BUON NATALE A TUTTI

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Sulle Energie Rinnovabili PARTECIPIAMO

imagesIn una lettera indirizzata al Sindaco la Nostra Associazione si è resa disponibile a collaborare con le istituzioni in merito al Regolamento sulle Energie Rinnovabili.

Fin dalla costituzione (2002) ci siamo occupati della difesa e valorizzazione del territorio. In merito alle  Energie Rinnovabili  abbiamo  intrapreso  varie iniziative con altre Associazioni e collaborato con le Istituzioni.

Siamo firmatari di un ricorso al TAR per impedire la costruzione a Menfi di un Mega Inceneritore (Tre Tigli) ed abbiamo contribuito a formulare le opposizioni e le osservazioni rispetto al tentativo di istallare nel territorio di Menfi un Mega Impianto eolico (Friel-Mapi).
Abbiamo inoltre partecipato attivamente sempre con numerose altre associazioni ad Assemblee cittadine (2 Agosto e 28 Dicembre 2011), sottoscrivendo documenti , solleciti e proposte alle Istituzioni.
Oggi non possiamo non condividere la proposta di dotare il Comune di Menfi di uno strumento che Regolamenti il settore delle Energie Rinnovabili per evitare speculazioni.

A tal fine abbiamo chiesto una copia del Regolamento proposto.

Considerata l’imminenza del Consiglio Comunale del 27 Dicembre, riteniamo opportuno ribadire, in linea generale, quanto formalizzato più volte con altre associazioni :
-         si a piccoli impianti (solare termico e solare fotovoltaico);
-         si ad impianti di piccole dimensioni sulle abitazioni e sui tetti delle attività produttive;
-         si alla produzione diffusa nell’intero territorio comunale;
-         si alla produzione dell’energia  rinnovabile per autoconsumo e per il fabbisogno comunale;
-         si ad incentivi per la realizzazione di edifici a basso consumo energetico;
-         si alla difesa del territorio che ha ormai consolidata la propria vocazione verso una agricoltura di qualità ed un turismo sostenibile e diffuso;
-         no alle biomasse;
-         no ad impianti eolici;
-         no alla realizzazione di sottostazioni. Quest’ultimo punto riteniamo che sia da attenzionare, in quanto senza sottostazioni non possono esistere grandi impianti. In particolare la sottostazione di Contrada Stoccatello è propedeutica ai grandi impianti eolici e fotovoltaici.

Qualora non fosse già stato fatto, vorremmo suggerire, quale strumento tecnico utile a rendere immediatamente esecutive le proposte, che si proceda a modificare le norme tecniche di attuazione del PRG.
Pur disponibili a trattare un argomento così importanti nei tempi ristretti che emergono, per il futuro, auspichiamo che su tematiche che coinvolgono tutta la città vi sia una maggiore partecipazione.

OPPOSIZIONE: Istruzioni per l’uso

Fatto QuotidianoAndrea Scanzi sul Fatto Quotidiano scrive un articolo che condividiamo a pieno avendolo già attuato durante la scorsa legislatura a Menfi:
Molti hanno votato M5S a febbraio perché rivestissero un ruolo nobilissimo, che purtroppo i vent’anni di Violante e derivati hanno fatto dimenticare (permettendo a Berlusconi di spadroneggiare serenamente): il ruolo del “rompipalle democratico”. Uso volutamente questa espressione appena colorita per disturbare l’ipocrisia della Boldrini, che col suo parlato cantilenante si inalbera per le parolacce non contemplate dal protocollo ma si indigna assai meno di fronte a eventi più gravi.

Chi è il “rompipalle democratico”? Colui che fa opposizione e non concede sconti. Colui che si sbatte e non fa assenze perché le regole vengano rispettate. È un ruolo tanto nobile quanto rischioso: si rischia di divenire bastiancontrari a prescindere. Lo so. Si rischia il duropurismo spuntato, post-pannelliano e pseudo-massimalista. Ma è un ruolo sacro in una democrazia.

I 5 Stelle hanno sbagliato non poche volte. E altre volte sbaglieranno. Chi lo nega, difendendolo a prescindere, gioca a uccidere una forza che crede di amare, e verso cui invece “tifa” come fosse una squadra di calcio (una delle tante perversioni della politica italiana: preferire il tifo al pensiero). Qui nulla gli verrà scontato, con buona pace delle scomuniche saltuarie e debolucce dal blog. Vi chiedo, però: i casi Alfano e Cancellieri avrebbero avuto analoga rilevanza senza M5S? L’articolo 138 della Costituzione sarebbe stato salvato senza il loro “ostruzionismo” insistito, che tanto ha piccato la preside Boldrini? Di F35 e slot machine si sarebbe parlato così tanto? Napolitano sarebbe stato (finalmente) un po’ meno intoccabile? La decadenza di Berlusconi sarebbe stata così netta e con voto palese? Il presunto lobbista Tivelli sarebbe stato smascherato? Eccetera.

Il M5S doveva essere anzitutto questo: il granello di sabbia che inceppa l’ingranaggio oliato della casta e del malaffare. Non può riuscirci del tutto, ma ci sta provando. Su questo dovremmo essere tutti d’accordo, se esistesse l’onestà intellettuale. Ed è una cosa che fa bene alla politica, a tutta la politica, perché costringe gli altri a operare per essere migliori (o anche solo a essere un po’ meno carogne). Se poi una tale “foga democratica” potrà risolversi anche in una concreta attività di governo, non so dirvi. Non ne sono interamente convinto, in tutta onestà, e lo sapete. Vedremo in futuro. Ma dopo 20 anni senza opposizione, o peggio ancora con una opposizione che in realtà fiancheggiava oscenamente Berlusconi, l’attività di questi “rompipalle democratici” mi pare tutt’altro che irrilevante.

Consiglio Comunale del 18 dicembre: la deroga e il rinvio in deroga

Questa sera i consiglieri hanno votato di rinviare il consiglio comunale che avevano deciso di convocare in deroga al regolamento. Ancora una volta le norme, il buon senso, il rispetto delle minoranze e degli altri in genere sono stati calpestati sull’altare di una presunta efficienza.
Poi invece hanno avuto paura di un risveglio della minoranza, di uno scatto di orgoglio di chi nell’ultimo consiglio si è visto sopraffatto nel suo diritto di conoscenza ed informazione per una presunta urgenza che non c’era, infatti ci sono comuni che ancora oggi non hanno approvato il bilancio.
Per uscire dall’angolo in cui si erano cacciati si sono inventati un rinvio del Consiglio Comunale che costituisce anch’esso una deroga al regolamento che nella fase propedeutica all’inizio del consiglio prevede solo la pregiudiziale o la sospensiva, del resto non c’è bisogno si essere grandi giuristi per capire che non può essere rinviato un consiglio che non è ancora iniziato.
Solo Lillo Moschitta e Nino Corsentino evidenziano le gravi incoerenze della proposta e chiedono il ritiro del punto o un rinvio a data da destinarsi, a loro favore interviene Ludovico Viviani (Avvocato Difensore) contro Andrea Pellegrino (Avvocato dell’accusa). Da tutti gli altri solo silenzi complici.
Il punto non era chiaramente se essere d’accordo o meno sugli argomenti da trattare o sul numero di giorni di rinvio, ma sul rispetto delle istituzioni e delle regole. Giustamente di fronte ad una palese violazione del regolamento la questione andava quanto meno rimessa alla conferenza dei capigruppo, che avrebbe deciso una nuova data, invece la maggioranza ha voluto fare una forzatura.
Il Sindaco è stato chiarissimo, infatti nel suo intervento ha declinato ogni responsabilità, dimenticando che l’amministrazione ha il dovere di inviare per tempo le proposte alla presidenza del consiglio. Anzi pigghia di ancapu, accusando i consiglieri di non conoscere i documenti nonostante lui li avesse informati (genericamente) che intendeva proporre un regolamento sulle energie rinnovabili. Tira in ballo poi una presunta scadenza del 31 dicembre per svendere le azioni del Porto e di fatto, con questa proposta non risponde alla richiesta del consigliere Moschitta che aveva chiesto che tutto  il consiglio fosse informato sullo stato dell’arte del progetto del porto. Infine, con un colpo di coda accusa la minoranza di minare i buoni rapporti che si stavano instaurando e sostanzialmente li invita a tacere (non opponendosi)  per il bene del paese, così tutti insieme facciamo le cose che servono alla città di Menfi.
Nel silenzio dei consiglieri passa la proposta di rinvio del Consiglio Comunale al  27 dicembre, sono sicuro che in questi giorni di festa tutti i consiglieri lavoreranno alacremente per migliorare le proposte dell’amministrazione e al prossimo consiglio comunale parleranno tutti quelli che oggi hanno taciuto, per farci conoscere le loro opinioni.
Per la cronaca votano a favore la maggioranza ed il consigliere Corso, si allontanano dall’aula i consiglieri Moschitta e Corsentino, votano contro gli altri.
Enzo Buscemi

Menfi: Consiglio Comunale “in deroga”

Nel Consiglio Comunale del 29 novembre è stato approvato il Bilancio 2013 “in deroga”.
Preliminarmente riportiamo la definizione di Deroga tratta dal Dizionario italiano (Sabatini Colletti): Difformità, parziale o totale, da quanto stabilito da una legge, da un regolamento, da una consuetudine ecc.
La prima deroga è quella al diritto di informazione, infatti nessuno dei soggetti politici ha ritenuto opportuno informare i cittadini su cosa sia realmente accaduto, neanche i consiglieri di minoranza.
Il Presidente del Consiglio, ha dichiarato che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso si andare in deroga ai termini di legge per la convocazione del consiglio sul bilancio. I consiglieri, hanno accettato di parlare di un bilancio  che essi stessi hanno ammesso di non conoscere.
Continuano poi su questa linea consentendo ancora di derogare a tutte le leggi,  con un emendamento dell’Ufficio che non è ne previsto ne consentito da alcuna norma (vedi TUEL).
Per cui in deroga alla politica l’ufficio presenta un maxi emendamento che detta delle linee di indirizzo politico su scelte da intraprendere, spacciandole  per puri tecnicismi.
Viviani in deroga ai termini,  presenta un emendamento per dare un contributo ad un’associazione, con il consenso della maggioranza. Per la cronaca, non c’è bisogno di un emendamento per dare un contributo a chi merita, nei vari capitoli 1000 euro si trovano se c’è la volontà politica.
Corsentino presenta tre emendamenti per farsi dire Ni dal Sindaco e dal funzionario, in pratica di questi emendamenti nessuno verrà realizzato. Dalla risposta del funzionario emerge infatti che banchi e sedie verranno acquistati solo se .. se .. se … (in pratica è quasi impossibile). Sui buoni libro alle famiglie indigenti il Sindaco risponde chiaro e tondo che senza un apposito regolamento non eroga contributi, Regolamento che tutti si guadano bene dal proporre. (bastava copiarne uno)
Dopo la sospensione la minoranza nelle sue dichiarazioni da segnali di apertura in deroga alla volontà degli elettori che ha assegnato loro un compito di indirizzo e controllo.
Il Consigliere La Placa a più riprese lancia segnali di distensione come “atto di responsabilità”, salvo poi minacciare un confronto serrato, rigido e severo qualora non si realizzi la collaborazione sperata nell’interesse del paese.
Corsentino si rivolge al Sindaco “vogliamo darle la dimostrazione della volontà di non porci in modo ostruzionistico” e l’astensione sul bilancio vuole rappresentare questo approccio positivo e costruttivo.
Mauceri, seguendo i suoi appunti, invita a “rifondare un modello di organizzazione” chiede di essere compartecipe delle scelte ed invita l’amministrazione ad “investire attraverso le forme di concessione, di affidamento, di project financing, che attraggano ed impegnino capitali privati” insiste poi sulla Zona B.
Viviani fa un intervento cerchibottista, in pratica “il bilancio non soddisfa le esigenze della città, ma nessuno ha colpa, vogliamo dimostrare all’amministrazione di non fare ostruzionismo per senso di responsabilità”.
Corso attacca con moderazione, avendo firmato gli emendamenti tende a giustificare l’amministrazione “per carità ci sono le difficoltà anche a livello nazionale, ci mancherebbe” specifica “non voglio fare polemiche” nell’invitare l’amministrazione ad approvare il bilancio prima, afferma che “il bilancio non può essere emendato”, ma dimentica che ha presentato  emendamenti, sembrerebbe dare un segnale di apertura  “devo dire che alcune cose sono state anche condivise”
Moschitta evidenzia l’assenza di dibattito, mai verificatasi in sede di approvazione del bilancio, e fa un’analisi non approfondita che evidenzia uno squilibrio della parte corrente (non riusciamo a pagare le spese ordinarie con le entrate ordinarie)  e un equilibrio di competenza mista solo grazie alla ipotetica vendite di beni, rileva come ci siano troppi capi settori (come la città di Trapani).
Mistretta per la maggioranza giustifica la non diminuzione dei capi settori e si impegna a collaborare auspicando un voto favorevole al bilancio.
Abbiamo l’impressione che si sia esagerato con le aperture, specialmente per ipotetici affidamenti che somigliano tanto a privatizzazioni, in deroga alla volontà popolare.
Grazie a nome di tutti i cittadini che non possono derogare al dovere di pagare le tasse.