento a non scadere al mio livello.
    Il livello di chi pensa e parla liberamente.

  175. …a brigante…brigante e mezzo!

  176. Bravisssimooo! Vai avanti così.

  177. …cercherò di fare del mio meglio!
    Grazie!!!

  178. Tritacarne De Magistris: chi risarcirà le sue vittime?
    (fonte:PANORAMA)
    Ristorante La Buvette di Catanzaro: è il cuore politico della città all’ora di pranzo. Il peperoncino abbonda, si parla a bassa voce, ma in un angolo la discussione sale fino a quando un anziano signore si alza, batte i pugni sul tavolo e grida: «Io non devo dire niente. Io sono Mariano Lombardi e lui non è nulla. La verità verrà a galla». Così il magistrato dell’accusa al processo per la strage di piazza Fontana, capo della Procura di Catanzaro per 40 anni, nel 2007 gridava a chi gli chiedeva di rispondere a Luigi De Magistris che lo accusava di avergli sottratto le inchieste Poseidone e Why not per tutelare i poteri occulti. Lombardi immaginava sarebbe stato rinviato a giudizio dai giudici di Salerno, come poi è avvenuto il 18 dicembre 2010. Lombardi voleva difendersi in aula, ma il 1° marzo è morto a 76 anni. Se n’è andato così uno dei protagonisti delle indagini dell’ex pm De Magistris, oggi eurodeputato dell’Idv e candidato sindaco al Comune di Napoli. Inchieste oggetto di dure polemiche e di guerre tra procure, finite nel nulla ma costate cifre colossali ai contribuenti. Dieci milioni il costo dell’inchiesta Why not, alcuni milioni quella di Toghe lucane, che il 19 marzo scorso è finita al macero con il marchio del gip Maria Rosaria di Girolamo: mancavano le prove e non c’era neanche la notizia di reato. «Gigineddu Flop» avevano ribattezzato De Magistris. Ecco che cosa dicono di lui sette dei suoi indagati.

    CLEMENTE MASTELLA
    Una delle prime vittime illustri di De Magistris è Clemente Mastella. Come ministro della Giustizia del governo Prodi, nel settembre 2007 chiede al Csm il trasferimento di De Magistris da Catanzaro e pochi giorni dopo il pm lo indaga accusandolo, nell’inchiesta Why not, di appartenere a un comitato d’affari formato da politici, imprenditori, servizi segreti e logge massoniche. Fra gli altri indagati Romano Prodi, all’epoca presidente del Consiglio. Nell’aprile del 2008 il gip Tiziana Macrì assolve Mastella, accogliendo la richiesta di archiviazione della procura generale, per la quale «mancavano assolutamente i presupposti per l’iscrizione e successivamente non sono sopravvenuti elementi nuovi». Mastella accusò De Magistris di avere usato la toga per arrivare alla politica e chiese i danni all’ex magistrato, che si barricò dietro l’immunità parlamentare. Come ha fatto di recente per un’altra querela ricevuta da una società che si occupa del restauro di Bagnoli.

    ENZA BRUNO BOSSIO
    Con l’inchiesta Why Not, De Magistris diventa una star del sistema mediaticogiudiziario. «È ormai chiaro che cercava il clamore per entrare in politica» dice di lui Enza Bruno Bossio, convinta che l’ex pm l’abbia coinvolta nell’indagine «per colpire mio marito Nicola Adamo, uomo di spicco della sinistra calabrese e all’epoca vicepresidente della giunta regionale guidata da Agazio Loiero». Manager in carriera, Bruno Bossio è la prima a essere indagata: De Magistris l’accusa di contatti con la loggia massonica di San Marino per dirottare fondi Ue. Nel gennaio 2011 viene assolta dal gup di Catanzaro Abigail Mellace: «Il fatto non sussiste». Il giudice accerta che la loggia San Marino non esisteva e nella sentenza scrive che le accuse erano basate su fatti «certamente e radicalmente insussistenti, essendo il frutto di una di quelle tante, troppe, eclatanti rivelazioni che alla fine delle indagini non hanno trovato alcun conforto probatorio». A 53 anni, Enza Bruno Bossio si ritrova disoccupata e «mantenuta dal marito». Le resta l’impegno nella direzione nazionale del Pd, dove conduce una battaglia quasi solitaria per una giustizia giusta.

    ANTONIO SALADINO
    Tutti gli indagati di De Magistris dicono di avere sofferto «la gogna mediatica». Antonio Saladino, presidente della Compagnia delle opere in Calabria dal 2007 al 2010 e principale imputato di Why not, dopo avere contato 3.500 articoli a suo carico e 30 ore di televisione, ha querelato una trentina di giornalisti. Assolto dalle accuse di violazione della legge Anselmi, associazione per delinquere, truffa e frode nelle forniture pubbliche, è stato condannato a due anni per concorso in abuso di ufficio: «Ma non è stato individuato quale fosse l’abuso né chi l’avesse compiuto» dice Saladino, convinto che in appello sarà assolto. E ricorda che il gup Mellace ha mandato al pm le deposizioni della principale teste d’accusa, Caterina Merante, e di un collaboratore di De Magistris, per indagare su presunte irregolarità. «I politici mi segnalavano chi aveva bisogno e presto la gente cominciò a rivolgersi direttamente a me. Ho dato lavoro a 10 mila persone, ma mi avevano avvisato: “Attento, così rompi la catena del bisogno”» dice Saladino, ricordando che la sua società di lavoro interinale, la Need, 480 mila euro di fatturato annuo un tempo, ormai è defunta. Gli resta una fabbrica di caramelle, ma intanto ha dilapidato 140 mila euro in spese legali. «Soffro di ansia, i miei familiari si sono ammalati e a mio padre è venuto il cancro. Molti mi hanno voltato le spalle, anche in Comunione e liberazione. Cosa ho sbagliato? Sono stato un sognatore: pensavo di poter cambiare la Calabria».

    FELICIA GENOVESE
    Felicia Genovese era il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Potenza; suo marito Michele Cannizzaro era il direttore generale dell’Ospedale San Carlo: nel 2007 De Magistris li accusa di far parte di un comitato d’affari con alti magistrati, ufficiali dei carabinieri e imprenditori. Lei viene trasferita a Roma, come giudice, suo marito si dimette dall’incarico e torna a fare il medico. Il 19 marzo 2011 il gip di Catanzaro Maria Rosaria di Girolamo archivia l’inchiesta per i 30 indagati di Toghe lucane: «Manca il carattere fondamentale dell’esistenza di un accordo criminoso volto a perseguire uno scopo comune» scrive il giudice, che definisce «insussistenti » le accuse. «Mia moglie» racconta Cannizzaro «era la bandiera dell’antimafia in Basilicata. Per 15 anni ha avuto la scorta, era stata minacciata. Quando è stata mandata a Roma, per due anni è tornata tutti i weekend a casa, da sola, in pullman, per stare vicina a nostra figlia che aveva 16 anni».

    MICHELE CANNIZZARO
    «I miei figli si vergognano a uscire» spiega il marito di Felicia Genovese: «Il maggiore era avvocato a Bologna, ma è tornato a casa per starmi vicino». Non si dà pace l’ex manager di un ospedale modello per il Sud che si è visto la carriera distrutta da «un pm missionario divenuto famoso sulla nostra pelle»: «Ero un bravo direttore generale, avevo dimezzato la migrazione sanitaria da questa regione». Ai Cannizzaro l’inchiesta Toghe lucane è costata «quattro anni di vita passati a spulciare carte giudiziarie e diverse centinaia di migliaia di euro tra spese legali e altro. Ma non è nulla rispetto all’onta che abbiamo subito. Io sono cattolico e sono pronto al perdono. Ma certe ferite non si dimenticano».

    VINCENZO VITALE
    L’imprenditore Vincenzo Vitale, titolare di un resort di lusso a Marinagri di Policoro (Matera), per De Magistris era stato favorito dal comitato d’affari di Toghe lucane. Ma il gip di Girolamo lo ha assolto perché, malgrado «l’enorme mole di materiale probatorio», l’impianto accusatorio è «lacunoso», tanto da poter affermare senza dubbio «l’insussistenza della fattispecie penale ipotizzata». «De Magistris appartiene al passato, saranno gli avvocati a occuparsi di lui» spiega l’imprenditore, che non ha intenzione di perdonare i danni subiti: «12 milioni di danni reali, il cantiere bloccato per due anni e mezzo. Prima dell’inchiesta, con l’indotto avevamo 2 mila lavoratori. Ora siamo ripartiti, c’è lavoro per 500 persone, abbiamo realizzato il 40 per cento del progetto, ce la faremo». Ma non è tutto: a Policoro si è costituita l’associazione Vittime di De Magistris, composta da lavoratori e imprenditori che hanno subito gli effetti collaterali dell’inchiesta.

    GIANCARLO PITTELLI
    Di cause civili contro De Magistris oggi parla anche il senatore Giancarlo Pittelli del Pdl. Fu indagato nell’inchiesta Poseidone, poi fu prosciolto, e ora è a giudizio a Salerno dove l’ex pm lo ha denunciato perché avrebbe agito per fargli togliere le sue inchieste a Catanzaro: «Di fronte all’ennesimo fallimento» dice «De Magistris lamenterà ancora complotti dei poteri occulti. Ma le sue inchieste vanno lette tutte insieme. E prima o poi capiremo perché sono nate».

  179. L’inchiesta Why not? Un fiasco da 9 milioni firmato De Magistris

    La madre di tutte le inchieste ha partorito un’inchiesta senza capo né coda, «un’affascinante rappresentazione di inquietanti realtà occulte di poteri superiori». É la celeberrima «Why Not», istruita dall’ex pm catanzerese Luigi De Magistris, oggi parlamentare Idv, immaginata per abbattere il malaffare calabrese costituito da una sorta di Spectre sovrastrutturale – per dirla con l’ex portavoce della Marcegaglia – collegata a politici corrotti, avidi imprenditori, servizi deviati, massoneria occulta, toghe colluse. Un flop investigativo che portò alle dimissioni dell’allora Guardasigilli Clemente Mastella, alla caduta del governo Prodi, allo scontro fra le procure di Salerno e Catanzaro, alla carriera politica della toga che non voleva fare politica. Un procedimento che stando alle 944 pagine di motivazioni della sentenza emessa dal gup Abigail Mellace ha cercato solo la pubblicità dei media puntando sempre più in alto senza perseguire, dal basso, quei reati addebitabili al consorzio Brutium e alla società Why Not che risultavano solari sin dalle primissime fasi delle indagini preliminari. Un fiasco, insomma, che è costato all’erario decine di milioni di euro (9 solo in consulenze) e che ha procurato danni gravi a oltre 150 persone indagate e sputtanate a mezzo stampa, alle 34 al dunque rinviate a giudizio, alle 26 assolte. Tanto rumore per nulla: 8 condanne, e basta.

    IL CLAMORE DEI MEDIA E LA VERITA’ TELEVISIVA
    Leggiamole, dunque, le pagine che disintegrano l’operato di Luigi De Magistris. Per il gup Mellace l’inchiesta Why Not è figlia dell’enorme «risalto mediatico che il procedimento ha avuto soprattutto nella fase delle indagini preliminari e che ha portato alla ribalta nazionale i suoi principali protagonisti divenuti nel frattempo veri e propri personaggi pubblici televisivi di grande notorietà». Ciò ha condotto, inevitabilmente, «a una distorta e infedele rappresentazione dall’esterno delle reali e obiettive risultanze delle fonti di prova». Un clamore che ha offuscato le finalità di un’inchiesta giustamente «salutata come la prima condanna di un sistema politico che mirava alla realizzazione dei propri interessi» collegati all’accaparramento illecito di fondi regionali. L’obiettivo iniziale, insiste il gup, «nel corso delle indagini è stato abilmente seppellito da chi aveva interesse a farlo, sotto una miriade di dichiarazioni, propalazioni, coraggiose rivelazioni volte a rappresentare la molto più avvincente, inquietante “televisiva” realtà di associazioni segrete, logge deviate, congiure di palazzo, accordi clandestini che dapprima operavano occultamente per monopolizzare la gestione degli appalti e delle risorse e che poi, a indagine avviata, tramavano per distruggere ed annientare da un punto di vista economico e di credibilità chi aveva avuto invece il coraggio di denunciare la realtà del malaffare».

    LA SPECTRE SOVRASTRUTTURALE
    L’ipotesi investigativa, tirate le somme, «non ha trovato alcun conforto probatorio essendo stato sconfessata già nella fase delle indagini preliminari» ed anzi «ha impedito di analizzare con la necessaria obiettività i vari e inconfutabili elementi di prova che emergevano sin da subito» nei confronti degli appalti e dei progetti concessi a Brutium e Why Not «in palese violazione di legge». Il panorama della Spectre transnazionale immaginato dall’ex pm «dopo anni di lunghe e costose indagini» non ha trovato «alcun conforto probatorio essendo stato sconfessato già nella fase preliminare».

    DUE SUPERTESTIMONI «INCREDIBILI» E INATTENDIBILI
    E che dire, poi, del testimone Giuseppe Tursi Prato i cui racconti appaiono «incredibili», «inconsistenti», finalizzati «a ottenere un beneficio personale», indirizzati a colpire alcuni magistrati che avevano redatto la sua condanna. E di Caterina Merante, supertestimone e architrave dell’inchiesta Why Not, indagata al contempo dalla procura di Paola?

    PSICOFARMACI AI DIPENDENTI E L’ASSE COL MARESCIALLO
    Il gup ha trasmesso gli atti alla procura generale per il mendacio e per l’«incredibile rapporto personale e confidenziale» col maresciallo che le è stato sempre vicino. «Un rapporto che ha inciso pesantemente sulla modalità di conduzione delle prime indagini, inquinando in modo irreversibile la genuinità di importanti risultanze investigative, rendendole radicalmente inutilizzabili». La signora voleva passare per debole «e soggiogata», quand’invece al telefono (intercettato) «coltivava una serie di rapporti con tutti quei soggetti che potevano, anche inconsapevolmente, coadiuvarla nel suo progetto».

    VERBALI SCOMPARSI MAI REDATTI O MODIFICATI
    Soggetti come il sottufficiale dell’Arma che per «gli atti più delicati» si affidava completamente a lei «attenendosi in primo luogo agli ordini della testimone e cercando, a tutti i costi, di trovare elementi di conferma della credibilità del suo narrato (…)». Di più. «La informava pedissequamente sugli sviluppi delle indagini», e la stessa «indicava al maresciallo i nominativi e gli indirizzi dei soggetti nei cui confronti dovevano essere dirette le investigazioni». In un caso un verbale della Merante non risulta mai redatto. In un altro «è stato completamente modificato, con l’aggiunta di fatti, dichiarazioni, precisazioni che spesso modificano completamente il significato delle prime dichiarazioni». Concludendo: «L’intero castello accusatorio della Merante è crollato in toto», ed è crollato anche il riferimento alla suggestiva loggia segreta di San Marina piena di «fratelli» politici. «Le dichiarazioni della Merante sono state ritenute inattendibili, non solo in quanto intrinsecamente incredibili, ma perché smentite dagli esiti delle attività investigative di riscontro compiute dagli inquirenti». Come quelle che attribuivano al feroce Saladino, al secolo Antonio Saldino, superiore gerarchico della Merante in Why Not, considerato da De Magistris il vero dominus dell’inchiesta, il ruolo di procacciatore di psicofarmaci da somministrare ai dipendenti. I quali, presi a verbale, hanno ovviamente smentito.

    LE INTERCETTAZIONI INUTILI PER IL REATO «ASSOCIATIVO»
    Come se non bastasse anche la contestazione del reato associativo cavalcata da De Magistris, basata su migliaia di intercettazioni telefoniche, è miseramente crollata: «Le risultanze captative – chiosa il gip – non forniscono alcuna prova dell’esistenza del sodalizio descritto al capo uno (riferito, appunto, all’associazione per delinquere, ndr) non ricavandosi dai colloqui intercettati la dimostrazione degli elementi costitutivi oggettivi di una qualsivoglia associazione dotata dei requisiti minimi strutturali previsti dall’articolo 416 bis». Se è vero che Saladino aveva rapporti coi politici che gli chiedevano posti di lavoro, è anche vero che ognuno di loro sollecitava assunzioni a titolo personale, senza dare nulla in cambio e soprattutto senza far parte del medesimo gruppo di potere ipotizzato e perseguito dal pm Luigi De Magistris.

  180. fonte precedente. IL GIORNALE.IT

  181. Si, si la stessa obiettività di Emilio Fede, Augusto Minzolini, Alessandro Sallusti e Maurizio Belpietro messi assieme! …ah, c’è pure Mulè…quello di Panorama… e, se vuoi ci metto pure Giuliano Ferrara!

  182. Finirà, finirà tutto con la caduta del Duce di Arcore… soffriremo ancora… ma poi finirà!

  183. Certo, vecchia tecnica, per difendere e giustificare i propri idoli si infangano altri. Ma ci può stare, se si ammette che ognuno a le proprie responsabilità (cosa difficile da digerire per un ultras come te). Solo che ti credevo più onesto intellettualmente (o almeno speravo fino all’ultimo, anche se non ne hai dato prova). Comunque, spero proprio che finisca tutto come dici tu……niente più dittattori…..niente più falsi moralizzatori…….
    Perchè non mi pare che Tonino Di Pietro sia molto democratico nel suo partito, quindi spero che eliminando un dittatore non ci si ritrovi con altro tale e quale, solo che è meglio per te perche del tuo partito. In quanto a De Magistris, difenderlo e ritenerlo un puro e solo da bambini prosuntuosi. Continuo a sostenere che ormai il suo gioco è chiaro: fare tanto trambusto da magistrato per mettersi in luce per poi approfittare della notorietà raggiunta per fare il politico, alla faccia di quei magistrati che seriamente e nel rispetto dell’autorevolezza del ruolo che occupano, delle istituzioni e delle leggi, offrono nell’anonimato un servizio alla giustizia e al paese…..E poi de Magistris mi cade sull’immunità, questo briccone. Mi dispiace che continui a non ammettere la delusione. I dittatori prendono il potere grazie agli ultras come te. Infatti i berlusconiani difendono berlusconi a spada tratta come fai tu con il tuo leader. E allo stesso modo il secolo scorso tanti italiani inneggiavano al duce come all’uomo della provvidenza contro la politica balorda. I risultati li conociamo tutti.
    Pensaci Giovannino

  184. Sai qual è la cosa più bella? Che non ho mai votato IdV e IdV non è assolutamente il mio partito!
    Pensa un pò quanti discorsi vani…!

  185. E allora: o non hai votato mai perchè sei minorenne (e forse sppiega tutto), oppure cerchi solo di mischiare le carte in tavola e ti nascondi. Tutto è parso, tranne che non sei dell’IDV e se così fosse l’avresti detto prima, non adesso, che così puzza di bugia. Certo, ancora, dopo tanti discorsi vani, non ci riesci proprio ad essere obiettivo e quando si attacca De Magistris ti si rizzano le orecchie e lo difendi o svii la questione. Neun discorso costruttivo, solo retorica e accanimento. Questo si vede dai tuoi interventi, uno ad uno. E’ proprio odio quello che covi dentro e con l’odio non puoi costruire nulla di buono, fatti pregare. Libero di votare chi vuoi, ci mancherebbe, ma i discorsi vani, fino ad ora, li hai innescati tu, rispondendo ad interventi altrui come se ti toccassero in prima persona. Se ritieni che sia il caso, evita per un po’ di scrivere e rispondere e lascia gli altri liberi di non penarla come te, oppure se ci riesci confrontati con gli altri, anche se non la penano come te o non ti danno ragione, ma confrontati sul serio……….questo sarebbe un buon inizio per abbattere le dittature, visto che ci tieni tanto. Ma forse faccio discorsi vani perchè parlo con il muro.
    Buona serata e fai il bravo.

  186. “Io, la massoneria e gli appalti”

    Parla il geologo Barbagallo

    di Antonio Condorelli

    “Cosa sono gli scuri che girano all’orecchio?”. Una domanda che non è proprio come le altre fatte dai pm di Iblis al geologo Giovanni Barbagallo. È contenuta nel secondo interrogatorio del 16 aprile, frutto dell’ascolto di ore e ore di intercettazioni in carcere che Livesicilia è in grado di svelare. “Io sono massone – dice Barbagallo – ma sono ‘all’orecchio’, nel senso che la mia affiliazione non è nota. Con altro termine si dice che sono ’spurio’”.

    Davanti ai pm Barbagallo esclude che ci siano altri indagati massoni in Iblis, per lo meno “massoni all’orecchio”. Ma subito dopo lascia il dubbio, visto che afferma che se ci fossero stati non avrebbe potuto conoscerli: “Quando si è massoni all’orecchio – spiega – non ci si conosce uno con l’altro e ci si presenta con un saluto particolare, ossia stringendosi la mano due volte”.

    Poi il racconto di grembiulini e riti di iniziazione. “Il mio referente diretto – spiega Barabagallo – è stato il dottor Salomone, un politicante di Palermo forse originario della provincia di Agrigento, che ho incontrato fino a circa dieci anni fa. Io mi sono ‘affiliato’ quando avevo circa 40/44 anni. Salomone l’ho conosciuto a Palermo in quanto volevo essere nominato al Cru (Consiglio regionale urbanistico ndr) e si trattava di una persona vicina al Partito Socialista e, segnatamente, vicino all’onorevole Placenti. La mia nomina al Cru non avvenne”.

    Nella sua affiliazione Barbagallo non avrebbe partecipato “a nessun rito per entrare in massoneria, né ho partecipato mai a riunioni tra massoni”. Poi aggiunge che “è vero che io ho sperato che tramite i fratelli massoni potessero risolversi i miei problemi giudiziari, anche se in realtà non ho neanche tentato di prendere contatto con nessuno di essi”.

    da LiveSicilia

  187. La massoneria è un ordine iniziatico che ha per scopo il “perfezionamento dell’individuo”. Tale definizione viene spesso modificata sostituendo “uomo” (o talvolta “umanità”) alla parola “individuo”, portando così la finalità della massoneria a una dimensione sociale e collettiva in genere, anziché puramente individuale.

    Secondo me barbagallo mente.

  188. Su facebook gira la lettera di arnone (Pd) che afferma che il nostro riccardo viviani e incopatibile alla carica di consigliere della Camera di commercio di Agrigento perche condannato dal tribunale perche eveva rubato dei soldi alla stessa??????????????????????????????

  189. …qui invece faccio un enorme plauso al Cons. di Agrigento, Peppe Arnone, per aver portato a galla questa vergognosa vicenda legata al nostro compaesano Riccardo Viviani. Per fortuna si è riusciti, seppure fin troppo tardi, ad evitare un’altro scempio di legalità!

  190. Idv, L’incoerenza di Antonio Di Pietro – di Leonardo Cecca

    Il leader dell’Italia dei Valori, durante la sua carriera politica, ha talvolta “raccontato un sacco di storielle, tutte diverse l’una dall’altra”

    di Leonardo Cecca

    Da un po’ di tempo qualche quotidiano non fa altro che attaccare Di Pietro, vuoi per le sue folcloristiche uscite, vuoi per i suoi proclami. Non si può non sostenere che il Tonino molisano sia pieno di contraddizioni nelle parole e nei fatti. Ne cito alcune a memoria: quando era Ministro sostenne che manifestare contro il Governo era reato, ma poi, caduto il governo di cui faceva parte, si è dedicato ad organizzare le adunate nelle piazze e ad attaccare il Capo dello Stato e il Capo del Governo comprando persino pagine sulla stampa estera per denigrare il nostro Esecutivo.

    Ha cercato anche di tenere nascosta la sua sospensione dall’Ordine Forense per “violazione del codice deontologico”, sicuramente una nota negativa per un uomo di legge e di governo.

    Si è battuto contro l’immunità parlamentare, ma poi si è scoperto che zitto zitto, quatto quatto, è ricorso, ottenedola, all’immunità parlametare di Bruxelles.

    Ha raccontato un sacco di storielle, tutte diverse l’una dall’altra, su come venne a sapere di certe intercettazioni telefoniche e del fatto che Mautone era indagato; inoltre non ha mai chiarito se conoscesse o no quest’ultimo.

    Nel 2007, da ministro disse “non vi è cosa più urgente della sicurezza dei cittadini, specie per colpa della criminalità conseguente all’immigrazione clandestina”; poi nel 2009, dall’opposizione, si espresse con queste parole: “questo Governo vuole trasformare il nostro paese in un paese dell’intolleranza, un paese fascista, xenofobo, razzista”.

    Non entro minimamente nelle storia amministrativa tra Associazione Idv e Movimento dell’Idv: ci sono procedure giudiziarie in atto ed è bene astenersi da ogni commento.

    Ora Il Giornale ha lanciato la “storiella” dei servizi segreti; sarà sicuramente una bufala, ma le cose a questo punto sono due: o Di Pietro manca di coerenza, oppure i media per puro sporco gioco politico raccontano un sacco di fandonie. A questo punto Di Pietro, assiduo frequentatore del piccolo schermo, perchè non dedica una serata, senza l’appoggio dei suoi compari, per mettere a nudo queste questioncine? Sarebbe un bene per tutti e soprattutto per il suo partito.

    A proposito di chiarimenti, ai primi di settembre il signor Badagnani, tramite La Cronaca di Piacenza, fornì un lungo elenco di esponenti nazionali dell’Idv, attinti da internet, che risultavano indagati per corruzione: la segreteria provinciale del partito garbatamente rispose che era all’oscuro del problema e che aveva chiesto delucidazioni alla segreteria nazionale. Sono passati vari mesi e non mi sembra che delucidazioni siano state fornite. A questo punto mi viene il sospetto che all’Idv per comunicare usino ancora i corrieri che vanno a piedi oppure i colombi che sfortunatamente sono finiti in qualche carniere.

    Leonardo Cecca – Italia chiama Italia

  191. …se tanto mi dà tanto!!! il Signor Leonardo Cecca… che continuo a non sapere chi sia (…ma è una mia ignoranza, sia chiaro!). Dicevo, con una rapida ricerca, ho scoperto che il Sig. Cecca scrive illuminanti articoli… solo per fare un esempio ne riporto di seguito uno in cui dice che l’inquinamento non esiste è solo complottismo dei soliti catastrofisti!
    …se tanto mi dà tanto!

    Inquinamento e clima – di Leonardo Cecca

    “Nelle città un grosso problema è costituito dalle polveri sottili…”

    Vorrei entrare in punta di piedi sull’argomento “inquinamento e clima” per non intaccare la suscettibilità altrui.

    La questione del clima e dell’inquinamento a qualcuno fa fare le capriole per le risate, ad altri toglie il sonno. Ultimamente anche le sublimi menti dell’ONU hanno sentito il bisogno di riunirsi per discutere seriamente su tali problemi con lo scopo di scongiurare l’imminente fine della Terra, di anno in anno sempre rimandata. Risultato di cotanto assembramento di cervelli: caterve di auto di servizio, utilizzo di aerei da far impallidire il ponte aereo di Berlino, denaro buttato al vento, chiacchiere inutili e nessun provvedimento serio. C’è da chiedersi quale obiettivo dovevano raggiungere se i dati forniti dall’ Ipcc (Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico) non sono mai stati veritieri, ma truccati ad arte al fine di giustificare l’esistenza di tale Ente ed i cospicui flussi di denaro che richiede. Non ho ancora capito con quale metro viene misurato il ghiacciaio Petito Moreno, forse è un metro elastico perchè a volte si sostiene che aumenta, altre che rimane pressochè invariato. Quello dei soloni del clima, però, ci dice sempre che dimiunuisce a vista d’occhio. Chi ci capisce è bravo. Ora bastano due giorni caldi oppure freddi per affermare che c’è in atto un drastico cambiamento climatico. Mi sembra di ricordare, però, che, se sulle Alpi ci fosse stata la neve di questi ultimi anni, Annibale per attraversarle avrebbe dovuto usare gli elicotteri. Accettiamo i cambiamenti che il Sole e la Terra ciclicamente ci danno e smettiamola con gli allarmismi. Smettiamola soprattutto con soluzioni energetiche da sballo come quella che sfrutta la differente salinità dell’acqua dei fiumi in corrispondenza della foce. Solo per fare un impianto che potrà, se tutto va bene, fornire da 2 a 4 Kw, una semplice casa come minimo ha un contatore da 3 kw ,la spesa è di soli 15 milioni di euro, non 15 bruscolini. Quando si parla di energia nucleare gli ecologisti tutti puntano il dito sulla spesa, ma mai che si soffermino un po’ su quanto costi un impianto a energia osmotica, uno a pannelli fotovoltaici, che hanno una durata media pressochè idendica a quella necessaria al suo ammortamento, esclusi gli oneri manutentori: i pannelli esausti, poi, che fine fanno? Molti dicono che il silicio monocristallino con cui sono fatti è tossico, altri non si esprimono e quindi non tolgono i dubbi. Per quanto riguarda l’energia eolica dobbiamo ammettere che i risultati ottenuti nel nostro paese sono oltremodo deludenti. Solo qualche impianto nel mondo ha dato i risultati sperati, ma in compenso ottimi risultati li hanno avuti le ditte costruttrici.

    Nelle città un grosso problema è costituito dalle polveri sottili. Pare che se ne debba attribuire la responsabilità ai suv ,considerati troppo inquinanti ed ingombranti: forse una berlina di media cilindrata vecchia di 5 o 6 anni inquina ed ingombra di meno? La sicurezza che un suv offre è di poco conto? Non tenedola in considerazione come elemento primario mi sembra solo una miopia. Il progresso comporta anche qualche disagio e qualche “balla”, come quella dei danni causati dai cellulari per poi scoprire che forse sono persino utili per alcune patologie. A questo punto le cose sono due: o viviamo tranquilli utilizzando con oculatezza le risorse che ci fornisce madre natura senza paventare catastrofismi a iosa, oppure lasciamo perdere gli elettrodomestici affamati di energia, lasciamo perdere le lampade, il riscaldamento anche se alimentato a legna, in quanto si distruggono i boschi, e impediamo ai mezzi di locomozione a motore di entrare nei centri abitati: tutti con i pattini, con le bici e per i più fortunati i risciò. Per quanto riguarda i trasporti che si ritorni all’impiego dei carri trainati dai quadrupedi. Via anche quello schifo dei camion impropriamente chiamati TIR. Ci si guadagnerà in salute ed anche con il portafogli.

    Leonardo Cecca – Italia chiama Italia

  192. Se tanto mi da tanto, uno che contesta le strategie di una congreca massonica come l’ONU, cosa che è risaputa, e i suoi piani di governo mondiale, per me non può che essere lodato.
    Grazie a giovanni e all’autore del post precedente per avere fatto conoscere meglio questo leonardo cecca. Ciò che dice mi incuriosisce e approfondirò.

  193. a dire cretinate non ci vuole molto… e ce ne sono già tantissimi in giro… va beh, uno più uno meno!

  194. Ed il solito Giovanni “sotuttoio” alias “dicosolocosegiusteioequellichelapensanocomeme” , non perde l’occasione per offendere, anzichè aprire un confronto costruttivo.
    Ha cominciato a stufare!
    Candidati alle prossime elezioni così almeno ci metti la faccia………persona per bene.

  195. Thank you… anonimo!

  196. ma insomma è possibile che dobbiamo assistere alla televisione al presidente del consiglio comunale di menfi che si fa pubblicità con la raccolta campagna contro il nucleare sbandierando il simbolo dell’IDV.
    Ancora dobbiamo assistere a questa oscenità. Ma all’idv nazionale certo lo sanno che lui che si preoccupa per i rischi dell nucleare, voleva mettere l’inceneritore con qualche suo compare a menfi.
    Lo sanno, lo sanno, non possono non sapere.
    Eppure questo è sempre in prima linea.
    Enzo buscemi, lo hai capito che è meglio che torni con menfivive senza questo partito che fa mettere la faccia a certi personaggi?

  197. Cosa è successo?
    Prima CENSURATO, poi LIBERATO?
    Se qualcuno si è sentito offeso dal post, mi dispiace.
    Se ha offeso la sensibilità di qualcuno vi autorizzo a cancellarlo definitivamente.
    Se volete rimuovetelo.
    Tanto la gente due conti comincia a saperseli fare, da un pezzo.
    Grazie per la possibilità di libera espressione.

  198. …hai perfettamente ragione, io penso che sia necessario ai referendum partecipare e far partecipare.
    Non necessariamente bisogna segnare il si, perchè c’è il rischio che qualcuno (siminseros) si intesta lui il risultato.
    Perchè sull’acqua ha fatto tutto lui, sul nucleare idem, sul leggitimo impedimento idem con patate.
    ….pietoso!!!

    in piccolo qui c’è un aspirante scilipoto
    Idv ormai è inflazionato, forse sarebbe il caso di prendere in considerazione il movimento a cinque stelle di grillo, come e successo in altre realtà all’ultima tornata elettorale.

    con l’auspicio di non trovarcelo tra le p……..e anche lì!!

  199. Forse tutti lo sapevamo, il canone della spazzatura doveva aumentare del 19%, Enzo Buscemi lo aveva detto nel suo comizio, oggi con l’arrivo delle prime bollette ne abbiamo avuta la conferma. Mi chiedo ma come con tutta la raccolta differenziata che facciamo i costi, sono aumentati? In tutti gli altri paesi dove viene fatta la raccolta differenziata il canone diminuisce e a Menfi Cresce.

  200. Tutti a votare !!! Tutti a votare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    4 SI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  201. …alle 19:00 ha votato il 30,5% dei menfitani!!! …continuiamo così!

  202. …e alle 22:00 siamo al 49,5%… siamo già alle soglie del quorum!!! Bravi i menfitani!

  203. 72,57% risultato straordinario!!!

  204. Penso che i cittadini di Menfi abbiano votato anche per un’altro si non scritto. Troppi votanti questo e’ un segnale chiaro di cambiamento, e’ inutile che il sindaco , l’amministrazione e tutti i consiglieri comunali vogliano cavalcare questo grande successo, il messaggio per loro e’ “ANDATEVENE A CASA”

  205. Tracina, credo che la tua sia una libera interpretazione che vada molto oltre. Il messaggio, per me che ho votato, è “ACQUA PUBBLICA”, “NO LEGITTIMO IMPEDIMENTO”; “ENERGIA PULITA”. Questa era la scelta che ha vinto. Poi mi è sembrato strano vedere i “lotaiani” comiziare per l’acqua pubblica e fare campagna nel referendum, visto che loro qualche anno fa volevano la privatizzazione dell’acqua.
    COse da non credere e noi cittadini ci facciamo pigliare per il culo così, di facci e facci.

  206. Hai perfettamente ragione TONY perchè i consilieri del pd che sono stati contro l’aqcua privata per il referdum di ora, in passato col sindaco Lota volevano privatizzarla perche’ gli conveniva e dovevano sistemare qualche parente amico elettore come anno fatto alla sogeir che sono entrati amici e amici di amici.
    Vergogna laqua pubblica e’ una volontà del popolo e dei menfitani e non dei partiti che ci prendono per i fondellli e fanno finta di fare l’interesse del popolo a convenienza e acchiananu ni lu carru chi vinci.
    W menfi

  207. Ma il PD in verità non ha cambiato idea: Leggete bene qui…

    http://www.camelotdestraideale.it/2011/06/13/niente-piu-privatizzazione-acqua-pd-la-vuole/

  208. a menfi, oggi ci sono le condizioni perchè si realizzi un cambiamento generazionale della classe politica.
    Senza voler dare giudizi su chi ha amministrato, e su chi amministrara, non è scritto a nessuna parte che chi ha avuto un ruolo politico ne tenta di fare una professione, appunto il politico di mestiere.
    A milano pisapia a mandato a casa la macchina di guerra dei moratti& C.
    A napoli de magistris ha vinto contro tutti,………………………e a menfi?
    a menfi c’è il rischio che idv, dia la patente di verginello della politica, per esempio, così un socialista ritorna a fare il sindaco, per esempio.
    che ci azzecca un socialista con idv, continua ad essere un mistero.
    ma non hanno capito che il vento è cambiato?

  209. é bene parlare di cose serie e concrete, non i soliti chiacchericci su massoni e/o fratelli. Non sia detto mai che anche questo non sia un argomento serio, anzi lo è eccome…..ma qui non risolverete alcunché….con il dico e non dico.

    Concretezza su urgenze per le quali è presente parecchio malcontento da parte dei cittadini. In poche parole, me ne frego se il tizio è massone o meno, per intanto resta sempre un politico o un funzionario pubblico, è tale io lo chiamo e sempre lo chiamerò. Ciauto sempri n’capu lu cozzu…e appena sbaglia o fa furbu…vastunati sempri n’da lu cozzu, ma di tutti…si no nun cancia nenti. Devono vergognarsi questi signori per le cose che fanno…e la vergogna sortisce il suo effetto quando a pesarla son tanti e ancor più occhi limpidi e tante e ancor più menti lucide e critiche.. Persone libere.

  210. chi sono i massoni al consiglio comunale?

  211. Inycon o menfisch?

    Tutti diranno della grande riuscita della festa,che un osservatore distratto potrebbe anche affermare.
    In realtà inicon ormai tutto è tranne una grandiosa manifestazione
    Quando a seguire la manifestazione c’erano 38 giornalisti accreditati, quando i spettacoli erano curati da valerio festi, quando una città era parte attiva della manifestazione.
    E’ vero come tutti gli eventi, hanno un momento di alto spessore,e poi giù in caduta libera, caduta che già all’epoca del siminzeri, che poi è continuata inesorabilmente.
    Insomma per dirla alla tinturia una bella botta fresca………….. e meno male che li h’aveva appena, assunti per la prossima campagna elettorale………..
    Lo stile non è acqua fresca, lo stile è stile, mi sorprende come la cantina sostiene tutto questa grande approssimazione, tutto questo dilettantismo.!!!!!!!!!
    Ai osservatori attenti, non è sfuggito che sbagliati erano gli spazi di degustazione, in mezzo alla piazza, come se mancavano spazi idonei, poi affidare la gestione ai palermitani, come se a menfi in questi anni dalla prima edizione fino alla 11-12 non si era riusciti a farla …………e anche bene.
    Poi geniale è stata l’idea di sostituire i spettacoli unici di valerio festi, o anche se vogliamo del bravissimo bondì , con i gruppi musicali, insomma se l’obiettivo era di trasformarla in una festa paesana, l’obiettivo raggiunto, ma solo questo, insomma l’ambizione sembra quella di fare la concorrenza al comitato della festa si San Giuseppe………….
    Una volta c’era un paese in festa, oggi ci sono stati i palermitani che hanno fatto la festa alle casse comunali e anche dei malcapitati ospiti ………..
    ………………….A, a proposito quanto è costata la festa?
    Perché consigliere buscemi (Dott. Buscemi) non si fa un bilancio sui costi benefici, magari con il confronto con le edizioni precedenti( si potrebbe fare dare una mano del consigliere romano, per esempio)
    Un ultima cosa, dott buscemi, un messaggio per saverio , non il capotreno, l’altro saverio che era impegnato a catania con l’mpa. Gli può chiedere “Save, in consiglio qualche tempo fà, avevi detto, rivolgendoti ai assessori tecnici “ voi siete impiegati del consiglio comunale, non dimenticatelo,…….. mai” non pensi che l’abbiano dimenticato? Non pensi che sia necessario ribadirlo?
    Dall’ing atomico-spaziale, all’ assessore dei B&B, al torbito, (lifaccitorbiti)!!! fanno affairi alla grande, meno male che erano soli dei semplici impiegati del consiglio.
    Insomma perché si ostinano a chiamarla Inycon?
    Non sarebbe meglio chiamarla Menfisch 2, la vendetta dei pesci cani?

  212. La solita solfa, le solite insinuazioni, le solite accuse nel mucchio.
    Non si può però passare la vita a spargere accuse e criticare tutto e tutti con pesanti insinuazioni.
    Certo, si potefa fare meglio, ma i costi?
    In passato per inicon si sperperavano denari (che in cassa c’erano) per una festa che aveva lo stesso ritorno di adesso. Ora penso che si faccia quel che si può con poche risorse. Ripeto, si può fare meglio, ma ostinarsi ad affermare i luoghi comuni che gli amministratori fanno affari è ormai noioso pure sentirlo.
    Era bello fare la festa quando il sig. Festi si ammuccava centinaia di milioni di lire per venire a fare le prove generali del festino di santa rosalia?
    Sul fatto che è diventata una festa di paese….forse è vero, ma la maggior parte dei menfitani pare che voglia questo……è il popolo ha sempre ragione (forse).

  213. http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:bnaQjqi5QVAJ:menficambia.net/page/29/%3Farchives-list%3D1+eco+card+a+menfi&cd=7&hl=it&ct=clnk&gl=it&source=www.google.it

  214. Con la differenziata si risparmia??????????????????????????????

    http://www.youtube.com/watch?v=qaWd0rOm7Y8

  215. I cittadini Menfitani non sono virtuosi , visto l’aumento della tassa dei rifiuti.

    http://www.youtube.com/watch?v=ZdXDNn4Iv4w

  216. La sogeir chiede e il comune dispone.

    Numero Pubblicazione 1105
    Anno Pubblicazione 2011
    Mittente COMUNE DI MENFI – SETTORE FINANZIARIO E TRIBUTI
    Tipo Atto Determina
    Tipo Atto Interno Determinazione
    Numero Atto 54
    Oggetto Atto Approvazione ruolo ta.r.s.u anno 2010- fornitura 2030 del 14 aprile 2011
    Data Atto 16/05/2011
    Data Inizio Pubblicazione 18/05/2011
    Data Fine Pubblicazione 02/06/2011

  217. ditemi che non e’ vero….gianni celeste per san giuseppe….

  218. Grande problema gianni celeste. Beato te.

  219. ma perchè non parliamo del fatto che stanno per realizzare un inceneritore di biomasse alla cantina zitto tu zitto io?

  220. I problemi dell’Italia e degli italiani??? “Il Giornale” di casa Berlusconi ha trovato la causa di tutti i mali! Ed ha sbattuto il mostro in prima pagina! (oggi 10 luglio). Con un’inchiesta dal titolo “Ecco dove buttano tutti i nostri soldi” …adesso è chiaro che è tutta colpa della Valle del Belice!!! Mi chiedo se i sodali di Berlusconi residenti nella Valle del Belice non hanno proprio nulla da eccepire… On, Marinello, lei che ne pensa? Sarebbe davvero interessante conoscere il suo parere…

    Ecco dove buttano tutti i nostri soldi
    di Nicola Porro

    Paghiamo ancora per i terremoti di decine di anni fa o per i mutui contratti nell’altro secolo. Questa è la vera bomba ad orologeria. Il terremoto che ci svuota le tasche

    Un’inchiesta dettagliata, voce per voce, del mostruoso bilancio dello Stato. Ecco cosa ci siamo proposti di fare. Un grande economista liberale di inizio ’900, Amilcare Puviani, sosteneva come i conti dello Stato rappresentino una gigantesca illusione finanziaria. La loro scarsa trasparenza dà l’illusione che i nostri governanti, di qualsiasi ordine, grado e colore, perseguano l’interesse pubblico, ma nella realtà tutelano le molteplici caste che negli anni si sono succedute.

    La caratteristica principale dei bilanci pubblici (oltre alla loro scarsa trasparenza) è il cosiddetto effetto trascinamento. Se per qualche motivo, in qualche epoca storica, si decide di destinare delle risorse ad un comparto, ad una combriccola, ad una finalità, tagliare ciò che è stato elargito è difficilissimo.

    I casi di cui scrive oggi Gian Maria De Francesco sono clamorosi:

    - Perseguitati dai mutui eterni: bruciati 4 miliardi ogni anno

    - Il terremoto che ci svuota le tasche

    Paghiamo ancora per i terremoti di decine di anni fa o per i mutui contratti nell’altro secolo. Non solo ci trasciniamo la pesante eredità del debito pubblico, ma anche leggi di spesa i cui effetti si protraggono nel tempo.

    Questa è la vera bomba ad orologeria, che è già scoppiata e tra le cui macerie viviamo ogni giorno. La politica, indipendentemente dal suo colore, ha una straordinaria incapacità di intervento. Si mischiano interessi particolari, diritti acquisiti (nel lontanissimo passato), e circoli di interesse che non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Una politica forte dovrebbe intervenire senza indugio. E nelle prossime settimane, in più puntate della nostra inchiesta, indicheremo nome, cognome e indirizzo dei capitoli di bilancio sui quali esercitare le forbici.

    Ma una politica è forte quando su di essa non cadono sospetti. Prima di disboscare le follie del passato, deve tagliare dentro casa sua. Il ridimensionamento dei costi della politica (come abbiamo abbondantemente sostenuto ieri) non è risolutivo dei saldi complessivi. Ma gli uomini del Parlamento non possono chiedere un penny alle tante corporazioni che li circondano, se prima non hanno la coscienza pulita. Nella nostra inchiesta documenteremo bene anche i conti che riguardano gli uomini pubblici. Ma la lotta alla casta (come ora si usa definire) ha un senso solo se essa è lotta nei confronti di tutte le caste. E il bilancio dello Stato è la perfetta fotografia di questa Italia medievale. In cui ognuno ha un pezzetto di bilancio che in qualche maniera lo riguarda. Si tende in genere a pensare che la forbice vada usata solo per il vicino e ci si considera immuni dallo spreco e dall’elargizione. Non è così.

    Con un bilancio dello Stato che vale in termini numerici più della metà della ricchezza prodotta in un anno in Italia, questa è una comoda illusione in cui i presunti virtuosi fingono di accomodarsi. Godetevi, senza farvi il sangue troppo amaro, la lettura….

    Ricordate il Belice? Si paga ancora
    di Emanuela Fontana

    Al Senato piovono emendamenti alla manovra per stanziare altri fondi a favore degli ex terremotati siciliani.
    Una tassa lunga quarant’anni. Più di sei miliardi di euro dal 1968. Ma ancora non bastano. Gli italiani continuano a pagare per i danni del terremoto del Belice: almeno altri 30 milioni di euro, e c’è chi ne chiede 50, per quest’anno.
    Sono passati 14.539 giorni dalla tremenda scossa che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 uccise 370 persone, danneggiò 14 paesi e lasciò senza tetto 70mila abitanti nella valle della Sicilia occidentale, compresa tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo. Gli sfollati di allora sono andati all’estero, hanno fatto figli e nipoti, sono invecchiati, molti non ci sono più, ma la pioggia dei contributi statali per i comuni non si è mai esaurita. Neanche quest’anno.

    Tra i testi collegati alla manovra in discussione al Senato si trovano infatti due emendamenti e un ordine del giorno in cui si suggeriscono al governo altri soldi per il Belice.
    Ancora? «So che per la gente è difficile capire», ammette al Giornale l’ex diessino Accursio Montalbano, ora nel gruppo dei Socialisti di Gavino Angius. Montalbano, con i colleghi Antonino Papania (Ulivo) e Mario Ferrara (Forza Italia) ha presentato un emendamento alla Finanziaria in cui si chiedono 50 milioni di euro destinati «alla prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 1 comma 1010 della legge 296/2006».

    Il 1010 è il comma della Finanziaria dello scorso anno con cui il governo Prodi aveva previsto uno stanziamento di altri 100 milioni di euro per il Belice divisi nell’arco del triennio, dal 2007 al 2009. Per quest’anno sarebbero stati girati 30 milioni di euro: l’ultima «goccia» di uno stanziamento che tra poco raggiungerà il quinto decennio. Nel 1978 fu addirittura istituita una commissione bicamerale per la gestione dei fondi al Belice, poi sciolta nel 2004. All’inizio del 2000 si calcolò che ai paesi terremotati erano andati complessivamente dallo Stato circa 12mila miliardi delle vecchie lire. Ma anche negli ultimi anni la voce «Belice» è quasi sempre comparsa nelle Finanziarie dello Stato.

    Soprattutto nel 2006, con lo stanziamento triennale. Ma c’è adesso la copertura per ulteriori 50 milioni? «La copertura non c’è – spiega Montalbano -. S’intende che questi soldi verranno attinti nell’ambito delle vecchie risorse».
    Sembra una tassa eterna: «Non eterna, si tratta di opere residue – continua il senatore socialista – soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture: interventi residui e marginali». Ma come si fa a spiegare alla gente che 6 miliardi di euro non sono bastati? «Alla gente si può dire che adesso è finita dopo quarant’anni – annuncia Montalbano -. Il Belice ha avuto molto meno di zone colpite da altri episodi analoghi, come il Friuli. Ogni anno tutti i sindaci dei comuni del Belice fanno una sorta di pellegrinaggio a Roma per invocare questi interventi residui…».

    Il «pellegrinaggio», come lo chiama Montalbano, ha sortito effetti anche quest’autunno. Al Senato è depositato un altro emendamento del senatore Stefano Cusumano (Udeur) che prevede per il Belice «contributi quindicinali di 5 milioni di euro». In più c’è un ordine del giorno di tre senatori del gruppo delle autonomie e controfirmato da undici senatori della maggioranza (Ulivo, Prc, Verdi) e uno dell’Udc, in cui si impegna il governo al sostegno a popolazioni «colpite da eventi calamitosi». Segue un elenco, in cui sono comprese catastrofi recenti….

    Ma anche disastri del passato, come il terremoto dell’Irpinia. E gli «eventi sismici in Belice».

    Il terremoto che ci svuota le tasche
    di Gian Maria De Francesco

    Dopo 43 anni paghiamo ancora la ricostruzione del Belice: un conto da 15 milioni.

    Per la ricostruzione del terremoto del Belice del gennaio 1968 lo Stato italiano nel corso degli undici anni successivi aveva speso 900 miliardi delle vecchie lire che rivalutate in euro attuali ammonterebbero a circa 5,8 miliardi. Un intervento talmente massiccio che a ventiquattro anni di distanza nel gennaio 1992 circa 1.500 famiglie vivevano ancora nelle baraccopoli. E oggi? C’è ancora qualche falla da tamponare se è vero come è vero che nello stato di previsione dei ministeri dell’Economia e di quello delle Infrastrutture ci sono voci dedicate a questo cataclisma.

    Ogni anno il Tesoro si fa carico per oltre 10 milioni di euro dell’estinzione dei mutui relativi al sisma che colpì le province di Agrigento, Palermo e Trapani. Altri 2,5 milioni arrivano invece dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Siccome 43 anni sono un periodo troppo breve per completare un’opera di ricostruzione vi sono specifici stanziamenti in bilancio: due milioni per il completamento degli interventi e 507.026 euro per le opere di urbanizzazione primaria. Insomma, 25 miliardi delle vecchie lire per un evento così remoto non sono uno scherzo. Le nostre tasse servono anche a questo.

    Ma è troppo facile pensare che possa finire così. Perché esiste un apposito stanziamento di 20 milioni di euro che lo Stato devolve alle Regioni per farsi carico delle assunzioni in eccesso di personale pubblico a causa degli eventi calamitosi che in Italia si sono verificati tra il 1968 e il 1984. Dal Belice all’Irpinia a tutte le altre piccole e grandi disgrazie i governi della Prima Repubblica rispondevano in un modo solo: con qualche posto da impiegato pubblico in più che continuiamo a pagare.

  221. Ottimo argomento quello dell’inceneritore di biomasse……..

  222. Staniamoli tutti, staniamoli ora perché domani . . . . . . . . .

    Che bel conflitto di interessi personali, etici, deontologici, di tornaconto, aziendali e non ultimo elettorali, si . . . elettorali parlo di quel numero di tot voti per essere rieletti o meglio per salire nell’OLIMPO DELL’ETERNA RIELEZIONE che verrà assicurata per servigi di varia natura, tutt’altro che generosi o disinteressati.

    Li vedrete scodinzolare, cimentarsi in equilibrismi demagogici, fare finta di non essere deferenti, disquisire con facile tuttologia, assumere posizioni di omnia comprensione, rimpettirsi come scogli contro maree, fare della prosopopea con disinvoltura, avventurarsi in filosofie aristoteliche, confezionare delle arrembanti filippiche per delle potenziali occasioni perdute, giocare sul buonismo e coltivare con demagogia CHE PICCOLO E’ BELLO e può andare anche bene se è SETTESOLI.

    Il 18 luglio 2011 li vedremo all’opera, c’è di tutto . . . ,
    • da quello il cui partito, a livello nazionale, si oppone per certe scelte strutturali di impianti di biomasse perché aprono le porte ad un utilizzo diverso da quello a cui sono destinati, in quanto dovendo rimanere costantemente attivi hanno la necessità di avere una regolare alimentazione (mi chiedo, e se il sistema strutturale, della declinante agricoltura, cambia ovvero verranno sempre meno i sottoprodotti con cui alimentare le caldaie? Bohhh. Come fanno ad essere così certi che un investimento a medio lungo termine possa offrire uno status quo nel rapporto fra quantità di sottoprodotti e territorio che li produce? Bohhh. E se altre crisi, nel settore vitivinicolo ed agricolo costringeranno gli agricoltori ad effettuare altre scelte di vita con il progressivo abbandono delle campagne? Bohhhhhh. BEHHH…., Il sole per alcuni milioni di anni rimarrà li, non si muove, conosciamo già oggi il suo indirizzo, possono risolvere lo stesso problema senza neanche grosse complicazioni);
    • a quello che Menfi gli vive solo nel suo cuore e che il concetto di etica e politica gli impedisce di girarsi dall’altra parte e fa finta di nulla a convenienza, perché il suo credo rivelato si attiva e gli fa notare solo alcune cose, come quando fu folgorato sulla via della 3 Tigli!!, ed oggi?, nulla?, proprio … nulla?, ma si . . si 3, solo 3, non 7, non confondiamo i numeri c’è una bella differenza, prima di arrivare a 7 c’è ne vuole. Certamente il 3 è considerato come il numero perfetto per eccellenza e nella cabala corrispondere alla lettera GIMEL, ovvero cammello, simbolicamente sta a significare un viaggio alla ricerca della saggezza e si SAGGEZZA. Ed il 7?. Cosa c’è ne facciamo?. Per altri il 7 è uno dei numeri più magici, il 7 rappresenta la Creazione, i giorni della Genesi, rappresenta le virtù ed i vizi capitali, rappresenta il numero di bracci del Candelabro Ebraico e rappresenta il popolo eletto dal Signore. Per noi il 7 rappresenta il frutto del sudore delle nostre fronti di cui e cosparsa Menfi e che per generazioni non ci ha lasciato mai SOLI;
    • a quello che è un semplice yes man e crede che tre unici link forniti alla WikiLeaks possono bastare, essere esaustivi e rappresentare un elemento di confronto, dimenticando che il popolo menfitano é già sensibile a tematiche similari e che ha ben interiorizzato e sviluppato azioni sociali di forte coesione. Un presentazione di un progetto in power point è solo una business presentation espressa per grandi linee, deve necessariamente essere il summa di un’idea, di un piano o di una strategia. E’ facilmente comprensibile che sono altri i dati che devono accompagnare progetti di tale portata, che necessariamente riguardano tematiche tecniche a vario livello (fra cui comprendere qual’è il sentiment sociale), che ineluttabilmente devono essere forniti da chi propone il progetto, che devono avere una tempistica temporale coerente e che diano spazio a tutti, anche agli YES MAN;
    • a quello che “in hoc signo”si sente investito a guida futura della collettività o di un gruppo d’interesse e fa valere il proprio peso, adduce argomenti da anchorman consumato, promuove una simpaticoneria a volte esilarante e fa promesse immaginifiche di posti di lavoro che da sogno sembrano divenire realtà, in una realtà sempre più assetata e pronta a farsi abbindolare e soggiogare dal signore della truffa che per un pugno di voti è sempre pronto alla sfida dell’OK CORRAL. I superstiti, i morti e i feriti si conoscono già, 7 soli li tenta 7 volte tanto, non è pubblicità occulta;
    • a quello che vive conflitti di dualismo in cui la colpa morale non viene mai vista come peccato originale e quindi non esiste, ed in definitiva cosa mai gli potrà addossare l’umanità se non ha nessuna colpa?. La colpa di questi signori sta nel volere che l’umanità, menfitana, viva nell’ignoranza e nell’illusione e quindi questi signori, a cui piace vivere in questo status quo, hanno sviluppato ed arricchito un concetto di vita improntato sul puro materialismo in cui anche la carne diviene materia e quindi oggetto di scambio. A questi signori, molto pericolosi, affascinati per passione o gioco alla materia bisogna far comprendere che i loro spazi vitali si stanno riducendo e che non avranno più a che santo votarsi, IN CIELO E IN TERRA;
    • a quello che è un trombato, e si . . . a volte ritornano a meno sembra, così si dice in giro perché debbono sostenere i loro investimenti pregressi e futuri, li vediamo scalpitare, dimenarsi, agitarsi ed esprimere forme di comunicazione alquanto ardite, eccessive e che lasciano sbigottiti e sgomenti. Il bravo giocatore comprende sempre quando ritirarsi e sa che gli sarà reso onore per quello che ha rappresentato per la collettività menfitana, di questi giocatori se ne ricordano sempre i nomi e il loro stile, il grande rammarico e che sono di una razza in via d’estinzione e che la loro esperienza ben difficilmente verrà mutua.

    Facciamo un gioco, una bella caccia al TESORETTO ELETTORALE, guardateli attentamente, il comportamento, la gestualità fisica e mimica, segnate i loro nomi, i loro collegamenti, i loro interessi personali, non dimenticateli e non turatevi il naso in cabina elettorale, qualsiasi cabina . . . anche la numero 7.

    BUTTIAMOLI A MARE, BUTTIAMOLI ORA, QUANTOMENO SONO BIOdegradabili . . . .

    (da: Pancrazio)

  223. Ecco…la domanda tipica è sempre la stessa: non ci si domanda mai se ci sono massoni in consiglio ma, CHI sono i massoni al consiglio.

    Curtigghiara semu e curtigghiara arristamu.

    Interessa solo chi sono, e non se ci sono e quali comportamenti poter adottare per arginare il fenomeno.

  224. Il superlatitante Matteo Messina Denaro è il nuovo capo dell’Agrigentino è ha installato una vera e propria base operativa a Menfi dalla quale controlla tutti i paesi del Belice e Sciacca e cerca di sbarcare a Ribera. Emerge dalle cronache del nuovo numero del mensile Fuoririga….
    ed eccocci al punto in cui non avremmo mai voluto essere! Messina Denaro avrebbe affiliato un buon numero di “picciotti” menfitani… il tutto al fine di controllare il territorio, e di realizzare importanti opere edilizie come il porto di Porto Palo. E’ una notizia terribile quella che riporta Fuoririga… che parla anche di possibili “avvicinamenti” con associazionismo a prima vista pulito, e di un ruolo molto importante della massoneria deviata menfitana.
    In questi giorni siamo presi dalla battaglia per le biomasse… nei mesi passati i cittadini menfitani sono stati molto impegnati per importanti battaglie sociali… adesso però è arrivata la battaglia più importante… non possiamo permettere che il nostro Comune finisca nelle mani della delinquenza organizzata! Chi è disposto a mettere a disposizione il proprio impegno in questa battaglia deve subito dare dei segnali forti, anzi fortissimi! Non farò appelli al sindaco o ad altri organi istituzionali, perchè questa è una battaglia che riguarda davvero tutti… tutti quelli che avranno la forza e la sensibilità per volerla fare!
    …e va fatta subito, senza perdere assolutamente tempo!
    MENFI DEVE DIRE NO ALLA MAFIA!

  225. http://sloggiamenfi.splinder.com/

    …diamo un segnale di legalità… facciamo subito capire ai cialtroni mafiosi che Menfi è un Comune diverso… che Menfi e i suoi cittadini sono dalla parte dell’onestà!

  226. …speravo che in questo spazio dedicato a Peppino Impastato ci fosse un minimo di reazione rispetto alle notizie che legano Menfi alla criminalità mafiosa… pare che mi sbagliavo!
    …che tristezza!

  227. Andrea Andrea….dietro un sito Web c’è sempre qualcuno che lo gestisce, pur essendo perfettamente d’accordo con tutto quello che scrivi.

  228. Ecco i LINK :

    Sito Web
    http://www.presidiomontecitorio.it/

    http://www.facebook.com/event.php?eid=101496996610356

    http://www.petizionionline.it/petizione/presidio-ad-oltranza-davanti-a-palazzo-montecitorio/4267

    http://presiodiomontecitorio.blogspot.com/2011/07/scrivi-alle-redazioni.html

  229. Presidio Permanente d’avanti Montecitorio ha già riscosso numerose adesioni. Sostenuto da da qualche centinaio di attivisti, promosso da migliaia di Cittadini che si dichiarono apartitici, l’unica bandiera sotto cui si riconoscono e si riuniscono è il tricolore nazionale. Per dare più peso all’iniziativa, Gaetano Ferrieri ha deciso di fare e proseguire a oltranza, sciopero della fame che è stato iniziato sotto l’obelisco della Piazza Montecitorio il 4 giugno 2011.
    La richiesta sottoscritta dai digiunanti, sostenuta dai Cittadini che si stanno organizzando attorno al Presidio, contiene un richiamo esplicito all’art. 50 della Costituzione Italiana, che ci sembra molto significativo. “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alla Camera per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”. La citazione di questo articolo è chiaramente finalizzata a mettere in evidenza il valore della democrazia diretta, il cui protagonista deve essere il cittadino, cioè il popolo.
    Il primo obiettivo, a breve termine, di questa iniziativa è presentare ai Presidenti delle principali Istituzioni del Paese: Giorgio Napolitano, Renato Schifani, Gianfranco Fini, una petizione popolare diretta finalizzata a chiedere la riduzione ddel 50% dello stpendio e del vitalizio ai parlamentari, in questa fase di grave crisi economica e sociale del Paese.

    E’ giusto adeguarsi anche ai livelli degli stipendi parlamentari degli altri paesi europei. Se per esempio, consideriamo che il Presidente della Repubblica Francese percepisce 600 euro al mese, mentre ogni semplice parlamentare italiano va a percepire oltre 15000 euro al mese, constatiamo che il divario è enorme, e non riusciamo a capire con quale diritto questi onorevoli italiani chiedono sacrifici agli italiani. Bisogna imboccare la via, per abbassare drasticamente i costi della politica, anche abolendo le province, e realizzando consorzi territoriali tra Comuni.
    Infine, la petizione sottoscritta dai digiunanti chiede a chi governa il rispetto delle regole democratiche e costituzionali del Paese.
    ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

    Dal giorno 4 Giugno 2011
    attraverso lo sciopero della FAME ad oltranza, 4 cittadini sono presenti NOTTE e Dì davanti a Montecitorio per chiedere
    attraverso l’Art.50 della COSTITUZIONE :

    1° RIDUZIONE DEL 50% DELLO STIPENDIO/gettoni a tutti i politici dal Presidente della Repubblica al Consigliere Comunale e relativa riduzione al 50% di stipendi a tutti gli Amministratori di società Pubbliche e/o partecipate

    2° ELIMINAZIONE DI RIMBORSI, VITALIZI, PENSIONI D’ORO, come tutti i lavoratori pubblici si paghino vitto alloggio e trasporti.

    3° RIDUZIONE NUMERO PARLAMENTARI E AMMINISTRATORI PUBBLICI

    4° DRASTICA RIDUZIONE DEL PARCO AUTO BLU

    5° Nuova Legge Elettorale con scelta diretta del Candidato all’Elettore

    6° NUOVE ELEZIONI

    ….E TANTE TANTE ALTRE SPESE INUTILI…..

    Promuoviamo l’unione dei gruppi e la protesta NON VIOLENTA,

    IL POPOLO SOVRANO PRETENDE.

    I SOVRANI SIAMO NOI !!! I PARLAMENTARI SONO NOSTRI DIPENDENTI E DEVONO FARE QUELLO CHE DICIAMO NOI !!!

    RESTEREMO AD OLTRANZA CON SCIOPERI DELLA FAME

    NIENTE BANDIERE E NIENTE COLORI. SEMPLICEMENTE UNITI !!!

    Nella battaglia della vita si può facilmente vincere l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con l’abnegazione.
    (M. Gandhi)

    PER INFO e CONTATTI :

    presidiomontecitorio4giugno@gmail.com

    opp. chiama a Gaetano Ferrieri 3336677839

    è sempre in Piazza Montecitorio – ROMA -

  230. http://www.licatanotizie.net/cronaca/licata-niente-falo-e-campeggi-in-spiaggia-a-ferragosto/

  231. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2248080409045.2131128.1459233265&saved

  232. Energie rinnovabili, i parchi eolici offshore
    proteggono anche gli ecosistemi marini
    Secondo uno studio, l’impianto olandese Windpark Owez oltre a produrre energia pulita, protegge la biodiversità. Una vera e propria barriera a protezione della vita sottomarina e un nuovo habitat per le specie acquatiche. Il parco frena anche il fenomeno dell’overfishing
    Gli impianti eolici offshore non solo producono energia pulita ma aiutano anche la biodiversità. È quanto emerge da uno studio olandese condotto sul parco eolico Windpark Owez a largo delle coste del Mare del Nord che produce energia per circa 100mila abitazioni. Secondo gli scienziati della Wageningen UR University, del Bureau Waardenburg e dell’Istituto reale olandese di ricerca marina Koninklijk Nioz, l’impianto costituirebbe una vera e propria difesa per i fondali marini della zona e favorirebbe lo sviluppo di nuove specie acquatiche.

    La ricerca “Short-term ecological effects of an offshore wind farm in the Dutch coastal zone”, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista specialistica Environmental Research Letters, ha confermato che i danni al substrato marino, il rumore subacqueo e la rotazione delle pale hanno un impatto negativo del tutto trascurabile in confronto ai numerosi effetti positivi. Secondo quanto osservato, l’impianto eolico agirebbe addirittura come “un nuovo tipo di habitat” a vantaggio di una maggiore biodiversità di certi organismi, con una maggiore presenza di benthos, pesci, mammiferi marini e alcune specie di uccelli. Maggiormente protetto risulta anche il fondale marino, “particolarmente ricco di organismi come mitili, anemoni e granchi”. Ma i benefici non si limitano alle sole acque. Nei cieli della zona si possono ammirare diverse specie di gabbiani ed un elevato numero di cormorani. Secondo gli studiosi, infatti, si può supporre che il parco eolico offra una sorta di oasi di ristoro alla fauna della zona lontano dalle caotiche coste dell’Olanda.

    Altro aspetto importante da considerare è il freno che indirettamente la presenza del parco costituisce alla pesca nella zona. Proprio il Mare del Nord è uno dei bacini maggiormente sfruttati dai pescherecci europei, tant’è che gli ambientalisti stimano che circa il 62 per cento di tutto il pescato in questo mare costituisca “overfishing”, ovvero pesca in eccesso rispetto sia alla domanda del mercato che alle quote concesse dall’attuale politica europea di settore (PCP). La struttura stessa del Windpark Owez, il primo parco eolico off-shore d’Olanda, rende inaccessibile alle imbarcazioni una vasta area marina e finisce così per costituire una sorta di riserva naturale per molte specie ittiche. E poi meno pescherecci ed imbarcazioni vuol dire anche meno inquinamento. Decisamente una buona notizia visto che proprio le coste del Mare del Nord di Belgio e Olanda sono tra le acque più inquinate d’Europa, secondo il “Quality of bathing waters 2010″ pubblicato dall’agenzia Ue dell’Ambiente.

    Proprio gli impianti off-shore (lontani dalle coste) sono visti come il futuro dell’energia eolica che, secondo stime riportate dallo studio in questione, dovrebbe arrivare a soddisfare il 10 per cento del fabbisogno energetico mondiale entro il 2100 (circa 44TW). Ad oggi, uno dei dubbi sull’utilizzo dell’eolico su vasta scala è il loro potenziale contributo al riscaldamento globale dovuto proprio alla rotazione delle enormi pale. Ma secondo lo studio condotto dall’equipe olandese, gli impianti off-shore abbatterebbero anche questo rischio, tanto che si potrebbe aumentare l’installazione di impianti fino a soddisfare ben il 25 per cento del fabbisogno energetico mondiale nel 2100.

    Insomma, secondo lo studio olandese l’unico problema sembra essere quello degli uccelli che vanno a sbattere contro le pale dell’impianto. Ma gli studiosi assicurano che il loro numero resta “piuttosto basso”.

    di Alessio Pisanò (il fatto quotidiano)

  233. Dal giorno 4 Giugno 2011
    attraverso lo sciopero della FAME ad oltranza, 4 cittadini sono presenti NOTTE e Dì davanti a Montecitorio per chiedere
    attraverso l’Art.50 della COSTITUZIONE :

    1° RIDUZIONE DEL 50% DELLO STIPENDIO/gettoni a tutti i politici dal Presidente della Repubblica al Consigliere Comunale e relativa riduzione al 50% di stipendi a tutti gli Amministratori di società Pubbliche e/o partecipate

    2° ELIMINAZIONE DI RIMBORSI, VITALIZI, PENSIONI D’ORO, come tutti i lavoratori pubblici si paghino vitto alloggio e trasporti.

    3° RIDUZIONE NUMERO PARLAMENTARI E AMMINISTRATORI PUBBLICI

    4° DRASTICA RIDUZIONE DEL PARCO AUTO BLU

    5° Nuova Legge Elettorale con scelta diretta del Candidato all’Elettore

    6° NUOVE ELEZIONI

    ….E TANTE TANTE ALTRE SPESE INUTILI…..

    Promuoviamo l’unione dei gruppi e la protesta NON VIOLENTA,

    IL POPOLO SOVRANO PRETENDE.

    I SOVRANI SIAMO NOI !!! I PARLAMENTARI SONO NOSTRI DIPENDENTI E DEVONO FARE QUELLO CHE DICIAMO NOI !!!

    RESTEREMO AD OLTRANZA CON SCIOPERI DELLA FAME

    NIENTE BANDIERE E NIENTE COLORI. SEMPLICEMENTE UNITI !!!

    Nella battaglia della vita si può facilmente vincere l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con l’abnegazione.
    (M. Gandhi)

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  234. …del resto amavamo definirci “la piccola Parigi”! (…di quli latu poi!)

    Le elezioni francesi all’ombra della massoneria

    Nessuno lo ammette apertamente, ma le logge massoniche hanno un’influenza molto importante sulla politica d’Oltralpe soprattutto in vista delle presidenziali del 2012. “l’esperienza insegna che non si vince senza un’etichetta massonica”, scrive il Nouvel Observateur
    Può la massoneria determinare il risultato delle elezioni presidenziali in Francia? La domanda diventa sempre più d’attualità ora che la prossima scadenza elettorale, fissata alla primavera 2012, si avvicina inesorabilmente e così l’ora della verità per Nicolas Sarkozy.

    In Francia si stimano circa 150mila ‘fratelli’. Un numero importante, ma al tempo stesso piccolo rispetto al numero complessivo di elettori. Insomma, le logge, almeno direttamente, non possono spostare una quota sufficiente di voti da poter influenzare il risultato delle prossime presidenziali. Il peso della massoneria, però, sulla società francese (e in particolare nei media) è fortissimo. E un candidato, se vuole davvero vincere, non ne può farne a meno. All’argomento è dedicato questa settimana un interessante articolo del Nouvel Observateur. “L’esperienza delle ultime presidenziali – scrive il giornalista François Bazin – insegna che non si vince senza un’etichetta massonica”. Il candidato non deve necessariamente appartenere a una loggia. Ma inviare segnali più o meno espliciti a quel mondo. Far capire che lo tiene presente.

    Una premessa. L’ambito della massoneria in Francia, al pari di altri Paesi, è assai eterogeneo, anche dal punto di vista politico. Il Grand Oriente di Francia (Godf), con quasi 50mila membri, è la comunità più importante. Orgogliosamente laica, è considerata “progressista” (accetta ormai anche le donne) e “di sinistra”. Più a destra, invece, si collocano la Grande Loge de France (Glf) e soprattutto la Grande Loge Nationale Française (Glnf). In entrambe numerosi sono gli affiliati cattolici. Si tratta, comunque, di schemi da prendere con le molle. Xavier Bertrand, ad esempio, fedelissimo di Sarkozy, influente ministro francese del Lavoro, fa parte (uno dei rari che l’abbia ammesso pubblicamente) del Grand Oriente. Tanto più che sul credo politico puo’ prevalere di volta in volta la “fratellanza” massonica. Nuove, trasversali alleanze. Senza dimenticare la presenza dei “franc-maçon” in determinate professioni (i politici, appunto, ma anche i giornalisti e gli avvocati, solo per citarne alcune) e in settori legati allo Stato, come la pubblica istruzione (intesa come ministero), l’energia (comprese le aziende pubbliche del comparto, dei colossi) e la polizia.

    L’etichetta, si diceva. Significa che il candidato deve almeno “corteggiarle” le logge. Talvolta i messaggi inviati hanno del patetico. Come quando, nel 2008, Sarkozy firmò una missiva indirizzata al presidente dell’ordine degli avvocati di Parigi, aggiungendo al suo nome e cognome i tre punti messi a triangolo, pura simbologia massonica. L’Eliseo negò, ovviamente, qualsiasi riferimento del genere. Se si ritorna all’ultima campagna, nel 2007, massoni a dire il vero erano praticamente quasi tutti i collaboratori di alto livello dei due candidati “finalisti”, Ségolène Royale per i socialisti e Sarkozy dall’altra parte. Intorno alla Royale c’erano Patrick Mennucci, nipote di immigrati toscani a Marsiglia: massone doc. E il sindaco di Lione Gérard Collomb, uno che ha detto: “A Lione, quando la massoneria e la Chiesa camminano mano nella mano, la città va avanti”. Quanto a Sarkozy, poteva contare, oltre che su Bertrand, su Claude Guéant (oggi ministro degli Interni) e Brice Hortefeux (più volte ministro fino all’anno scorso), entrambi affiliati di logge più o meno dichiarati. La vera differenza fra Ségolène e Nicolas ? La prima durante la campagna si comporto’ come se la massoneria non esistesse. Il secondo, invece, lanciò i dovuti messaggi. Imparando la lezione dal suo predecessore, Jacques Chirac. Di cui si era detto a più riprese che appartenesse a una loggia. Lui, però, ha sempre negato, sottolineando al tempo stesso che il nonno, invece, era massone. L’attaccamento alla laicità, poi, del gollista Jacques è sempre piaciuto ai massoni puri e duri. Chirac fu amico fraterno di Michel Baroin, grand-maitre del Grand Oriente di Francia. Quando questi mori’ improvvisamente in un incidente aereo, si occupo’ di suo figlio François, sorta di figlio adottivo. Che oggi è ministro dell’Economia.

    E alle prossime elezioni cosa succederà? Sarkozy sarà ancora il riferimento del mondo occulto? La questione non è scontata. Certe sue dichiarazioni sulle “radici cristiane” della Francia non sono piaciute a tanti massoni puri e duri. Tanto che l’anno scorso alla Godf hanno fatto fuori il gran maestro Pierre Lambicchi, dalle dichiarate simpatie sarkozyste. Stesso destino in primavera alla Glnf per François Stifani, fino ad allora in assoluto miglior luogotenente del Presidente in terra massonica. Intanto altri possibili candidati alle presidenziali 2012 salgono nelle preferenze delle logge: François Hollande (in lizza alle primarie socialiste, in quel campo politico di gran lunga il più apprezzato dai massoni, assieme a Manuel Valls) e il moderato Jean-Louis Borloo, già vicino a Sarkozy e oggi il paladino (forse la vera sorpresa delle prossime elezioni) del centro. Ma perfino Jean-Luc Mélenchon, un tempo socialista, poi scivolato con il suo Parti de gauche ancora più a sinistra, è dato in quota massonica. Sì, le logge, un mondo sommerso. E proprio trasversale.

    di Leonardo Martinelli (il fatto quotidiano)

  235. Massoneria, polemica sulla trasparenza
    “Esca allo scoperto chi ha incarichi pubblici”
    Sulla scorta di una legge vigente in Toscana sin dal 1979, il consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia chiede di formulare una norma anche in Emilia Romagna dove i funzionari pubblici regionali dichiarino obbligatoriamente la loro appartenenza a una loggia, pena la revoca dell’incarico. “I massoni in Italia hanno ancora un modo per creare affari e strutture parallele alle istituzioni”
    Un’operazione di trasparenza sull’appartenenza massonica dei funzionari della Regione Emilia Romagna. Questa la richiesta di interrogazione presentata da Giovanni Favia, consigliere del Movimento 5 Stelle: “Chi ricopre un incarico pubblico dichiari le proprie appartenenze”. Sulla libera associazione, come dichiara l’articolo 18 della Costituzione e come sottolinea lo stesso Favia, non c’è nulla di male né di illegale. Ma quanto influiscono i rapporti che intercorrono tra gli appartenenti alla massoneria sulle decisioni politiche e economiche nella regione Emilia Romagna?

    Il comma secondo dello stesso articolo costituzionale, specifica il divieto di segretezza di tali aggregazioni. La legge Spadolini-Anselmi (varata nel gennaio dell’82 a seguito della commissione di inchiesta che vide l’emersione e conseguentemente lo scioglimento della Loggia P2), strinse le maglie sul tema, decretando che vanno considerate “associazioni segrete e come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”.

    Le massonerie sono dunque associazioni pubbliche, hanno un fine dichiarato, che non interferisca con “i servizi pubblici di interesse nazionale”, e le cui liste di appartenenti sono regolarmente depositate in prefettura e consultabili. Tuttavia, “ci sono alcuni dei libri dei soci che sono custoditi quantomeno molto gelosamente”, prosegue Favia, e per quanto: “le logge non esistano più per legge, la massoneria in Italia è ancora un problema molto grosso, perché spesso è un modo per creare affari e strutture parallele. Chiediamo quindi solo un’operazione di trasparenza”.

    Massonerie riconosciute, ma sconosciute dunque, giacché non vige l’obbligo di denuncia pubblica del legame associativo, per lo meno in Emilia Romagna. La proposta di legge lanciata del Movimento riprende infatti una legge regionale vigente in Toscana sin dal 1979 (articoli 12 della legge regionale n° 68 del 1983 e 9 della legge regionale n° 11/ 1979), che richiede ai funzionari pubblici una dichiarazione in tal senso, pena la revoca dell’incarico.

    Ecco la richiesta depositata da Favia: introdurre l’obbligo di denunciare pubblicamente tali appartenenze: “Essendo molti incarichi pubblici assegnati sulla scorta di una conoscenza personale, di tipo fiduciario (lo è anche la “delega” elettorale), crediamo che sarebbe un’ottima operazione di trasparenza richiedere ai candidati ai pubblici incarichi una dichiarazione di appartenenza a organizzazioni”.

    D’altra parte, anche il Consiglio di Stato ha decretato nel 2003 la legittimità di imporre l’obbligo di richiedere tali verifiche. “Sono sempre di più le storie delle persone frustrate dai legami massonici, soprattutto nella magistratura contabile e nella sanità – racconta Favia. Il fine, spiega il consigliere, è quello di “consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti conoscendoli fino in fondo, e mettendo eventualmente in luce alcuni legami importanti nell’intreccio fra politica e affari”.

    di Ilaria Giupponi (Il Fatto Quotidiano)

  236. Dal giorno 4 Giugno 2011
    attraverso lo sciopero della FAME ad oltranza, 4 cittadini sono presenti NOTTE e Dì davanti a Montecitorio per chiedere
    attraverso l’Art.50 della COSTITUZIONE :

    1° RIDUZIONE DEL 50% DELLO STIPENDIO/gettoni a tutti i politici dal Presidente della Repubblica al Consigliere Comunale e relativa riduzione al 50% di stipendi a tutti gli Amministratori di società Pubbliche e/o partecipate

    2° ELIMINAZIONE DI RIMBORSI, VITALIZI, PENSIONI D’ORO, come tutti i lavoratori pubblici si paghino vitto alloggio e trasporti.

    3° RIDUZIONE NUMERO PARLAMENTARI E AMMINISTRATORI PUBBLICI

    4° DRASTICA RIDUZIONE DEL PARCO AUTO BLU

    5° Nuova Legge Elettorale con scelta diretta del Candidato all’Elettore

    6° NUOVE ELEZIONI

    ….E TANTE TANTE ALTRE SPESE INUTILI…..

    Promuoviamo l’unione dei gruppi e la protesta NON VIOLENTA,

    IL POPOLO SOVRANO PRETENDE.

    I SOVRANI SIAMO NOI !!! I PARLAMENTARI SONO NOSTRI DIPENDENTI E DEVONO FARE QUELLO CHE DICIAMO NOI !!!

    RESTEREMO AD OLTRANZA CON SCIOPERI DELLA FAME

    NIENTE BANDIERE E NIENTE COLORI. SEMPLICEMENTE UNITI !!!

    Nella battaglia della vita si può facilmente vincere l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con l’abnegazione.
    (M. Gandhi)

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    opp. chiama a Gaetano Ferrieri 3336677839

    è sempre in Piazza Montecitorio – ROMA -

  237. …e Menfi continua a tacere!

    http://sloggiamenfi.blogspot.com/

  238. Napoli, tutti prosciolti i 95 imputati. “Escluso l’inquinamento delle falde”. Un’indagine durata tredici anni. Fra i reati ipotizzati dalla procura, quello di disastro ambientale. Nulla sembrava più difficile del provare in tribunale le responsabilità del nord Italia

  239. Non vedo da tanto tempo lo spazzolone con la macchina dei vigili in giro per pulire le strade. Si è rotto lo spazzolone? o la macchina dei vigili? o tale servizio non è più garantito dalla SIGEIR?

  240. perche’ nei cortili della via tagliavia oltre all illuminazione normale ci sono pure i fari ?? la luce exstra da chi viene pagata? dai residenti?

  241. Sedici tra amministratori e dirigenti del comune di Viterbo sono stati condannati dalla Corte dei Conti a risarcire oltre 3 milioni di euro, in relazione al crack del Cev, la municipalizzata incaricata della gestione dal verde pubblico, l’illuminazione, i servizi cimiteriali e la nettezza urbana. Il sostituto procuratore generale Marco Smiroldo aveva chiesto un importo molto piu’ elevato: 7 milioni e 300mila euro. Tra i condannati anche l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli che, secondo i giudici, deve risarcire 270mila euro. Oltre a Gabbianelli sono stati condannati tutti i membri della sua giunta: Antonio Fracassini e Mauro Rotelli (210mila euro), Giovanni Arena, Maurizio Tofani, Francesco Moltoni e Marco Maria Bracaglia (190mila euro). ”L’azione gestionale dell’amministrazione, in persona sia di chi rivestiva funzioni deliberanti che strettamente amministrative – dice la sentenza – è stata caratterizzata non solo da una consapevole violazione di norme di legge, ma da disordine programmatico, arbitrarieta’ decisionale, sovrapposizioni ed elusioni di funzioni amministrative, disordine contabile, carenza documentale, ma soprattutto da una visione privatistica nell’utilizzazione delle risorse pubbliche…”.

  242. forza ragazzi fate questo grande piacere al paese di Menfi, mandateli tutti a casa. Grazie in anticipo.

  243. come ogni anno il cimitero rimane senza acqua, ma la novità è che sabato pomerigio 29 ottobre chiuso.

  244. In via della Vittoria al numero civico 300, vicino alla sede di Forza Italia, si dove vi è la tabella AFFITTASI, domani si inaugurerà la sede INSIEME AL CENTRO.

  245. non ho capito l’arch palmeri che ruolo ha nella giunta. non era contro il sindaco botta? datemi una risposta vi prego.

  246. Al Consorzio di Bonifica di Menfi, da due giorni non viene fornita energia elettrica, causa morosità.

  247. Applauso fragoroso per Cosentino… bella stretta di mano! …e baciotto sulle guanciotte di “Giggino a purpetta”! …gran bel rappresentante del nostro territorio! http://www.youtube.com/watch?v=7nDUI5aYSu4

  248. Il Comune di Menfi non è in grado di eseguire la più semplice manutenzione dell’impianto
    Pubblico d’ illuminazione, perché non ha fondi per pagare la ditta.

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